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Piano banda ultra larga in Italia al via entro fine 2015

Entro la fine del 2015 prenderà avvio il piano per la banda ultra larga, ha annunciato il sottosegretario Antonello Giacomelli, cui sono delegate le funzioni connesse all’attività di Infratel Italia (Infrastrutture e Telecomunicazioni per l’Italia), FUB (Fondazione Ugo Bordoni) e alle iniziative finalizzate al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda digitale italiana.

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Il piano per la banda ultra larga in Italia partirà entro la fine del 2015. Ad annunciare l’imminente avvio dei lavori di posa della fibra ottica è stato il sottosegretario di Stato Antonello Giacomelli, a margine di un incontro a Firenze con Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, sul problema della chiusura dei piccoli uffici postali, ha riferito Reuters.

Il Governo presieduto da Matteo Renzi «ha forzato per avere la delibera del CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, ndR) che sblocca la disponibilità di 2,2 miliardi che saranno finalizzati alle cosiddette aree a fallimento di mercato», ha spiegato Giacomelli.

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La forzatura muove dalla volontà dell’esecutivo di sfruttare gli interventi di sostituzione dei vecchi apparati con i nuovi contatori , che partiranno nel 2016. Stando a quanto riferito da Giacomelli, operare in sinergia con Enel consentirebbe di abbattere i costi e di portare la fibra ottica «se non in ogni casa, almeno al building».

«Alcune stime hanno calcolato questi costi (per la posa della fibra ottica, ndR) in 16 miliardi per collegare 20 milioni di punti», ha detto lo scorso giugno Francesco Starace, amministratore delegato del più grande operatore elettrico d’Italia, in una intervista concessa a Il Sole 24 Ore.

«Le sinergie che si possono fare in concomitanza con il nostro piano di sostituzione dei contatori potrebbero portare il costo a 4/6 miliardi per cablare 33 milioni di case», ha aggiunto il numero uno di Enel.

Per quanto riguarda le architetture di riferimento, da più parti si sostiene che la posa della fibra ottica dovrebbe realizzarsi in configurazione FTTH (Fiber-to-the-Home), la soluzione cosiddetta a prova di futuro, mentre da altre si reputa sufficiente la FTTB (Fiber-to-the-Building).

Alcuni attori del mercato, per inciso, intendono ancora sfruttare al massimo le capacità del rame, attraverso la combinazione dell’architettura FTTC (Fiber-to-the-Cabinet) con la tecnologia VDSL2 (Enhanced Very High-Speed Digital Subscriber). È il caso, per esempio, di Telecom Italia e Fastweb.

La forzatura operata dal Governo ha permesso di sbloccare 2,2 miliardi di euro, che fanno parte del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC, già FAS) e che vanno ad aggiungersi a 2,1 miliardi di fondi europei gestiti dalle Regioni.

Entro il 2020, le risorse FSC ammonteranno a 5 miliardi. Ed è proprio entro il 2020 – ha ricordato Giacomelli con riferimento alla tempistica – che i lavori di infrastrutturazione per la banda ultra larga in Italia dovranno essere completati, in linea con gli obiettivi del programma Agenda digitale europea.

Entro ottobre, si terrà un incontro tra gli operatori di telecomunicazioni ed Enel, «per rendere evidente il tipo di apporto che Enel può dare», ha reso infine noto il sottosegretario.

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