Passare a Signal: come abbandonare WhatsApp per la nuova app

La nuova informativa sulla privacy di WhatsApp ha spinto un cospicuo gruppo di utenti ad abbandonarla in favore di Signal, app di messaggistica che non codivide i dati con terzi e che protegge le conversazioni con sistemi avanzati di crittografia

Passare a Signal: come abbandonare WhatsApp per la nuova app

WhatsApp è senza ombra di dubbio l’app di messaggistica più utilizzata al mondo con miliardi di utenti. Ogni volta però che la piattaforma ha un blackout si registra una vera e propria diaspora di utenti verso app di messaggistica alternative come Telegram o WeChat. Oggi però i problemi di WhatsApp, o presunti tali, riguardano la privacy e il trattamento dei dati degli utenti e molti di essi hanno deciso di abbandonare l’app in favore di Signal. In tutto il mondo, secondo i dati di Apptopia, ben 810mila persone hanno installato l’app solo domenica.

WhatsApp e la questione privacy

WhatsApp il 6 gennaio ha annunciato ai suoi utenti un aggiornamento dell’informativa sulla privacy che entrerà in vigore l’8 febbraio 2021 e che riguarda in particolare la condivisione dei dati con la casa madre Facebook. WhatsApp è stata infatti acquisita dal colosso di Menlo Park nel 2014 per una cifra vicina ai 19 miliardi di dollari. Gli utilizzatori della chat saranno costretti ad accettarne i termini se vorranno continuare ad utilizzarla dopo quella data.

Negli Stati Uniti e al di fuori dell’Unione Europea viene chiesto agli utenti di approvare la condivisione di alcuni dati con Facebook per scopi commerciali e migliorare l’esperienza di utilizzo della piattaforma. In Italia e nell’Ue in generale la situazione è invece molto diversa per la presenza del GDPR, il regolamento europeo per la protezione dei dati personali, che impone regole molto più stringenti per quanto riguarda il trattamento dei dati.

Non ci sono modifiche alle modalità di condivisione dei dati di WhatsApp nella Regione europea, incluso il Regno Unito, derivanti dall’aggiornamento dei Termini di servizio e dall’Informativa sulla privacy. – ha chiarito un portavoce di WhatsAppNon condividiamo i dati degli utenti dell’area europea con Facebook allo scopo di consentire a Facebook di utilizzare tali dati per migliorare i propri prodotti o le proprie pubblicità”.

Per gli utenti italiani l’unica differenza si vedrà per chi utilizza WhatsApp Business, ovvero la piattaforma ad hoc per le aziende. Quest’ultime potranno dialogare direttamente con i propri clienti tramite la chat e conservarne le conversazioni per inviargli promozioni, sconti, offerte, etc. D’altronde bisogna anche sottolineare che WhatsApp già da diverso tempo condivide informazioni con Facebook anche in Europa ma non può farlo a scopo commerciale ma solo per questioni tecniche o di sicurezza.

Signal: caratteristiche, come funziona e vantaggi

Signal è un’app di messaggistica disponibile gratuitamente per iPhone e Android che punta sulla discrezione e la sicurezza della privacy degli utenti. Fino a qualche tempo fa era utilizzata soprattutto da giornalisti e attivisti per proteggere le loro conversazioni da occhi indiscreti. I maggiori esperti di sicurezza informatica concordano che Signal sia tra le migliori in termini di protezione non solo per il suo sistema crittografico, che impedisce a terzi di accedere alle chat, ma anche perché raccoglie dagli utenti un quantitativo ridotto di dati.

Anche diversi esponenti molto noti del mondo tech hanno pubblicizzato l’app come ha fatto Elon Musk, fondatore di Tesla e Space X, con un tweet. “Usate Signal”, ha scritto l’imprenditore di origine sudafricane. Il messaggio di Musk è stato rilanciato da Edward Snowden, ex consulente della NSA e famoso per essere il principale dello scandalo Datagate, che aveva consigliato l’app già nel 2015.

Signal nasce nel 2013 su iniziativa di un gruppo di attivisti per la privacy e dell’organizzazione non profit Signal Foundation. Quest’ultima è finanziata anche da Brian Acton, fondatore di WhatsApp che nel 2017 ha lasciato l’azienda per alcune incomprensioni con Facebook proprio sul tema della condivisione dei dati. Inoltre, il numero uno della Signal Foundation è Moxie Marlinspike, uno degli sviluppatori del sistema di crittografia end-to-end Signal Protocol utilizzato anche da WhatsApp, Messenger e Skype.

La crittografia end-to-end è un sistema di cifratura che rende possibile l’accesso alle chat solo al mittente e al ricevente dei messaggi. Nemmeno le aziende come WhatsApp possono leggere direttamente le conversazioni.

Signal non utilizza i dati a scopo pubblicitario, è basata proprio sul Signal Protocol e il suo codice è open source, quindi liberamente accessibile a chiunque. L’app poi dispone di tutte le funzioni di messaggistica a cui gli utenti di WhatsApp sono abituati: chiamate vocali e video, possibilità di inviare contenuti multimediali (GIF, video, documenti) oltre al testo, chat di gruppo, etc. La piattaforma offre poi i messaggi a scomparsa, ovvero la possibilità di cancellare automaticamente i contenuti condivisi dopo qualche minuto o anche secondi dall’invio.

Signal grazie all’utilizzo della crittografia end-to-end non è in grado di accedere alle conversazioni tra gli utenti esattamente come WhatsApp ma al contrario della sua concorrente non conserva nemmeno i metadati delle chat, ovvero le informazioni su dove, quando e con chi l’utente sta interagendo attraverso l’app. Signal poi al contrario di Telegram applica poi la crittografia a tutte le conversazioni. Con l’app russa invece questa funzione deve essere attivata per rendere la chat segreta. Lo stesso avviene anche su Messenger.

Anche Signal non è comunque esente da critiche. L’app ad esempio utilizza il numero di telefono degli utenti come username per permettere all’utilizzatore dell’app di trovare i propri contatti attraverso la rubrica dello smartphone. Questi dati sono di sua proprietà e non possono essere visualizzati da terzi senza autorizzazione mentre gli username associati a social network o servizi email vengono raccolti in banche dati. In sostanza l’app non conserva le liste dei contatti dei suoi utenti.

L’alternativa al numero di telefono per identificare un singolo contatto è quella di impostare un codice PIN. La funzione è stata introdotta questa estate ed è stata criticata da alcuni in quanto Signal si è vista costretta a conservare alcune informazioni, seppur cifrate.

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