Operatori telefonia mobile: quanto guadagnano per ogni cliente?

I dati dell’AGCOM confermano che Tim mantiene il primato nel settore della telefonia mobile e fissa in Italia con quasi il 45% di quote di mercato e che per la prima volta la spesa generale per i dati supera quella per i servizi voce. Scopri il profitto degli operatori per ogni cliente..

Ecco qual è il margine di guadagno dei maggiori operatori in base alle rispettive offerte

Molti utenti si chiedono quale sia il margine di guadagno dei diversi operatori per ogni cliente e su che base determinino il prezzo delle loro offerte o decidano di rimodularle. Maggiori informazioni in tal senso ci arrivano dalla relazione annuale 2018 sul settore della telefonia mobile e fissa realizzata dall’AGCOM.

L’analisi riguarda il periodo che va da maggio 2017 allo scorso aprile e conferma che il giro d’affari dei vari gestori si attesta sui 32,2 miliardi di euro. La spesa per i servizi di telecomunicazione è aumentata dell’1,7% prevalentemente a causa della rete fissa e lo stesso vale per gli investimenti in infrastrutture, che ha raggiunto i 7 miliardi di euro.

I ricavi per i servizi voce continuano nel loro trend negativo perdendo il 10% nel 2017 ma sono compensanti dalla crescita dei servizi dati (+ 10,8%). Calano anche i ricavi derivanti dalla commercializzazione di dispositivi (– 4,7%). Per la prima volta gli utenti spendono di più per navigare su smartphone che per effettuare chiamate e infatti il consumo di traffico Internet sale di circa il 48%.

Tim rafforza la sua posizione arrivando al 45% in termini di distribuzione di spesa per servizi di rete fissa e mobile mentre Vodafone e WindTre si attestano sul 20%, anche se il secondo è in flessione rispetto all’anno precedente il periodo considerato dall’analisi. Fastweb, invece, cresce oltre il 7%.

L’AGCOM ha anche analizzato l’andamento dei ricavi medi, conosciuto anche con l’acronimo di ARPU. Il margine di profitto per SIM mobile e per utente nel periodo considerato dal report rimangono relativamente stabili attestandosi rispettivamente intorno ai 160 e 270 euro l’anno. Per la prima volta i servizi dati superano il 40% del totale nonostante una contrazione del 19,6% rispetto al 2016. Gli introiti unitari per SMS crescono invece del 24,8%.

Guardando ai singoli operatori, Tim, il gruppo Wind-Tre e Vodafone hanno quote relativamente simili. Il primo si ferma ad una quota del 33,1% con il secondo che lo incalza al 31,8%. Il provider britannico è terzo con il 31,3%. Nel computo bisogna però considerare che Iliad, ovvero l’operatore francese che ha scombussolato lo stasus quo nel Belpaese, non aveva ancora debuttato sul mercato italiano.

Gli operatori mobili virtuali o MVNO hanno registrato invece un aumento del fatturato complessivo dell’1,5% per un giro d’affari di circa 521 milioni di euro. PosteMobile mantiene la prima posizione in questo segmento ma Coop Italia (2,4%) e Fastweb (5,7%) hanno consolidato la loro posizione. Per il secondo, in particolare, ha pagato la scelta di un modello di business basato sulla convergenza. Anche per queste aziende la quota di investimenti è in lieve crescita.

Ora che abbiamo un panorama più completo in merito ai ricavi ottenuti dai diversi gestori telefonici su ogni utente, può essere utile avere un’idea precisa anche delle tariffe che queste aziende propongono. Il comparatore di SosTariffe.it è lo strumento più efficace per confrontare le promozioni oggi disponibili e trovare la soluzione che meglio si adatta alle proprie esigenze in termini di servizi offerti e costi:

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