Pompa di calore: con la tariffa D1 risparmio in bolletta del 32%

A parlarcene il Segretario Generale di ANIMA Co.Aer, Giampiero Colli.

Segretario Colli, che cos’è la tariffa D1 e quali sono i vantaggi e le potenzialità ottenibili grazie alla sua attivazione?
La tariffa sperimentale D1 per le pompe di calore entrerà in vigore dal 1° luglio 2014 e sarà destinata agli utenti residenziali che hanno come unico sistema di riscaldamento un impianto a PDC.

tariffa D1, vantaggi e costi
Cos'è la tariffa D1 e quali sono i vantaggi?

Tale tariffa è stata introdotta dall’AEEG al fine di sdoganare la tecnologia delle PDC anche a livello domestico, mercato oggi fortemente penalizzato dall’attuale sistema tariffario a scaglioni progressivi di consumo.

Dal momento infatti che l’installazione di una PDC comporta generalmente consumi maggiori rispetto al contratto residenziale standard da 3.000 kWh annui, gli utenti residenziali dotati di PDC si collocano in una delle fasce di consumo con i prezzi dell’energia più elevati, ovvero ad essi spetta la tariffa D3, per abitazioni di residenza con impegno di potenza superiore a 3 kW ed un costo al kilowattora di circa 32 c€, contro i 20 c€/kWh della D2 (consumi annui inferiori a 3.000 kWh) ed i 28-32 c€/kWh della BTA, tariffa non domestica dedicata esclusivamente alle PDC con contatore dedicato dalla quale sono esclusi i cosiddetti “usi obbligati” (tariffe D2 o D3).

Ci troviamo quindi di fronte ad un sistema tariffario del tutto inadeguato, che ostacola la diffusione di questa tecnologia nonostante le sue enormi potenzialità. Il nostro sistema tariffario è infatti del tutto anacronistico in quanto riflette un principio di sussidiarietà risalente agli anni Settanta, anni della prima forte crisi energetica, che ad oggi risulta però del tutto inaccettabile. Le condizioni di allora sono infatti largamente mutate, e grazie anche al nuovo ruolo della generazione distribuita ed all’incremento delle rinnovabili, la capacità produttiva di energia elettrica è oggi di molto superiore alla domanda, pertanto risulta impensabile rimanere ancorati ad un sistema tariffario che prevede prezzi crescenti in base al volume dell’energia consumata.

Alla luce di questo mutato scenario, l’AEEG – su istanza di molte associazioni della filiera – ha deciso di mettere mano a questa tariffa a scaglioni progressivi e di proporre una nuova tariffa lineare e cost-reflective che permetta all’utente residenziale di risparmiare sulla bolletta energetica.

Ci faccia un esempio pratico di quanto è possibile risparmiare passando dall’attuale D3 alla nuova tariffa D1…

Il team di Coaer ha  riscontrato che un utente tipico residente in zona climatica E (Lombardia), con un appartamento di circa 100m2 ed un fabbisogno annuo di circa 120 kWh/m2 (Classe D), dotato di caldaia più scaldabagno a gas – che consuma all’anno circa 2.000m3 di gas per una bolletta di circa 1.750€se passasse oggi alla PDC, lavorando quindi in D3 (circa 32 c€/kWh), avrebbe un costo di esercizio pari a circa 1.650€, con un risparmio di soli 100€ (nemmeno il 6%), assolutamente insufficiente per giustificare il passaggio dal tradizionale impianto di riscaldamento alla PDC.

Con la tariffa D1 la spesa scenderebbe a circa 1.200€ con un risparmio di circa il 32% rispetto alla bolletta iniziale. Ricordiamo tra l’altro che la D1, a differenza della tariffa dedicata BTA, ha il vantaggio di non richiedere un doppio contatore, per cui vi sarà anche un’unica linea ed un’unica bolletta.

[caption id="attachment_97696" align="aligncenter" width="378" caption="Fonte: www.assoelettrica.it"][/caption]

Esistono condizioni che l’utente deve possedere per poter accedere alla tariffa D1?

Per richiedere il passaggio alla D1, sarà sufficiente fornire tutta la documentazione dalla quale risulti che l’utente sia residente nell’appartamento per il quale richiede la tariffa, fatta esclusione per le case di vacanza. L’AEEG in questa fase sperimentale preferisce infatti concentrarsi sui sistemi a PDC per riscaldamento impiegati “a tempo pieno”, così da avere piena consapevolezza del numero di utenti e di quanto muteranno i consumi elettrici.

La seconda condizione è che l’utente disponga come unico sistema di riscaldamento un impianto a PDC. Su tale aspetto vi sono però ancora dubbi e incertezze.

Coaer ha infatti avanzato le sue perplessità circa il concetto di pompa di calore come unico sistema di riscaldamento, chiedendo che venga fornita una definizione più chiara di sistema unico di riscaldamento, perché in realtà i progettisti, per evitare di dimensionare eccessivamente le PDC, soprattutto nel caso di villette in zone climatiche un po’ fredde, sono soliti affiancare ad esse sistemi di back-up (molto spesso caldaie) che intervengono a supporto solamente quando necessario, ad esempio nelle giornate molto fredde. A livello progettuale è infatti molto più logico dimensionare la PDC per temperature medie attorno ai 6°C alla quale abbinare un sistema di back-up di sostegno.

Per questo Coaer suggerisce una definizione di sistema unico di riscaldamento secondo la quale il generatore può essere più di uno, purché a servizio dello stesso sistema di distribuzione.

Redazione: Orizzontenergia

 

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