Potenza impegnata e disponibile: quale la differenza in una fornitura luce?

Su una bolletta per la fornitura di energia elettrica si trovano le voci “Potenza impegnata” e “Potenza disponibile“. La prima è quella resa disponibile dal venditore per un determinato contratto; la seconda, è la potenza massima prelevabile, e che aggiunge un 10% in più alla potenza impegnata. L’Autorità per l’energia elettrica e il gas (AEEG) ci spiega la differenza.

potenza impegnata luce, cos'è
Qual è la potenza contrattuale di una fornitura luce?

Un contratto di fornitura energia elettrica prevede una determinata “potenza”, suddivisa in potenza impegnata e disponibile. Quest’informazione è segnalata sulla bolletta della luce, e spiegata dall’Autorità sul suo sito web.

Potenza Impegnata

E’ il livello di potenza indicato nei contratti e reso disponibile dal fornitore (tecnicamente si parla di potenza contrattualmente impegnata).

La potenza impegnata è definita in base alle esigenze del cliente al momento della sottoscrizione del contratto, in funzione del tipo (e del numero) di apparecchi elettrici normalmente utilizzati.

Per la maggior parte delle abitazioni, e quindi dei clienti domestici, la potenza impegnata è di 3 kW, ma può anche essere del 1,5, 4,5 e 6 kW.

Potenza disponibile

La potenza disponibile invece si riferisce al massimo prelevabile, al di sopra della quale potrebbe interrompersi l’erogazione dell’energia elettrica a causa dello “scatto” automatico del contatore luce.

Per i clienti con potenza contrattualmente impegnata fino a 30 kW la potenza disponibile corrisponde alla potenza impegnata aumentata del 10%.

 

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