Perdita della capacità lavorativa e danno lucro cessante

La Corte di Cassazione ha reso un importante Sentenza in tema di sinistro stradale concentrandosi sul danno lucro cessante da perdita della capacità lavorativa. Secondo la Corte il risarcimento del danno sull’asserito pregiudizio patrimoniale non sempre è dovuto, a meno che non si dimostri l’effettivo pregiudizio economico. Questa è la massima della Sentenza n. 25211 del 27 novembre 2014.

Il richiedente deve dimostrare anche in via presuntiva il danno

Quando in seguito ad un sinistro stradale si riportano lesione fisiche tali da compromettere la capacità lavorativa si può subire un pregiudizio patrimoniale per mancata produttività. Chi entra in causa con l’assicurazione e con il responsabile del fatto, oltre al risarcimento per i danni materiali e fisici si può dunque richiedere il c.d. danno lucro cessante, ovvero un indennizzo per la situazione descritta.

La Corte di Cassazione con la Sentenza n. 25211 del 27 novembre 2014. ha precisato però che tale risarcimento non sempre è dovuto. L’accertamento dei postumi -affermano i giudici – incidenti con una certa entità sulla capacità lavorativa specifica, non comporta automaticamente l’obbligo del danneggiante di risarcire il pregiudizio patrimoniale conseguente alla riduzione della capacità di guadagno derivante dalla diminuzione della predetta capacità, e, quindi, di produzione del reddito

” occorrendo invece ai fini della risarcibilità di un siffatto danno patrimoniale, la concerta dimostrazione, anche tramite presunzioni, che la riduzione della capacità lavorativa si sia tradotta in un effettivo pregiudizio economico “.

Presupposto per ottenere il risarcimento del danno lucro cessante, è in ogni caso la presenza in capo al richiedente di un’assicurazione auto o di un’assicurazione moto, le polizze obbligatorie che danno diritto all’indennizzo. In mancanza di tali assicurazioni diventa impossibile anche intentare una causa per il risarcimento.
Confronta preventivi RC auto

Commenti Facebook: