Partita IVA on line: quanto costa e come aprirla

Internet è il mezzo attraverso il quale oggi è possibile fare tutto, dall’acquisto di beni e servizi, all’apertura di un conto corrente o di un prestito fino a quella della Partita IVA online. L’avventura di diventare imprenditore, in ditta individuale, da liberi professionisti o in società è un sogno realizzabile in semplici passaggi e in pochi click. Ecco quali sono i costi e la procedura da seguire.

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In un momento di forte crisi per il lavoro dipendente, bisogna tirar su le maniche e avere il coraggio di investire su sé stessi. Chi sceglie di diventare imprenditore avrà già in mente un progetto, e avrà accantonato le somme necessarie per realizzarlo (anche attraverso i nuovi finanziamenti alle start up giovani, o con l’accesso ai prestiti bancari) e non rimane altro da fare se non aprire la Partita Iva online. Come fare? Ecco la procedura passo dopo passo.

Aprire la Partita IVA online

Prima di parlare della procedura online, è bene chiarire come sia essenziale per avviare l’attività imprenditoriale, l’essere seguiti e consigliati da un professionista del settore, ovvero un commercialista. Il commercialista saprà indirizzarvi su quale tipo di formula orientarvi (ditta individuale, Snc, Srl etc etc…) e sui costi da affrontare. E’ fondamentale consultare diversi professionisti per avere un quadro generale delle informazioni ottenute, e, ancora prima, consultare diverse banche se si necessita di finanziamenti imprenditore.

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Il primo passo è scaricare il giusto modulo da compilare (AA9, AA7 e così via) disponibile sul portale dell’Agenzia delle Entrate nella sezione “richiedere a partita IVA”, e richiedere successivamente l’iscrizione a Entratel e Fisconline inserendo le proprie generalità. La registrazione a questi portali è essenziale per poter procedere con l’invio web del modulo compilato. A questo punto l’Agenzie delle Entrate vi contatterà personalmente via email o via telefono per comunicare l’esito (apertura ok o negata, nel secondo caso sarà il funzionario a precisare come ovviare al problema).

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Diventare imprenditore: i costi

L’apertura della Partita IVA online non comporta alcun costo iniziale (se non le spese da sostenere per la consulenza del commercialista), a differenza dell’iscrizione alla Camera di Commercio e di altri adempimenti. La stessa deve essere aperta obbligatoriamente entro 30 giorni dall’apertura dell’attività da imprenditore, e si compone di  11 numeri: i primi 7 identificano il contribuente, i successivi 3 identificano l’Ufficio delle Entrate e l’ultimo è un numero di controllo.  Una volta assegnata la partita IVA è possibile scegliere tra i regimi fiscali in base a ciò che avete dichiarato nei moduli e in base al tipo di attività ed al volume di affari. I regimi fiscali vanno da quello semplificato (intorno a 300 euro annuali da pagare in 4 rate) a regimi più complessi.  Connessi all’apertura della partita IVA ci sono altri adempimenti: Iscrizione all’INAIL, iscrizione al registro delle imprese, modello Scia (per alcuni tipi di imprese), iscrizione INPS.

Non costa tanto l’apertura dell’attività, quanto mantenere la stessa e l’apertura della Partita IVA online. Ecco le spese principali:

  • costi inerenti l’attività: affitto locali, acquisto di beni e servizi; bollette; dipendenti etc etc…;
  • onorari del commercialista;
  • pagamento del diritto camerale: Il diritto camerale è un tributo che tutte le imprese iscritte o annotate nel Registro delle Imprese devono pagare ogni anno a favore della Camera di Commercio competente territorialmente. L’importo del tributo fissato dalle Camere di Commercio solitamente ammonta ad un centinaio di euro;
  • contributi previdenziali Artigiani e Commercianti: I contributi previdenziali INPS (artigiani e commercianti) ammontano a circa 3.347 euro all’anno (suddivisi in 4 rate da versare ogni trimestre).Il pagamento dei contributi minimi obbligatori deve essere infatti effettuato in quattro rate trimestrali alle seguenti date (16 maggio, 16 agosto, 16 novembre, 16 febbraio dell’anno successivo). A questo occorre aggiungere una quota a percentuale calcolata in base al reddito dichiarato;
  • INAIL: un centinaio di Euro (il versamento è richiesto e necessario per le attività di rischio);
  • Imposte e tasse varie: IRPEF e IRAP calcolate sul reddito dichiarato.

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