Pagamento Bonus Bebè di Novembre 2020: come avviene l'erogazione

La misura per sostenere i genitori con figli, per chi adotta un minore e ne diventa tutore ha subito delle modifiche con la Legge di Bilancio 2019. Sono stati modificati i requisiti di ISEE per poter fare domanda dell'aiuto. Ecco quali sono le novità e come sarà erogato il pagamento del bonus Bebè di Novembre 2020

Pagamento Bonus Bebè di Novembre 2020: come avviene l'erogazione

Il nuovo arrivo di un figlio o di un minore in famiglia comporta molte spese e spesso le coppie, sopratutto giovani, vedono nei costi per mantenere un bimbo un ostacolo insormontabile. Non è un caso se in 10 anni le nascite nel nostro Paese sono calate di 140 mila unità.

L’invecchiamento della popolazione e il calo della natalità spingono i politici ad offrire dei supporti, anche se minimi, a coloro che fanno figli o che decidono di adottare un minore (o anche di prenderlo in affido).

Le due misure recentemente riviste dal Governo sono state il Bonus Bebè e il contributo Mamma domani. Quest’ultimo è un aiuto che riconosce fino a 800 euro alle donne all’ottavo mese di gravidanza, o per ogni minore adottato o preso in affido da una famiglia.

La misura è stata introdotta nel 2017 e non fa distinzione di ISEE, i cittadini possono inviare le domande per il bonus Mamma domani all’INPS entro il 1° anno del bimbo, oppure dall’ingresso del minore in famiglia.

Quando si invia la domanda per ottenere il contributo sarà richiesto dall’ente di Previdenza di indicare un metodo di pagamento, i sistemi tra cui scegliere sono:

  • accredito su conto corrente bancario
  • accredito su conto corrente postale
  • bonifico domiciliato presso ufficio postale
  • carta prepagata con IBAN
  • libretto postale

Più complesso è il meccanismo alla base del secondo contributo studiato per supportare le famiglie con figli. Con la Manovra finanziaria approvata nel Dicembre 2019 sono anche stati modificati alcuni requisiti minimi per avere diritto a questo bonus Bebè.

Bonus Bebè 2020, come funziona

Dal 1° Gennaio 2020 hanno diritto agli assegni di natalità le famiglie, anche monogenitoriali che rientrino in una delle seguenti categorie:

  • con ISEE fino a 7 mila euro, bonus mensile di 160 euro per il primo figlio
  • per un ISEE tra i 7 mila e i 40 mila euro si avrà un contributo di 120 euro al mese per il primogenito
  • scende a 80 euro al mese il bonus per le famiglie che superano i 40 mila di ISEE annuale

L’assegno viene versato a chi ha un figlio per il primo anno di vita del bambino. Sarà pari a 12 mesi il supporto fornito anche a chi prende in affido un minore o a chi lo adotta, in questi casi l’assegno sarà corrisposto per 1 anno dal momento in cui il tribunale approverà la pratica.

Assegni di natalità per famiglie numerose

Il Bonus Bebè prevede che per i figli successivi al primo sia riconosciuto un 20% extra rispetto all’assegno base. La condizione per ottenere l’erogazione della maggiorazione è che i figli facciano parte dello stesso nucleo familiare.

Per esempio una famiglia con un ISEE inferiore a 7 mila euro avrà 192 euro al mese chiedendo il Bonus Bebè. L’assegno per chi ha un ISEE fino a 40 mila euro sarà di 144 euro e quello per i redditi familiari superiori si fermerà a 96 euro.

Ci sono delle situazioni particolari, ad esempio quando capitano parti gemellari o se si prendono in affido due fratelli. Non rientrano nel meccanismo considerato gli affidi temporanei.

Come viene erogato il supporto per nuovi nati

Il contributo, come vedremo meglio a breve, va richiesto all’INPS tramite centralino o per via telematica. I cittadini che ne hanno diritto potranno ricevere l’accredito dell’assegno in diversi modi e tramite differenti canali, il sistema di erogazione permette di selezionare uno dei seguenti metodi di pagamento:

  • accredito su conto corrente bancario o postale
  • bonifico domiciliato
  • carta prepagata con  IBAN
  • libretto postale

Le condizioni per ottenere il beneficio sono che il conto o lo strumento selezionato dovrà essere intestato al richiedente del bonus Bebè. Questa clausola è valida anche quando la richiesta del bonus viene inoltrata da un delegato, la domanda quindi dovrà essere compilata riportando i dati del genitore e lo strumento su cui versa l’assegno dovrà essere intestato allo stesso familiare.

L’INPS richiede che il richiedente degli assegni di natalità debbano presentare i seguenti documenti:

  • cittadinanza italiana, o di uno Stato dell’Unione europea. Per cittadini extra comunitari è richiesto il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, o una carta di soggiorno per familiare di cittadino dell’Unione europea (italiano o comunitario). Oppure ancora, si deve essere in possesso di una carta di soggiorno permanente per i familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro
  • residenza in Italia
  • attestato di convivenza con il figlio
  • ISEE familiare

Fino al 10 Aprile 2020 era anche necessario compilare il modello SR 163 per le Richiesta di pagamento di prestazioni a sostegno del reddito. Da Aprile la procedura di verifica dei dati è stata digitalizzata.

Fare domanda per il bonus Bebè

Il modulo da compilare per inoltrare la propria richiesta di bonus si trova sul sito dell’INPS. Le famiglie che vogliano richiedere l’aiuto devono tenere presente che la normativa ha previsto delle scadenze precise entro le quali fare domanda per gli assegni.

La circolare INPS indica con chiarezza che la richiesta deve essere fatta entro 90 giorni dalla nascita, oppure dalla convalida dell’adozione o dell’approvazione dell’affido del minore. L’assegno spetta dal primo mese del minore o dal primo mese di ingresso nella famiglia che lo ha adottato o ne ha ottenuto l’affido.

Se i genitori si separano e i minori vengono affidati al genitore che non ha presentato domanda si dovrà comunicare la modifica delle condizioni familiari. Il diritto all’assegno spetta a chi è in possesso della potestà genitoriale. In caso di cause per la custodia, il termine per inoltrare richiesta del bonus da parte del genitore che vince in aula è di 3 mesi dalla sentenza. L’assegno sarà corrisposto dal mese successivo la pronuncia del giudice. Il meccanismo sarà lo stesso sia per figli naturali che per minori in affido o adottati.

Per capire quando sarà erogato il primo pagamento, e quindi i successivi, si deve far affidamento sulla data di presentazione e accettazione della domanda all’INPS. Nell’accredito del primo assegno saranno aggiunte anche  le eventuali mensilità maturate tra la nascita del minore (o l’adozione/affido) e l’approvazione della domanda.

Nei mesi della pandemia l’INPS ha invitato gli utenti a rivolgersi ai propri sistemi di contatto e presentazione documenti da remoto. La domanda di assegno di natalità si compila sul sito INPS accedendo alla sezione Tutti i servizi dal menu principale. Per poter portare a termine qualunque operazione sulla piattaforma dell’ente è necessario richiedere il PIN.

Per coloro che non ne siano ancora in possesso è possibile richiederlo tramite due canali:

  • Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile
  • Presentando la domanda o facendosi assistere nella richiesta dagli sportelli dei CAF e dagli Enti di patronato e intermediari dell’Istituto

Con il PIN sarà possibile poi inserire i propri dati e selezionare l’opzione Assegno Natalità – Bonus Bebè (Cittadino).

Cos’è l’ISEE ed è obbligatorio?

L’ISEE è un indicatore che permette di stabilire quali siano le condizioni economiche delle famiglie e di confrontarle secondo dei precisi parametri. Questo fattore viene utilizzato per individuare chi ha diritto a prestazioni e aiuti da parte degli enti statali e sociali. Il calcolo dell’ISEE tiene conto della composizione della famiglia, delle condizioni lavorative dei diversi membri e se ci sono situazioni di disabilità o altre condizioni particolari. Per il calcolo di questo indicatore è necessario richiedere all’INPS la Dichiarazione sostitutiva Unica che è un documento che riassume la situazione reddituale, patrimoniale e anagrafica della famiglia.

Nel caso dell’assegno di natalità abbiamo visto che sono previste tre scaglioni ISEE in base ai quali si ha diritto ad un determinato contributo. Non essendo però un supporto per cui è imposto un tetto massimo ISEE, la domanda potrà essere presentata anche senza allegare questa documentazione.

Se si inoltra richiesta per il bonus Bebè senza l’attestazione ISEE alla famiglia sarà riconosciuto l’assegno minimo,  80 euro al mese (960 euro l’anno). Si verrà quindi automaticamente inseriti tra coloro che hanno un ISEE superiore ai 40 mila euro.

Chi è escluso dal bonus Bebè

Potenzialmente chi è regolarmente presente nel Paese o è cittadino italiano e ha un figlio minore ha diritto all’assegno natalità. Il bonus prevede che si ottenga il sostegno per i minori fino al compimento del primo anno d’età o per i primi 12 mesi di ingresso in una nuova famiglia. Per i minori in affido temporaneo il diritto al bonus per la famiglia si concluderà dopo 1 anno o al compimento del 18esimo compleanno del minore. Ci sono dei casi in cui però si perdere questo aiuto e si tratta di situazione specifiche che vengono indicate dall’INPS.

Ad esempio, se il genitore che ha ottenuto l’affido perde il diritto non potrà neanche percepire il bonus. Oppure se dopo aver concluso la pratica per l’assegno, ed entro i 12 mesi di diritto al sostegno, ci si trasferisce all’estero cambiando cittadinanza. Ci sono poi altri casi particolari:

  • in caso di decesso del figlio
  • revoca dell’adozione
  • decadenza dalla potestà genitoriale
  • nel caso in cui il minore venga affidato in modo esclusivo al genitore che non ha presentato la domanda
  • affido ad una famiglia diversa da quella che ha presentato domanda
  • in caso di provvedimento negativo del giudice che determina il venir meno dell’affidamento preadottivo

Se si verifica una delle condizioni descritte il richiedente è tenuto a comunicarlo all’INPS entro un mese dall’evento.

Come scegliere un conto a zero spese

Entrambi i contributi familiari analizzati possono essere richiesti fornendo un conto corrente o un IBAN che ne consenta l’erogazione. Se non avete ancora aperto un conto e siete spaventati dai costi eccessivamente elevati dei prodotti tradizionali potete puntate sui migliori conti correnti online.

Questi strumenti sono più agili e offrono app per la gestione da remoto, i costi di apertura e gestione sono molto più bassi rispetto a quelli dei conti tradizionali. Per individuare le soluzioni più adatte alle vostre esigenze potete utilizzare il comparatore di SOStariffe.it, uno strumento che renderà semplice e gratuito il confronto tra le soluzioni proposte dalle diverse banche. I risultati delle ricerche effettuate con questo prodotto riassumono in uno schema immediato le principali condizioni contrattuali e i costi del conto.

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