Privacy, stop alla raccolta dei dati online senza consenso

Il Garante della Privacy ha stabilito lo stop alla raccolta dei dati online senza consenso da parte dell’utente. La nuova normativa, che è stato pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, introduce un regolamento per l’utilizzo di cookies e altri strumenti da parte di siti e social network per catturare informazioni personali a fini commerciali.

Non potranno essere più raccolti dati online senza il consenso dell'utente

Arriva un cambiamento importante per tutte le persone che quotidianamente trascorrono il loro tempo online: il Garante della Privacy ha introdotto lo stop alla raccolta dei dati online senza consenso informato degli utenti che dovrà essere ben visibile all’interno della homepage dei siti. Grazie alla progressiva diminuzione del costo delle tariffe ADSL negli ultimi anni, infatti, Internet è diventato uno strumento molto diffuso e questo ha causato anche un aumento delle informazioni raccolte inconsapevolmente durante la navigazione web.

Il regolamento è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale e varrà per ogni attività di trattamento dei dati personali dell’utente per finalità di profilazione, che sia diversa da quelle necessarie per la fornitura del servizio (ad esempio, i filtri antispam o antivirus, gli strumenti per consentire ricerche testuali). Solo se dovesse arrivare il consenso esplicito della persona coinvolta le informazioni potranno essere raccolte e utilizzate.

Come deve essere richiesto il consenso

L’Authority ha quindi indicato come acquisire il consenso, come stabilito dalla legge. Quando si accede all’homepage o qualsiasi altra pagina di un sito deve immediatamente comparire un banner ben visibile in cui devono risultare chiare alcune informazioni: innanzitutto, deve essere indicato che il sito sfrutta cookie di profilazione per inviare messaggi pubblicitari mirati; si deve mettere in evidenza esplicitamente che il sito permette anche l’invio di cookie di “terze parti”, cioè di cookie installati da un sito diverso tramite il sito che si sta visitando; in terzo luogo, deve essere segnalato un link a un’informativa più estesa, dove deve essere indicato l’uso dei cookie inviati dal sito e dove l’utente possa eventualmente negare il consenso alla loro installazione direttamente o collegandosi ai vari siti nel caso dei cookie di “terze parti”; infine, deve essere segnalato espressamente che continuando nella navigazione (anche solo accedendo ad un’altra area del sito o da un’immagine o un link) si concede il consenso all’uso dei cookie.

Questa normativa si applica a tutte le informazioni raccolte sull’utente per finalità promozionali, basate sui dati relativi all’uso della posta elettronica, alla navigazione sul web, ai social network, all’utilizzo di mappe o alla visualizzazione di contenuti video.

Il Garante della Privacy sottolinea che a essere coinvolti non sono solo i cookies, ovvero i piccoli file di testo inviati dai siti visitati ai dispositivi che li memorizzano, per poi ritrasmetterli alla visita successiva, ma anche il “fingerprinting”, ovvero la costruzione di profili dell’utente sulla base di specifici parametri di impostazione del terminale o sulle modalità del suo utilizzo.

Anche se l’utente dovesse decidere di dare il proprio consenso potrà comunque arrivare in un secondo momento a revocarlo attraverso un link specifico, che dovrà essere anch’esso ben visibile. Non si esclude però che chi gestisce i servizi di posta elettronica o i social network possa decidere di aggirare la norma in modo tale da non perdere gli introiti che si ottengono dalla profilazione online dei propri utenti.

Lo stop alla raccolta dei dati online senza consenso entrerà in vigore dal 2 giugno e rappresenta un importante passo avanti alla tutela della privacy di ogni utente.

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