Prestiti ancora in calo: nel primo semestre -6,9%

Durante i primi 6 mesi del 2014 la richiesta di prestiti da parte delle famiglie ha continuato a scendere. Secondo quanto rilevato dal Barometro CRIF in questo periodo si è verificato un lento recupero per quanto riguarda le domande di mutuo (+10,3% rispetto lo stesso semestre 2013), ma rimane ancora in flessione la richiesta di prestiti personali e finalizzati con un -6,9% tra gennaio e giugno 2014.

prestiti in calo, durata in rialzo
Italiani molto cauti al momento di chiedere prestiti: in calo le domande e gli importi richiesti, e crescono le durate
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Secondo lo studio CRIF relativo al primo semestre del 2014, il numero di richieste relative ai soli prestiti finalizzati ha registrato una flessione del 9,6% rispetto allo stesso periodo del 2013. Per quanto riguarda i prestiti personali il calo è più contenuto ma comunque importante, pari a -3,7% sempre rispetto ai primi 6 mesi del 2013.

In materia di importo medio richiesto, complessivamente è stato di 7.935 euro (prestiti finalizzati + prestiti personali) nei primi 6 mesi del 2014, una cifra molto inferiore agli 9.588 euro del primo semestre del 2007, nel periodo pre-crisi. Il 50% delle richieste non superano i 5.000 euro.

Nel dettaglio, da gennaio a giugno l’importo medio per i prestiti finalizzati è stato pari a 4.952 euro (7.394 euro nel 2007) intanto che per i prestiti personali è stato di 11.248 euro, una cifra minore rispetto a quella del primo semestre 2013 (11.324 euro) ma lontana dai 12.781 euro del 2007.

Infine, la durata dei prestiti richiesti (prestiti personali + finalizzati) nel primo semestre del 2014 è stata in media superiore ai 60 mesi, con il 21,5% del totale. Soltanto per i prestiti personali perfino il 39,3% dei richiedenti hanno preferito durate lunghe (+ di 60 mesi).

L’andamento delle richieste di credito rappresenta un indicatore di straordinaria importanza per tastare tempestivamente il polso alle famiglie e valutare il loro livello di fiducia nei confronti del futuro e la propensione ad impegnarsi nell’investimento per la casa o per l’acquisto di beni durevoli o di costo più elevato – ha spiegato Simone Capecchi, direttore Sales & Marketing di Crif.

Il trend che ha caratterizzato il primo semestre dell’anno – continua Capecchinon sorprende affatto considerate le difficoltà che ancora coinvolgono circa 9 milioni di italiani, alle prese con una situazione di perdurante disagio occupazionale. In particolare, la mancata crescita dei redditi reali e la conseguente contrazione del potere d’acquisto hanno ulteriormente indotto le famiglie ad adottare un approccio estremamente cauto e a rinviare gli acquisti e gli investimenti non considerati strettamente indispensabili”, ha concluso il direttore.
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