Più anonimato per gli sviluppatori Facebook

Alla conferenza per sviluppatori F8, Facebook ha presentato diverse novità e alcune importanti questioni che caratterizzeranno la piattaforma social più popolare al mondo. Dopo il grande successo dell’era mobile per Zuckerbeg e soci sembra essere arrivato il momento di dare una piccola sterzata al mondo degli sviluppatori esterni. Una sorta di protezione, di tutela per chi si immerge nel magico mondo delle app per Facebook pare dunque essere stato inventato negli ultimi mesi.

Alcune novità su Facebook

La novità è tutta concentrata sulla possibilità di un log-in anonimo, dove si potrà accedere ad app e siti Web esterni con le proprie credenziali di accesso su Facebook, ma senza condividere dati con i suddetti app e siti Web. Maggiori saranno infatti le tutele che gli utenti avranno da questa manovra decisa dal headquarter, maggiore dunque sarà la protezione dei dati personali quando gli utenti si dovranno relazionare con siti esterni.

Resta sempre poi il fatto che è Facebook il vero e proprio “controllore” di questi dati. Dati gentilmente offerti dagli utenti che non fanno altro che potenziare ed arricchire il colosso di Zuckerberg. Protezione verso l’esterno assicurata, ma anche grande “assorbimento” nella “cassa dati” probabilmente più grande al mondo, forse dietro Google.

La conferenza F8, dopo tutto ha anche messo in evidenza tutta una serie di questioni importanti per Facebook. Il calo di utenti come si è potuto vedere nelle ultime notizie riguardanti il bilancio e la nuova impennata in borsa in realtà non ha fatto grandi danni. Solo il core business sembra ancora in un certo qual modo limitato. Il settore delle app di Facebook è importante, ma non importantissimo, soprattutto ai fini di revenue. Facebook genera la maggior parte del suo reddito soprattutto mediante pubblicità.

Tutto l’aspetto mobile è infatti il grande protagonista dei bei risultati degli ultimi tempi. E’ lì che Facebook sta collezionando migliaia di accessi dando prova di tutta la sua immensa potenza. Del resto anche un nuovo pulsante “like” dedicato ai gadget dei dispositivi mobili è appena stato sfornato.

La forza della pubblicità mirata è sempre stata fino adesso il punto focale del core business di Facebook, dati a parte, che più che un’analisi economica su questo punto si potrebbe scrivere un “noir” fantascientifico. Si può solo dire che finché Zuckerberg e soci non tirano fuori l’arma dell’e-commerce, già dichiarato parecchie volte, la piattaforma ruoterà su questi cardini appena citati, a meno che davvero il mobile non ci dia definitivamente la convinzione che aggiungere amici, chattare e condividere funziona meglio in un palmo della mano.

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