Bollette e reddito di cittadinanza: come pagarle con il contributo statale

Quali sono i casi nei quali è possibile pagare le bollette con il reddito di cittadinanza? Tutti i chiarimenti forniti dall'INPS su uno degli argomenti più chiacchierati degli ultimi tempi.

Bollette e reddito di cittadinanza: come pagarle con il contributo statale

L’INPS ha fornito alcuni chiarimenti relativi al reddito di cittadinanza, in particolare su quelle che sono le bollette che è possibile pagare con l’utilizzo della carta RdC.

In questa guida presenteremo quali sono le fatture che possono essere coperte dall’importo del reddito di cittadinanza e per quali altri usi può essere utilizzato.

Pagare le bollette con il reddito di cittadinanza: si può?

Si possono pagare le bollette con l’importo del reddito di cittadinanza? La risposta è sì, ma non tutte. Nello specifico è possibile pagare le bollette della luce e del gas, ma non si possono pagare invece quelle del telefono e di Internet.

La fattura relativa alla fornitura di luce o gas può essere pagata recandosi direttamente in Posta, utilizzando i bollettini ricevuti e rivolgendosi a uno sportello: non sono previsti limiti relativi ai propri consumi di energia, che erano stati invece imposti in un primo momento.

Com’è noto, il reddito di cittadinanza non si riceve sul proprio conto corrente, ma si dovrà utilizzare una carta che servirà a pagare la bolletta della luce e del gas.

Sul sito del reddito di cittadinanza si legge che la carta RdC potrà essere adoperata per l’acquisto di ogni genere di beni di consumo e servizi, ma purtroppo non è possibile pagare né la bolletta di Internet né quella del telefono.

Il fatto di non poter utilizzare il reddito di cittadinanza per poter pagare le bollette di Internet e telefono appare alquanto paradossale, ma nonostante siano dei servizi utili per singoli e famiglie, non vengono comunque considerati beni di prima necessità.

Nella pratica il reddito di cittadinanza dovrebbe essere adoperato come misura assistenziale per sostenere i nuclei familiari che, non avendo un lavoro, si trovano in condizioni reali di difficoltà economica e che hanno problemi seri a sostenere il costo della vita.

A confermare l’impossibilità di poter utilizzare il reddito di cittadinanza per pagare le bollette di Internet e telefono è stato lo stesso Contact Center dell’INPS: si tratta, quindi, di un’informazione certe e appurata.

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Quali sono i beni di prima necessità

Nel tempo sono state diverse le domande poste sui prodotti che si possono comprare tramite la carta del Reddito di cittadinanza. La difficoltà di rispondere in modo chiaro è dettata dal fatto che il provvedimento emanato dal Ministero del Lavoro con l’elenco delle spese consentite e di quelle vietate non è del tutto esaustivo e si è focalizzato maggiormente sui prodotti vietati.

Considerare Internet e telefono come beni che non sono di prima necessità è stato comunque ritenuto scorretto agli occhi di molti in quanto la connessione a Internet rappresenta un servizio indispensabile, per non parlare della possibilità di effettuare chiamate.

L’importanza di tali servizi di comunicazione è stata inoltre enfatizzata ancor di più durante il periodo del lockdown e, in generale, nel corso dell’emergenza sanitaria da coronavirus, in quanto ha permesso ai cittadini di tutti il mondo, costretti a passare più tempo nelle loro abitazioni, di restare connessi gli uni con gli altri.

Per questo motivo, risulta abbastanza difficile accettare il fatto che il reddito di cittadinanza si possa utilizzare per pagare luce e gas, ma non per sostenere il costo di Internet e telefono, eppure le cose stanno effettivamente così.

Come funziona il Reddito di cittadinanza

Analizziamo più nel dettaglio quello che è il funzionamento alla base del Reddito di Cittadinanza e in che modo viene erogato. L’indennizzo è una misura nata come forma di contrasto alla povertà, sebbene questa non sia la sua unica funziona.

Tra gli obiettivi del reddito di cittadinanza troviamo infatti anche l’inclusione sociale e il reinserimento nel mondo del lavoro per tutte quelle persone che non hanno redditi, si trovano in condizioni di disagio economico e vengono tagliate fuori dai legami relazionali.

La misura non si basa dunque sulla mera erogazione di un contributo monetario a chi ne ha più bisogno, ma costituisce un ponte con il mondo del lavoro: sono previsti anche corsi di riqualificazione professionale all’interno del sussidio e si devono accettare le opportunità lavorative che vengono proposte se in linea al proprio profilo personale, altrimenti si rischia di andare incontro al decadimento del sussidio economico.

Quali sono i requisiti da possedere

Il reddito di cittadinanza spetta ai cittadini italiani o europei, ma anche a tutti gli stranieri che abbiano la residenza in Italia da almeno da 10 anni, dei quali gli ultimi due devono essere stati svolti senza interruzioni. Al requisito della residenza, si aggiunge anche quello di tipo economico.

Il sussidio sarà infatti erogato ai nuclei familiari che abbiano un reddito inferiore ai 9.360 euro all’anno e che rispettino i seguenti requisiti reddituali e patrimoniali:

  • non superare i 30.000 euro annui di patrimonio immobiliare, fatta eccezione per la prima casa di proprietà;
  • avere un reddito familiare o un patrimonio finanziario che non superi i 6.000 euro.

La misura sarà erogata a un solo componente per nucleo familiare e non a tutti i membri senza lavoro che lo richiederanno: l’importo sarà comunque maggiorato a seconda del numero di componenti del nucleo familiare. Nel caso in cui il richiedente abbia un’età pari o superiore ai 67 anni, non si parla più di reddito, ma di pensione di cittadinanza.

Cosa succede oltre alla ricezione dell’incentivo economico

Come anticipato, la funzione del reddito di cittadinanza non è solo quella di fornire un contributo economico a chi ne ha più bisogno, ma anche un supporto dal punto di vista professionale. Per questo motivo, oltre alla presentazione dell’apposito domanda online ci saranno anche altri passaggi da seguire.

Nello specifico, sarà necessario:

  • compilare una dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro;
  • firmare un Patto per il lavoro presso un centro per l’impiego.

Questi due passaggi non saranno necessari nel caso in cui si percepisse la pensione di cittadinanza. I due documenti sono importantissimi in quanto permetteranno al beneficiario del bonus di poter ricevere delle offerte di lavoro, che è vincolato ad accettare, pena la perdita del contributo economico.

Cosa è possibile pagare con il reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza viene erogato ogni mese su una carta magnetica di tipo ricaricabile che viene emessa da Poste Italiane: si tratta di una carta di pagamento sulla quale non possono essere caricati soldi personali, ma che dovrà essere utilizzata solamente per sfruttare l’importo del contributo.

La carta si potrà usare per comprare:

  • generi alimentari;
  • beni di consumo, come per esempio elettrodomestici o strumenti elettronici;
  • farmaci;
  • per il pagamento del canone di locazione o per la rata del mutuo;
  • per le spese scolastiche, come per esempio la mensa;
  • per tutte le utenze relative alla propria abitazione: non solo luce e gas, ma anche l’acqua e la spazzatura.

Sarà poi possibile prelevare un massimo mensile in contanti pari a 100 euro. Sono invece assolutamente vietati gli acquisti relativi a:

  • beni di lusso, come per esempio i gioielli o i prodotti finanziari;
  • prodotti illegali, come le armi da fuoco.

Consigli per ridurre i costi di luce e gas

Una famiglia che ha fatto richiesta del reddito di cittadinanza potrebbe essere molto interessata ad abbassare i consumi relativi alle bollette di luce e gas, in modo tale da riuscire a risparmiare sul costo delle fatture.

Oltre a piccoli accorgimenti che si possono mettere in pratica nella vita di tutti i giorni per sprecare meno gas ed energia elettrica, ci sono tante altre cose che si possono fare per ottimizzare queste spese. La più semplice da realizzare per riuscire a pagare di meno consiste nel passaggio al mercato libero dell’energia e del gas naturale.

Se non lo si conosce è perché molto probabilmente si fa ancora parte dei clienti del mercato tutelato, che sarà definitivamente abolito il 1° gennaio 2022 e nel quale i costi delle offerte luce e gas vengono stabiliti da ARERA su base semestrale.

Il mercato libero si basa, per definizione, sulla libera concorrenza: pertanto i prezzi della materia prima luce e gas venduti dai vari fornitori vengono stabiliti sulla base dell’andamento del mercato. Ogni mese la tariffa più conveniente può anche essere quella di un’azienda che è appena entrata sul mercato.

Per questo motivo, per essere sempre sul pezzo e aggiornati sulle ultime novità disponibili, se si volesse cambiare fornitore si consiglia di utilizzare i servizi di comparazione di offerte luce e gas proposti da SOStariffe.it.

Nella pratica, il comparatore permetterà di conoscere in pochi minuti quali sono le promozioni più convenienti da attivare in un preciso momento, e saranno indicati i costi medi mensili delle fatture, quello annuale e il risparmio che si riuscirà ad ottenere nel corso di un anno rispetto alla tariffa del mercato tutelato.

I preventivi che si possono ottenere con l’utilizzo del comparatore possono essere ancor più realistici se si inseriscono i propri dati di consumo di luce e gas, oppure altri parametri quali la grandezza della propria casa, il numero di componenti del nucleo familiare, quali elettrodomestici vengono utilizzati in casa e per quali motivi viene consumato gas naturale.

Come abbassare la bolletta di Internet

Oggigiorno immaginare un’abitazione senza Internet è praticamente impossibile: per questo pensare a un modo per abbattere i costi della fornitura di servizi Internet e del telefono è una strategia che le famiglie a basso reddito dovrebbe cercare di adottare.

Per quanto riguarda i servizi Internet, che sono importantissimi per esempio per garantire la didattica a distanza dei propri figli, le offerte più a basso costo disponibili oggi comprendono da un lato la connessione Internet illimitata, dall’altro le chiamate verso tutti i numeri fissi e mobili nazionali, senza dover sostenere il costo del canone telefonico.

Si tratta di promozioni che possono essere sottoscritte direttamente online: anche in questo caso si potrà utilizzare il comparatore di offerte di SOStariffe.it per confrontare i prezzi e le caratteristiche delle offerte Internet casa dei principali fornitori, che possono essere di tipo fibra o ADSL.

Per conoscere in anteprima quale sarà la propria velocità di connessione, si consiglia inoltre di effettuare una verifica della propria copertura di rete: sarà sufficiente inserire il proprio indirizzo e fornire un indirizzo email.

I consigli presentati nei due paragrafi conclusivi potranno essere un incentivo in più per permettere alle famiglie meno abbienti di vivere in condizioni più dignitose e di poter sostenere più facilmente le spese legate ai consumi domestici.

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