Pochi italiani cambiano fornitore energia: la salvezza è online

Il 68% degli italiani non è ancora passato al mercato libero del gas e dell’energia, anche se con tutta probabilità dal 2018 sarà obbligatorio: il risparmio arriva soprattutto con le offerte online anche secondo l’AEEGSI, che ha da poco pubblicato i risultati del suo ultimo monitoraggio sullo stato dei servizi. Ecco perché bisogna guardarsi intorno e cogliere le offerte più convenienti già da ora.

I migliori sconti si trovano proprio online

Gli italiani non cambiano, ma online si risparmia

Maggior tutela e mercato libero? Parole semisconosciute per gli italiani, che il più delle volte non sembrano voler cambiare fornitore di energia elettrica e gas, rimanendo quindi nel mercato tutelato. Secondo gli ultimi dati dell’Autorità per l’Energia, infatti, solo una famiglia su tre è passata al mercato libero, e in qualche caso qualcuno è addirittura tornato indietro, con la tariffa fissata dall’Authority ogni 3 mesi.

E dire che i risparmi ci sono: basta affidarsi alle tariffe online. A dirlo è la stessa Authority: «Grazie alla sottoscrizione online delle offerte, infatti, i venditori minimizzano i costi di acquisizione del cliente, rispetto agli altri canali di vendita. Conseguentemente tali offerte risultano mediamente più vantaggiose».

Poche informazioni disponibili

Ma allora perché gli italiani sono così restii a passare al mercato libero, tanto che il 68% è ancora con il mercato tutelato? Come sempre in questi casi, una delle motivazioni più profonde è la mancanza di informazioni. Per quanto possa apparire paradossale in un’era in cui qualsiasi cosa è su Google a un paio di click di distanza, infatti, i potenziali utenti non sanno che cambiando offerta potrebbero risparmiare parecchio sulla bolletta.
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Una parte della responsabilità sembra imputabile anche agli stessi operatori: proprio perché le offerte online sono così convenienti, il ricavo per chi fornisce gas e luce è abbastanza limitato, per cui non si è scatenata la guerra a colpi di offerte vantaggiose che invece ha rivoluzionato, per fare l’esempio più ovvio, il mondo della telefonia fissa e di quella mobile.

I servizi in più per chi cambia fornitore online

Posto che con le tariffe online si risparmia, è necessario ricordare che molto dipende anche da come si risparmia. Secondo l’AEEGSI, «le rilevazioni relative alla spesa sostenuta dai clienti domestici sul mercato libero sembrano attestarsi su valori mediamente più elevati rispetto ai regimi di tutela»: questo non è però in contraddizione con quanto detto prima, perché non si tratta di offerte perfettamente paragonabili con quelle del mercato tutelato, in quanto a un prezzo molto simile offrono diversi servizi in più. Nelle parole dell’Autorità, insomma, bisogna ricordare l’«importantissimo caveat che le offerte del mercato libero sono caratterizzate anche da elementi di differenziazione, connessi alla presenza di ulteriori servizi collegati alla fornitura e non presenti nei regimi di tutela».

Tra questi, ad esempio, il prezzo fisso sulla componente energia o sulla materia prima gas, che mette l’utente al sicuro da eventuali aumenti di prezzo dovuti a eventi stagionali, politici, congiunture economiche, o che garantiscono l’accesso ai prezzi all’ingrosso, solitamente riservati soltanto ai grandi operatori. In più, sono frequenti le offerte che includono assicurazioni contro i guasti in casa o che comprendono l’acquisto, magari a rate da pagare nel canone, di strumenti per il risparmio energetico, in primis le lampadine a LED che durano molto di più delle lampadine normali e che consentono risparmi consistenti grazie al loro minor consumo.

Da ricordare anche l’esistenza di offerte bundle, ormai sempre più diffuse, e che uniscono le forniture del gas e della luce con altre di un settore differente, ma che se sottoscritte insieme danno a diritto a vari sconti: un esempio è la recente SuperJet & Luce e Gas di Fastweb ed Enel Energia, che permette di risparmiare il 10% all’utente Fastweb che sceglie Enel per elettricità e riscaldamento.

Segnali positivi dalle piccole attività

Il mercato, intanto, non sta a guardare, e secondo le rilevazioni dell’AEEGSI il numero degli operatori in grado di offrire la fornitura elettrica a un numero sempre più elevato di clienti è in costante aumento: si è passati infatti da 219 a 335 dal 2012 al 2015, l’ultimo anno per il quale ci sono dati disponibili.

Questo perché, se il mercato degli utenti domestici manifesta ancora l’inerzia di cui si è parlato, ci sono settori dove invece si abbraccia molto più facilmente il passaggio al mercato libero: è il caso dei clienti come negozi e piccole attività, con una quota di passaggi o switch che è arrivata al 45% nel 2015.

Dal 2018 si cambia

La situazione, in ogni caso, è destinata a cambiare. Già, perché dal 2018 tutti i clienti ancora in mercato tutelato dovranno sottoscrivere un contratto sul libero mercato, se sarà approvato il decreto Concorrenza con le norme relative. Secondo alcuni questo potrebbe tradursi in un aumento dei prezzi, almeno per il primo momento. Anche per questo l’Autorità ha voluto facilitare il passaggio con l’opzione della tutela simile, a cui finora, malgrado i risparmi, hanno però aderito poche centinaia di clienti, di nuovo per scarsa pubblicità.

Secondo Michele Governatori, presidente di Aiget, l’associazione dei grossisti e trader di energia, «gran parte degli operatori offre, in particolare sul web, opzioni più economiche della tutela per chi le vuole. Forse un problema è il termine piuttosto fuorviante di “tutela” che presuppone una dicotomia tra ambiente protetto e mercato pericoloso. Noi crediamo che un pezzo fondamentale del mercato siano proprio i clienti attivi. Il cui lavoro non è certo facilitato da una bolletta in gran parte formata di parafiscalità e remunerazione di costi fuori dal controllo degli operatori di mercato».

Ecco perché è un’ottima idea cogliere da subito le opportunità del cambio fornitore, cercando le tariffe più convenienti attualmente disponibili sul mercato.
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