Prezzi banda larga, la Commissione Europea contesta il comportamento degli operatori

In Europa vi sarebbe una vera e propria “lotteria geografica” sui prezzi, sulle velocità e sulle opzioni legate alle connessioni internet a banda larga. Ad affermarlo è la Commissione Europea, a margine del completamento di quattro diversi studi dai quali è emerso come non vi sia alcuno schema, né coerenza, nei mercati della banda larga.

L'UE insoddisfatta sulle condizioni del mercato della banda larga
L'UE insoddisfatta sulle condizioni del mercato della banda larga

In un comunicato la Commissione sostiene infatti che “i consumatori sono confusi anche dalle diverse informazioni comunicate dai fornitori, che limitano la loro capacità di scegliere la soluzione più adatta alle loro esigenze”. Insomma, un comportamento non proprio congruo, che penalizza il livello di consapevolezza dei consumatori: la Commissione sostiene infatti che il 66% dei cittadini europei non sappia di quale velocità di connessione a internet dispone, e che in media si ottiene solamente il 75% della velocità dichiarata nei termini del contratto.

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In aggiunta a quanto sopra si deve altresì tenere conto del potere di acquisto dei cittadini: in alcuni Stati membri si rileva così una variazione di prezzo che può giungere perfino al quadruplo per le connessioni a banda larga più comuni.

Per chiarire il concetto, la Commissione cita anche un esempio concreto: se una ragazza lituana di 35 anni si trasferisse in Polonia, nel nuovo domicilio pagherebbe almeno il doppio per un servizio di banda larga di qualità simile all’originario…

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