Privacy UE: cambiano le regole

Cambiamenti in vista per quanto riguarda la privacy nell’Unione Europea: dopo il via libera al nuovo regolamento, le norme sui dati personali per i cittadini del Vecchio Continente vengono ritoccate, rendendo più salate le sanzioni verso tutte quelle società che hanno a che fare con questa tipologia di informazioni, tra cui anche i grandi colossi del Web, ma anche semplificando le informazioni e lo scambio dati in alcuni casi.

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Il nuovo pacchetto di norme entrerà in vigore tra due anni

Nonostante l’ok del Parlamento Europeo nei giorni scorsi, le nuove norme sulla privacy dovranno entrare in vigore nei Paesi dell’Unione entro due anni ed essere recepite da ogni Stato entro 24 mesi. Il Data Protection, cosi viene chiamato il pacchetto, apporta diversi cambiamenti, sempre più unificati e omogenei per rafforzare l’Unione stessa su questo fronte. In particolare, viene dato risalto al cosiddetto “diritto all’oblio”, alla semplificazione delle informazioni agli utenti sul trattamento dei dati da parte delle società e, come abbiamo accennato inizialmente, alle sanzioni che verranno comminate alle imprese che violeranno il nuovo regolamento.

Proprio su quest’ultimo punto, è prevista una multa fino al 4% del fatturato anno globale per una società che non rispetterà le norme. Riprendendo un esempio concreto fatto da Wired Italia, con queste nuove leggi Google potrebbe pagare una somma record pari a quasi 3 miliardi di dollari.

Oltre ad un innalzamento delle garanzie per gli utenti e all’obbligo da parte delle società di rendere più chiaro e semplice il sistema di trattamento dei dati, viene facilitato anche il rapporto da parte degli organi giudiziari e delle forze dell’ordine per lo scambio dati in caso di crimini o atti di terrorismo. Un punto, questo, non di poco conto, soprattutto dopo i terribili attentati che hanno colpito il cuore dell’Europa in questi ultimi due anni, da Parigi a Bruxelles.

Altro tema interessante di questo nuovo pacchetto di norme, anche la portabilità dei dati degli utenti: in questo modo le aziende dovranno, a richiesta dei propri clienti, consentire a questi ultimi di avere i propri profili digitali che potranno essere utilizzati con prodotti delle società concorrenti. Anche questo avrà importanti ripercussioni per i cittadini UE: pensiamo, ad esempio, alle cosiddette smart cars o alle future eSIM, di cui avevamo parlato ampiamente qualche tempo fa (per maggiori informazioni vi rimandiamo al nostro speciale Che cos’è l’eSIM: ecco come potrebbe cambiare il mercato della telefonia mobile).

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Vedremo quali saranno le risposte delle aziende sul tema della privacy e soprattutto quali saranno le mosse del nostro Paese per adeguarsi alle nuove direttive dell’UE.

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