Nuovo piano eni, dismissioni per 8 miliardi

Il Sole 24 Ore ha anticipato i contenuti del piano strategico di eni per il 2015-2018, presentato oggi a Londra: taglio del 17% degli investimenti e dismissioni per 8 miliardi anche per far fronte alle mutate condizioni del mercato dopo il crollo del prezzo del petrolio. Sospeso il piano di buyback, la cui riattivazione verrà valutata «quando i progressi strategici e lo scenario di mercato lo consentiranno», secondo l’azienda.

Eni
Investimenti tagliati del 17% per far fronte al calo del prezzo del petrolio

Nel quadriennio, si prevedono per eni investimenti per circa 48 miliardi di euro, il 17% in meno del precedente piano. Come fa notare l’azienda, il cambio di scenario dipende soprattutto dalla discesa del prezzo del brent, stimato ora a 55 dollari al barile nel 2015, oltre la metà della media degli ultimi quattro anni, con previsioni di crescita graduale fino a 90 dollari al barile.

Nel biennio 2015-2016, il flusso di cassa operativo riuscirà a finanziare per intero gli investimenti se il prezzo del petrolio medio sarà di 63 dollari al barile. Nei due anni successivi il flusso crescerà del 40% per il miglioramento dello scenario, le azioni industriali di E&P e la ristrutturazione dei business mid-downstream.
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Inoltre nel 2015 eni taglia il dividendo a 0,80 euro per azione da 1,12 euro del 2014. A questo proposito l’ad Descalzi ha ricordato che «nonostante i successi, la caduta del prezzo del petrolio fa sì che il nostro piano 2015-2018 si basi su prezzi molto più bassi rispetto al passato. Abbiamo adottato una serie di nuove misure, tra cui l’ottimizzazione degli investimenti e la riduzione dei costi che rafforzeranno il nostro business. Nel nuovo scenario di prezzi del petrolio abbiamo ritenuto appropriato ribassare il dividendo per il 2015, in linea con i nostri obiettivi strategici».

 

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