Per Confindustria, gli incentivi energia potrebbero portare 500.000 posti di lavoro

Mezzo milione di posti di lavoro, da qui al 2020: un numero che fa gola, in questi tempi di crisi. È la cifra stimata dal vicepresidente di Confindustria, Aurelio Regina, nel caso in cui il Governo decidesse di stabilizzare gli incentivi energetici assegnati anno per anno.

Energia
Timori tra le aziende italiane per vincoli comunitari troppo penalizzanti

Non solo: una simile politica potrebbe portare a un aumento del Pil di +0,4%, andando ad agire su un settore, quello dell’energia, che in Italia oggi conta tre milioni di occupati per 250.000 aziende ed è in costante crescita, ma che adesso avverte il pericolo rappresentato dai prossimi nuovi vincoli legislativi a livello comunitario.

Regina ha parlato alla presentazione del rapporto annuale sull’efficienza energetica dell’Enea, invitando alla definizione in tempi brevi di una corretta politica energetica, anche in relazione ai nuovi obiettivi per la sostenibilità ambientale stabiliti dalla commissione europea per il 2030. Il timore verso le cifre del nuovo pacchetto è infatti diffuso tra le aziende italiane, soprattutto per l’elevato risparmio energetico che sarà necessario per tagliare del 40% la produzione di gas serra.
Confronta offerte energia
Il prezzo dell’energia in Italia, ha ricordato Regina, è già del 30% più alto rispetto ai principali paesi d’Europa, senza considerare le tariffe ben più ridotte di cui possono godere le aziende statunitensi o asiatiche. Per questo il vicepresidente di Confindustria ha ribadito che ci sarà una serrata vigilanza verso legislazioni che potrebbero compromettere la crescita dell’industria italiana.

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