Patrimoniale e semplificazione fiscale: conti correnti in rosso salvi

Con la nuova patrimoniale del Governo Monti, i titolari di conti correnti si chiedono quanto dovranno pagare per il proprio denaro depositato in banca. Per fare luce su questo argomento, analizziamo cosa prevede l’ultima versione del decreto sulle semplificazioni fiscali.

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Mini patrimoniale: come funziona?

Il decreto Salva Italia, in materia di conti correnti e prodotti finanziari, introduce il decreto attuativo sulla c.d. mini patrimoniale, il quale è stato modificato ulteriormente negli ultimi giorni.

Cominciando dal bollo applicato sui conti correnti e libretti di risparmio, il decreto stabilisce che l’imposta di bollo è pari a 34,20 euro annuali, (spesso addebitata in “rate” di 8,55 euro trimestrali) per tutti i rapporti attivi intestati alla stessa persona fisica.

L’imposta invece sale a 100 euro per le aziende e liberi professionisti titolari di conti correnti e libretti di risparmio.

Tuttavia, il decreto prevede delle esenzioni. In particolare, si parla dei conti in rosso: i conti correnti intestati a persone fisiche con giacenza media negativa non sono tenuti al pagamento dell’imposta di bollo.

Per quanto riguarda la determinazione della giacenza media di un correntista, il decreto prevede che la soglia di 5.000 euro, sotto la quale si è esento del bollo, dovrà essere stabilita considerando globalmente tutti i rapporti di conti correnti e libretti di risparmio che siano “identicamente intestati, intrattenuti con la medesima banca, con Poste italiane Spa o emessi da Cassa depositi e prestiti”.

Considerando che un terzo dei correntisti italiani non supera il limite di 5.000 euro, il decreto rappresenta un risparmio per 8 milioni di contribuenti.

In più, i buoni postali che non oltrepassano i 5.000 euro si considerano in maniera unitaria quando sono intestati allo stesso correntista presso Poste Italiane, tranne che per quelli emessi in forma cartacea prima del 1° gennaio 2009.

Infine, per quanto riguarda il bollo sul deposito titoli, il discorso è diverso. In questo caso, infatti, l’imposta di bollo è passata da fissa a proporzionale, e va calcolata applicando una percentuale sul valore totale posseduto pari a 0,1% nell’anno corrente, e di 0,15 % a decorrere dal prossimo anno.

La base imponibile sarà stabilita da tutti i titoli detenuti, inclusi quelli all’estero. La soglia minima di 34,20 euro è fronteggiato da un limite massimo di 1.200 euro valido solo per il 2012.

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