Pignoramento conti correnti, Equitalia: non più sotto i 5.000 euro mensili

Dopo che diverse associazioni di consumatori avevano richiesto nei giorni scorsi l’intervento immediato del Parlamento per limitare i pignoramenti dei conti correnti previsto dal decreto Salva Italia, che consentiva il sequestro dell’intero stipendio o pensione, arriva lo stop di Equitalia. Adesso, non si potranno più pignorare i conti correnti dove vengono versati stipendi o pensioni sotto i 5.000 euro. Ecco la circolare di Equitalia sul pignoramento stipendi e pensioni.

Confronta Conti Correnti

Settimana scorsa, come ha informato SosTariffe.it nell’articolo Pignoramento conto corrente, oggi possono sequestare lo stipendio intero, Confedercontribuenti aveva richiesto l’intervento immediato delle autorità per vietare il sequestro di più di un quinto dell’emolumento mensile se nel conto corrente confluiva solo lo stipendio o la pensione, come previsto dal codice civile.

Equitalia ha deciso di andare incontro alle esigenze dei consumatori, e nel pomeriggio di lunedì ha emesso una circolare nella quale stabilisce un freno, con decorrenza immediata e per tutti i redditi stipendio/pensione sotto i 5.000 euro mensili, ai pignoramenti sui conti correnti in banca o alle poste dove vengono versati stipendi e pensioni.

Adesso, si torna ai vecchi limiti stabiliti per il pignoramento presso il datore di lavoro o l’ente pensionistico, ovvero 1/10 dello stipendio sotto i 2.500 euro mensili di reddito, 1/7 tra 2.500 e 5.000 euro 1/5 sopra questa soglia.

La circolare prevede che “nelle more degli approfondimenti che si rendono necessari all’esito delle problematiche emerse in merito ai pignoramenti di conti correnti sui quali affluiscono stipendi/pensioni, si dispone, con decorrenza immediata, che per i contribuenti lavoratori dipendenti e/o pensionati non si proceda, in prima battuta, a pignoramenti presso istituti di credito/poste”.

Tali azioni – spiega la circolare – saranno attivabili solo dopo che sia stato effettuato il pignoramento presso il datore di lavoro e/o ente pensionistico e che, in ragione delle trattenute accreditate, il reddito da stipendio/pensione risulti pari o superiore a 5 mila euro mensili”.

 

Commenti Facebook: