Prestito rifiutato: cosa fare?

Oggigiorno, fare una richiesta di prestito è una pratica molto semplice e veloce: con un paio di click, si può fare un preventivo online e richiedere un finanziamento, senza dover aspettare molto per l’esito finale. Ma quest’ultimo non sempre è positivo. Può accadere, in effetti, che la richiesta non vada a buon fine. Cosa fare in caso di prestito rifiutato? Innanzitutto comprendere il motivo, dopodiché sarà possibile  quasi sempre trovare una soluzione adatta ad ogni caso in particolare. Scopri cosa fare in caso di prestito respinto. 

prestito respinto

Come sempre accade nella vita, per risolvere una situazione che non è andata come si voleva, occorre prima di tutto conoscere le cause che hanno portato all’insuccesso.

Non è diverso quando si tratta di un prestito rifiutato: bisogna comprendere le motivazioni del rifiuto, e questo ci permetterà di elaborare la giusta strategia per risolvere la situazione e ottenere il finanziamento.

In effetti, per trovare un’alternativa, occorre capire quale elemento abbia giocato a sfavore. A continuazione vediamo brevemente tutti i fattori che influiscono nell’esito di una richiesta di prestito.

Tempo dall’ultimo prestito rifiutato?

Detto in un’altra maniera, quanto tempo è passato sin dall’ultima richiesta di finanziamento rifiutata?.

E’ importante considerare che ogni rifiuto di un prestito viene segnalato al Crif, l’ente che gestisce il sistema di informazioni creditizie. Tale informazione solitamente viene conservata per 30 giorni; per questo motivo, prima di inviare una nuova richiesta, è fondamentale aspettare almeno un mese sin dall’ultimo rifiuto.

Cattivo pagatore o protestato?

Ovviamente, la reputazione del richiedente è un fattore chiave al momento di decidere se erogare o meno un prestito. E’ piuttosto frequente che i finanziamenti vengano negati ai cattivi pagatori e ai protestati.

Per questo motivo, meglio verificare se vi è una segnalazione delle Centrali di Rischio, che possa indicare una reputazione da cattivo pagatore o da protestato prima di fare richiesta di un prestito personale.

Se siete cattivi pagatori o protestati, vi consigliamo di affidarvi alla cessione del quinto dello stipendio o della pensione, un tipo di finanziamento che può essere erogato anche ai segnalati.

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Altri prestiti in essere?

Una situazione debitoria piuttosto pesante è solitamente causa di rifiuto. In effetti, spesso i prestiti vengono respinti a chi è già titolare di diversi finanziamenti.

Per questi casi una soluzione è ricorrere al consolidamento dei debiti, attraverso il quale è possibile ricontrattare il prestito con condizioni più agevolate, modificando l’importo delle rate mensili e la durata del finanziamento. La Monorata di Banca Intesa Sanpaolo è un esempio di questo tipo di prodotto finanziario.

Rischio troppo alto e poche garanzie?

Può darsi che la banca o società creditizia ritenga che il rischio di concedervi un prestito sia troppo elevato, perché la valutazione complessiva della vostra situazione finanziera non offre sufficiente garanzie per il rimborso.

In questo caso, ci sono diverse soluzioni: allungare la durata del prestito, abbassando così l’importo della rata, è la più frequente.

In alternativa, si può ricorrere a maggiori garanzie; ad esempio, la fideiussione è un contratto in base al quale il fideiussore si accolla la responsabilità del debito nei confronti della banca che concede il finanziamento. In questa maniera, se si verificasse che il debitore non può procedere al pagamento delle rate, il garante dovrà farsi carico del rimborso.

Anche l’incorporazione di un co-obbligato può essere una soluzione in casi di alto rischio. Si tratta di un secondo intestatario del contratto di prestito, il quale sarà egualmente responsabile del debito di fronte alla banca.

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