Prelievo forzoso sul conto corrente: siamo a rischio in Italia?

Il caso di Cipro ha fatto avere paura in tutto il mondo al prelievo forzo sui conti correnti. Mentre Cipro respinge l’ipotesi di questa manovra, e il rischio default si allontana -almeno momentaneamente-, in Europa le banche e le istituzioni assicurano che in Italia non siamo rischio, anche se il pericolo contagio rimane sempre una realtà. Per questo motivo, è importante informarsi bene su cosa significa il prelievo forzoso sul conto corrente, e i rischi che questa misura comporta.

Confronta Conti Correnti

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Pur essendoci allontanati, almeno temporalmente, dal rischio bancarotta, tra  Cipro e l’Unione Europea l’atmosfera è tuttora molto tesa, viste le ripercussioni sui mercati e sugli indici di spread, l’instabilità delle borse e il pericolo contagio.

Recentemente il Parlamento cipriota ha detto di no al prelievo forzoso sui conti correnti e la chiusura delle banche operata dal Governo, ed è stato accordato il prelievo sulle giacenze che oltrepassano i 100 mila euro.

Prelievo forzoso sui conti correnti: cosa significa?

Il governo di Cipro, per ottenere un aiuto di circa 10 miliardi di euro dall’Unione Europea, ha dovuto effettuare il prelievo forzoso sui conti correnti dei propri cittadini.

In sostanza, si tratta del salvataggio del Paese operato da parte degli stessi cittadini, che non possono evitare che il Governo metta le mani nei loro conti correnti.

Naturalmente, appena si è saputa la notizia, il panico tra i ciprioti si è scatenato, con lunghissime code agli sportelli ATM per ritirare i propri soldi prima che lo facesse lo Stato.

Il prelievo forzoso può essere inteso come una vera e propria tassa patrimoniale, che viene impiegata come fonte di liquidità dai Governi che devono affrontare un’importante crisi finanziaria.

Questo strumento ha già dei precedenti in Italia, nell’anno 1992, durante un momento di grave crisi politica ed economica per l’Italia. In quel momento il presidente del Consiglio Giuliano Amato approvò un decreto legge da 30.000 miliardi di lire nel quale, tra le altre cose, veniva applicato il prelievo forzoso del 6 per mille dai conti correnti bancari per un “interesse di straordinario rilievo” e come conseguenza di “una situazione di drammatica emergenza della finanza pubblica”.

Tuttavia, il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem ha assicurato che il prelievo forzoso non verrà applicato all’infuori di Cipro, e lo stesso ha dichiarato il presidente Abi Antonio Patuelli.

In questa maniera, possiamo oggi dire che non ci sarebbe nessun rischio di prelievo forzato sui conti correnti in Italia.

Ciononostante, vi consigliamo di dare un’occhiata al nostro articolo sulle alternative ai conti correnti.

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