Per l’OCSE segnali positivi su occupazione e PIL, ma mutui ancora incagliati

Il PIL italiano dovrebbe aumentare del 6% nell’arco dei prossimi 10 anni. Il tasso di disoccupazione dovrebbe scendere già nel 2015. Ci sono segnali di ripresa anche per l’economia italiana ma il sistema del credito soffre molto nel recupero delle somme erogate.

L'OCSE propone la creazione di una "bad bank" come rimedio ai crediti "avariati"
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Sono notizie incoraggianti, sebbene vadano accolte con la dovuta prudenza, quelle che provengono dalle stime proposte l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). Nel 2015 il Prodotto interno lordo del nostro Paese dovrebbe tornare a crescere, con un + 0,4%. E’ una crescita modesta, ma inverte la tendenza rispetto ai precedenti rilevamenti di segno negativo.

In un periodo di preoccupate recessione e deflazione sembra quasi una manna dal cielo.
Andrà molto meglio, sempre secondo le previsioni OCSE, nel 2016, quando la crescita del PIL dovrebbe segnare un più +1,3%.
Il tasso di disoccupazione, dall’attuale 12,3%, dovrebbe scendere all’11,8% entro la fine di quest’anno.

Apprezzamenti sono stati espressi in merito al programma di riforme del Governo, con particolare riguardo al controverso “jobs act”, che secondo l’organizzazione “potrebbe determinare un incremento del PIL pari al 6% entro i prossimi 10 anni”.

L’OCSE però sottolinea anche un aspetto critico, legato al settore dei mutui, vale a dire la difficoltà nella riscossione del credito in sofferenza. Secondo l’organizzazione il sistema bancario italiano dimostra una certa lentezza da questo punto di vista. In particolare i Non Peroforming Loan (NPL) sono quelli che presentano maggiore criticità.
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L’OCSE propone una soluzione per ovviare al problema dei crediti “avariati”, quello della creazione di una “bad bank” pubblica, ossia una banca che acquisti buona parte di questi crediti, difficilmente collocabili sul mercato e difficilmente esigibili. Le banche private in questo modo si depurerebbero dai crediti tossici e avrebbero maggiore disponibilità di somme da offrire in prestito o da investire in altre operazioni finanziarie.

La soluzione è condivisa anche dalla Bankitalia e dall’Associazione Bancaria Italiana. La posizione dell’OCSE è supportata dai risultati positivi conseguiti da altri Paesi europei, principalmente Spagna e Irlanda.
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