Pignoramento stipendio sul conto: come funziona

Quando è in corso l’esecuzione forzata per debiti e salvare beni come l’auto e difficile, meglio evitare quantomeno il pignoramento dello stipendio sul conto. Un contratto di lavoro in corso può salvare l’inadempiente, ma solo entro certi limiti espressamente definiti dalla legge. Ecco come funziona l’esecuzione sui crediti versati a conto corrente derivanti da attività lavorativa. 

Limiti all'esecuzione per i crediti da lavoro versati su conto corrente

Riguardo l’esecuzione forzata per debiti sui crediti da lavoro, la legge italiana prevede che il pignoramento stipendio sul conto possa avvenire solo entro alcuni limiti. Nello specifico, per un conto corrente dove il debitore riesce a dar prova del fatto che le somme rappresentano solo i versamenti dello stipendio mensile effettuati dal datore di lavoro, la normativa prevede che:

  • le somme già depositate in conto corrente prima della notifica dell’atto pignoramento possono essere bloccate solo da 1.345,56 Euro in su. La legge stabilisce infatti che non sono pignorabili gli stipendi già depositati sul conto per una misura pari al triplo dell’assegno sociale -che per il 2015 ammonta ad euro 448,52- ovvero 1.345,56 euro;
  • gli stipendi depositati presso l’istituto di credito dopo la notifica dell’atto di pignoramento possono essere bloccati solo nella misura massima di un quinto (sono quindi impignorabili superato questo limite);
  • per le indennità relative al rapporto di lavoro, come TFR e rapporti di agenzia, la legge stabilisce i medesimo limite dell’impignorabilità oltre 1/5.

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Queste regole non valgono per i conti correnti cointestati sui quali non viene versato lo stipendio. Per i conti a più intestatari infatti, il pignoramento sul conto può avvenire solo per il 50%, e a prescindere dal fatto che il debitore sia o meno il principale utilizzatore del rapporto bancario. Se le somme versate a titolo di attività lavorativa prestata vengono invece spostate su una carta di credito prepagata, come avviene il pignoramento stipendio?

Pignorabilità carte di credito o prepagate

E’ bene sapere che anche in assenza di somme su conti correnti, anche quelle eventualmente caricate su carta prepagata possono essere pignorate. Al contrario le carte c.d. “revolving” non sono pignorabili, perché consistono in un credito che la banca concede al cliente, sino ad un determinato importo, consentendogli di spenderlo in beni di consumo. Anche le normali carte di credito non sono pignorabili, perché non costituiscono un autonomo rapporto di credito del cliente con la banca, ma sono solo uno strumento per un utilizzo più comodo di un conto preesistente, sul quale si appoggiano.

Esistono pericoli nello spostare somme da conto corrente a carta prepagata o libretto ad esempio? Mentre la legge sottopone alla regola di 1/5 le somme presenti sul conto destinato al pignoramento stipendio, una volta migrati gli importi sarà difficile dimostrare la provenienza delle somme, e il il rischio per il debitore è di subire l’esecuzione per somme superiori al limite imposto dalla legge sugli stipendi.
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