Pausa pranzo più cara: +2% nel 2014, 300 euro al mese

Secondo gli ultimi dati rilevati dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, continuano ad aumentare i prezzi delle pietanze servite nelle mense, self service e punti di ristoro dove migliaia di italiani fanno la pausa pranzo ogni giorno. Secondo l’associazione nel 2014 si è verificato un aumento del 2% rispetto all’anno scorso, ma del 142% rispetto al 2001. Oggigiorno si spendono circa 300 euro al mese per un pasto tipico.

come risparmiare sulla pausa pranzo
Pausa pranzo sempre più costosa: ecco come risparmiare

Secondo le ultime rilevazioni dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori – i prezzi delle pietanze servite presso i punti di ristoro, le mense ed i self service sono aumentati in media del 2% rispetto al 2013, e del ben 142% rispetto al 2001.

Nel 2014 un pasto tipo, ovvero un piatto di pasta, un dessert, dell’acqua e caffè consumato in una tavola calda o punto di ristoro può costare 13,40 euro al giorno, per una spesa mensile totale di 294,80 euro, mentre per lo stesso pasto tipo nel 2001 si spendevano 5,53 euro e nel 2012 12,70 euro.

Come si evince dalla tabella sottostante (clicca per ingrandire), nel 2014 rispetto al 2001 alcuni prodotti alimentari e bevande sono aumentati di oltre il 200%, come l’acqua, il gelato, il tramezzino o la pizzetta rosa.

[caption id="attachment_101183" align="aligncenter" width="267" caption="Fonte: ONF Federconsumatori"][/caption]

Rispetto al 2013, quest’anno un tramezzino è aumentato del 9%, mentre una bottiglia d’acqua (mezzo litro), un panino e un piatto di pasta al pesce costano un 6% in più. Un piatto di carne è aumentato del 3%, intanto che per un piatto di pasta si spende il 2% in più e per una pizza (tonda) un 1% extra.

Risparmiare sulla pausa pranzo

Una pausa pranzo che diventa sempre più onerosa, e che costringe ai consumatori a trovare alternative, come ad esempio portarsi il pranzo da casa. Questa soluzione a volte può essere più scomoda, ma consente di risparmiare circa il 76% della spesa per la pausa pranzo (lo stesso pasto tipo sopramenzionato costa circa 3,20 euro se preparato a casa).

In alternativa si può organizzare un pranzo collettivo tra i colleghi di lavoro, preparando a turni, in un giorno prestabilito, il pranzo per tutti quanti. Così, è possibile risparmiare più dell’80%, senza dover cucinare tutti i giorni.

Leggi anche i nostri consigli su come risparmiare sulla spesa alimentare.

Infine, ti ricordiamo che è possibile tagliare le spese domestiche cambiando gestore luce, gas, ADSL, telefono etc, così come risparmiare scegliendo l‘assicurazione auto più conveniente o eliminando spese inutili come quella per il conto corrente (attivando un conto online a zero spese).

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