Nuovo sistema assicurativo per i depositi bancari

La Bce ha recentemente ribadito il proprio impegno nel favorire la creazione di un sistema assicurativo per i depositi bancari. In un recente rapporto diffuso dai media sull’integrazione finanziaria all’interno dell’area Euro, la misura andrebbe ad alimentare il rinforzo dell’unione bancaria.

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La Bce chiede nuove garanzie sui depositi bancari. Non tutti sono d'accordo. Ecco perché

Il sistema assicurativo, detto “Edis” andrebbe ad aggiungersi ad altri due fondamentali ovvero la creazione della vigilanza unica sulle grandi banche presso la stessa Bce e un nuovo meccanismo di risoluzione per gli istituti bancari in difficoltà. L’assicurazione fungerebbe da garanzia aggiuntiva a favore della protezione dei risparmiatori a livello europeo. Il maggior controllo dovrebbe intensificare inoltre la responsabilità delle banche nel riporre particolare attenzione alla salvaguardia dei suoi correntisti.

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Cosa ne pensano i Paesi partecipanti?

Il modello trova pareri positivi di quasi tutti i Paesi coinvolti. Ma alcuni “grandi” la pensano in maniera differente. La Germania in particolare punta a rafforzare le banche offrendo nuove sicurezze in maniera prioritaria rispetto ad occuparsi dei risparmiatori. Per trovare un filo comune che possa sbloccare la situazione, proprio la Germania (assieme alla Finlandia) ha presentato all’Ecofin, il Consiglio Economia e Finanza ad Amsterdam, una proposta articolata su 5 opzioni. Ricordiamo che la Germania attua in veste di sostenitore della presidenza olandese di turno.

Concretamente la volontà sarebbe di introdurre requisiti di capitale per i titoli di Stato in portafoglio alle banche, oggi considerati a rischio zero, oppure  introdurre un tetto all’esposizione.

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Qual è la posizione dell’Italia?

L’Italia si è opposta in maniera netta alla proposta, così come la Svezia ed altri Paesi in cui il sistema bancario non è così forte da poter sostenere ulteriori pressioni. Per l’Italia “il no al tetto dei titoli di Stato è perentorio e incondizionato”. Lo stesso presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha ribadito più volte che “non c’è alcuna possibilità che si accetti un percorso sui titoli di Stato senza una strategia complessiva”.

Qual è la linea perseguita dalla Bce?

La Bce ha più volte sottolineato l’importanza di far progredire il progetto volto a creare l’unione dei mercati dei capitali e l’integrazione dei mercati azionari. Questo infatti sarebbe il metodo più agevole per rafforzare il sistema finanziario europeo in cui necessariamente attuano le banche. Dalla solidità del sistema dipende la possibilità di condividere il rischio tra Paesi, ma soprattutto la possibilità di concedere migliori offerte di finanziamento alle imprese e famiglie. Non è un caso che proprio questi ultimi soggetti siano sempre più costretti a ricorrere a forme di prestito alternativo (si veda ad esempio il fenomeno del social landing).

Possiamo conseguire i benefici economici di trasformare il sistema finanziario se l’unione dei mercati dei capitali è ambiziosa” – è stato il commento di Vítor Constâncio, vicepresidente della Bce.

Il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, al termine dell’Ecofin ha invece commentato: “Non mi pare ci sia una posizione comune, è partita una conversazione fruttuosa, tranquilla, senza contrapposizioni; sono emerse posizioni, e prima di cambiare il sistema attuale, bisogna approfondire le alternative ed enfatizzare che tra il 2011 e oggi molto è stato fatto sul piano regolamentare”.

A questo punto la questione è aperta e da affrontare con urgenza nel corso dei prossimi appuntamenti istituzionali. La Germania e altri Paesi dovranno ascoltare le motivazioni dei Paesi contrari e la BCE dovrà cercare di inserire la misura in una strategia complessiva di più alto respiro che in primis offra garanzie ai correntisti di tutta Europa.

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