Prestiti alle famiglie ancora in calo ma scendono anche i tassi sui mutui

Secondo l’ultimo rapporto della Banca d’Italia, i prestiti al settore privato a febbraio sono calati del 3,6%, mentre i prestiti alle famiglie sono scesi dell’1,2% su base annua. In calo anche però i tassi d’interesse sui mutui, sebbene di poco (3,73% contro il 3,8% a gennaio). Secondo il Codacons, il dato è “sconfortante”.

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I prestiti continuano a scendere ma rallenta la flessione, e i tassi sono stabili
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Ancora in calo i prestiti alle famiglie e ai privati. Bankitalia ha evidenziato che i finanziamenti al settore privato hanno registrato una contrazione su base annua del 3,6% (contro il 3,5% a gennaio), in tanto che i prestiti alle famiglie sono in flessione dell’1,2% su base annua.

Secondo l’ultimo rapporto mensile Abi però, a febbraio i prestiti erogati dalle banche in Italia hanno superato la raccolta.

D’altronde, i tassi d’interesse dei mutui, comprensivi delle spese accessorie, sono stati del 3,73% (era il 3,8% a gennaio) e quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo sono stati del 9,6%, contro il 9,46% del mese precedente.

Per il Codacons il dato è sconfortante

Ci si attendeva, infatti, che, con la riduzione dei rendimenti dei titoli di Stato italiani e la riduzione del famoso spread con i titoli tedeschi, le banche fossero spinte ad erogare più mutui“, ha commentato l’associazione. “Se, infatti, gli interessi sui titoli di Stato non sono più così vantaggiosi è logico supporre che le banche tornino almeno al loro vecchio mestiere di prestare i soldi. E invece no!”

L’unico dato positivo – prosegue il Codacons – è che sono leggermente calati i tassi di interesse sui mutui, passati, per la Bankitalia, al 3,73% dal 3,80% nel mese precedente. Ben poco, però, considerato che in questi anni le banche hanno peggiorato tutte le condizioni possibili immaginabili”.

Per i mutui hanno alzato gli spread (se prima della crisi i più fortunati potevano strappare anche uno 0,6%, oggi ci si può vantare, con la pubblicità, di fare un 2,1% o un 2,25%), i costi di istruttoria (prima della crisi erano in media 200/250 euro, oggi si arriva a 700), ridotto il rapporto tra mutuo e valore casa (l’80% è sparito dalla circolazione)”, conclude il Codacons.

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