Pagamenti SEPA, ancora denunce e segnalazioni

Il passaggio al nuovo sistema SEPA per i pagamenti bancari in Europa, entrato in vigore il 1° febbraio, continua a creare disagi ai consumatori. In effetti, sono molte ancora le denunce e le segnalazioni di disguidi e commissioni stratosferiche, che stavolta arrivano da Codici. Bankitalia spiega come il nuovo sistema dovrebbe invece comportare la riduzione dei costi per il sistema bancario.

cosa è cambiato sui bonifici europei
Il nuovo Sistema SEPA non dovrebbe far alzare i costi, bensì ridurli

Come spiega Bankitalia, il progetto SEPA (Single Euro Payments Area) entrato in vigore lo scorso febbraio “mira ad estendere il processo d’integrazione europea ai pagamenti al dettaglio in euro effettuati con strumenti diversi dal contante, con l’obiettivo di favorire l’efficienza e la concorrenza all’interno dell’area dell’euro”.

“Dopo il passaggio alla moneta unica nel 2002, – continua la Banca d’Italia – la SEPA intende offrire ai cittadini europei la possibilità di effettuare pagamenti a favore di beneficiari situati in qualsiasi paese dell’area dell’euro, utilizzando un singolo conto bancario e un insieme di strumenti di pagamento armonizzati. Nell’ottica SEPA, tutti i pagamenti al dettaglio in euro sono considerati “domestici”, venendo meno la distinzione fra pagamenti nazionali e transfrontalieri all’interno dell’area dell’euro”.

La Banca d’Italia ha ribadito recentemente, inoltre, che il nuovo sistema di pagamento europeo SEPA non è motivo di rincari.

Disguidi e segnalazioni sui pagamenti SEPA

Purtroppo, non tutto sta funzionando come dovrebbe. Continuano a verificarsi denunce di banche che addebitano costi non dovuti ai titolari di un conto corrente che ricevono o inviano bonifici da e verso altri Paesi nell’area SEPA, come riferiscono l’Unione Nazionale Consumatori e Altroconsumo.

Le associazioni dei consumatori ricordano ancora una volta che non vi è alcuna norma o disposizione europea che obblighi le banche a far pagare una commissione per gli addebiti SEPA: il nuovo meccanismo, addirittura, “dovrebbe rendere più efficienti i sistemi di pagamento e dunque rendere meno costosa per la banca l’esecuzione delle operazioni”.

Adesso anche Codici denuncia commissioni esagerate per l’invio dei bonifici, come dichiarato dal Segretario Nazionale del Codici Ivano Giacomelli: “Il passaggio al circuito SEPA avrebbe dovuto portare benefici sia in termini di funzionalità del sistema, sia in termini economici, in favore degli utenti. Oltre ad alcune disfunzioni, comprensibili in una fase transitoria di passaggio dai circuiti tradizionali al circuito SEPA, quello che rileviamo è che sempre più utenti lamentano forti aumenti di costi e commissioni legati ai servizi di bonifico SEPA o di Addebito Diretto SEPA”.

“Il paradosso – aggiunge il Segretario Codici – è che il nuovo circuito comporta degli abbattimenti di costi soprattutto per il sistema bancario stesso, tra cui un notevole abbattimento dei costi di gestione. Vero è che gli istituti bancari hanno sostenuto e stanno sostenendo investimenti per il passaggio al nuovo circuito, ma altrettanto vero è che con i benefici che ne conseguono il sistema bancario ne è ampiamente ripagato”.

Carmine Laurenzano, dell’Ufficio legale Codici, ha ricordato ai consumatori che è necessario verificare costi e commissioni applicate alle operazioni di bonifico e di addebito diretto e “soprattutto verificare se tali costi sono stati effettivamente comunicati dagli Istituti Bancari. Si tratta a volte di piccoli balzelli, ma senza la preventiva comunicazione e informazione, non possono comunque essere applicati alle operazioni in questione – spiega Laurenzano – Gli utenti, pertanto avranno la possibilità di richiedere indietro le somme. A tal fine i nostri sportelli si stanno approntando per dare assistenza agli utenti e indicarli nelle azioni da intraprendere, tra cui il ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario”.

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