Nuovo ISEE 2015, ecco cosa cambia

Dal 1 gennaio è entrato in vigore il nuovo Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE), con novità riguardanti i parametri da utilizzare per la sua determinazione (con particolare riferimento ai redditi e ai patrimoni mobiliari e immobiliari da includere nel calcolo), le modalità di richiesta e compilazione, e i controlli, che saranno molto più stringenti e frequenti.

Tutte le novità dell'ISEE 2005

Che cos’è l’ISEE?

Vediamo innanzitutto cosa si intende per ISEE. L’ISEE è l’indicatore l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente e si tratta di uno strumento di cui si serve il Governo per definire la condizione economica delle famiglie italiane.

Si tratta di uno strumento polivalente che viene spesso utilizzato come parametro di riferimento per la determinazione dell’ammontare di tasse e imposte (un esempio su tutti, è utilizzato per il calcolo della TASI), ma è anche utilizzato per determinare l’ammontare delle bollette del gas ed è forse noto soprattutto per essere la base di valutazione dei presupposti (ed eventualmente dell’ammontare) delle erogazioni di servizi sociali (come borse di studio, servizi mensa, accesso agli asili nidi, ecc..).

Il calcolo dell’ISEE dipende da redditi, patrimoni, numero dei componenti del nucleo familiare, qualità dei singoli componenti. La rilevanza ed il peso che va dato a ognuno di questi elementi sono molto importanti per il risultato finale.
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L’ISEE 2015

Questo strumento è in vigore dal 1998 e negli anni è stato soggetto a revisioni. Ora, a far data dal primo gennaio, l’ISEE si presenta in una nuova versione, con dei cambiamenti sostanziali che riguardano principalmente la compilazione dei moduli, i controlli sulla veridicità delle dichiarazioni rilasciate, la modifica dei parametri di cui tener conto nel calcolo dell’indice.

Queste modifiche sono state volute dal Governo per contrastare il fenomeno dei “falsi poveri” ed avere uno strumento più congruo e preciso della determinazione effettiva della situazione economica delle famiglie italiane.

Fino allo scorso anno oltre il 10% dei nuclei familiari ha presentato una dichiarazione ISEE nulla e un quinto della popolazione risultava avere un reddito al di sotto dei 3000 euro, dati che certamente non sono in linea con la situazione reale. Il Governo spera quindi di poter ribaltare questa situazione.

Le novità sui redditi

La prima novità del nuovo ISEE riguarda le voci di reddito da includere nella dichiarazione, che si ampliano notevolmente. Ora vanno inclusi anche:

  • redditi esenti da IRPEF (compresi assegni al nucleo familiare, pensioni di invalidità, assegni sociali, indennità o assegni di accompagnamento, borse di studio, carte acquisti, indennità e ogni altra forma di reddito, di bonus o erogazione pubblica di tipo assistenziale, previdenziale o di sostegno);
  • redditi tassati con regimi sostitutivi o a titolo di imposta (ad esempio cedolare secca, premi di produttività);
  • redditi figurativi degli immobili non locati e relativi attività mobiliari.

Familiari disabili

Con riferimento alle famiglie con disabili sono previsti dei correttivi attraverso la formula della franchigia, differenziata in base al tipo di disabilità, che ammonta,  se il componente familiare è maggiorenne:

  • a 4.000 euro se presenta una disabilità media;
  • a 5.500 euro in caso di disabilità grave;
  • a 7.000 euro se la persona non è autosufficiente.

Nei casi in cui la persona disabile è un minorenne, le somme vengono progressivamente aumentate, fino ai rispettivi valori di 5.500, 7.500 e 9.500 euro.

Sono anche previste delle deduzioni fino ad un massimo di 5.000 euro per spese certificate di tipo medico-sanitario o di assistenza, per le persone con disabilità o non autosufficienti, per spese finalizzate all’acquisto di cani guida per i non vedenti o alla fruizione di servizi di interpretariato per le persone sorde.

Le novità sui patrimoni

Gli Immobili

Per quanto riguarda gli immobili il parametro di riferimento da inserire nella dichiarazione è la base imponibile dell’IMU, ossia il valore catastale rivalutato.

Va anche dichiarata la prima casa anche se esente dall’imposta, ma se la sua rendita non supera il valore di 52.500 euro, la casa non concorrerà al calcolo. Questa soglia viene incrementata se sono presenti più di due figli conviventi. Per ogni figlio convivente successivo al secondo, questa soglia verrà incrementata di 2.500 euro.

I patrimoni mobiliari

Oltre ai patrimoni immobiliari, vanno dichiarati anche quelli mobiliari, in particolare conti correnti bancari e postali, possesso di titoli, depositi bancari e postali, fondi di investimento, carte di credito e ogni altra forma di investimento finanziario o in titoli.

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Le franchigie sui conti correnti (cioè le quote di patrimonio escluse dal calcolo) saranno ridotte e si terrà conto non solo del saldo di fine anno, ma anche della media dei depositi effettuati durante l’arco dell’anno.

In un primo momento i dati sul patrimonio mobiliare potranno essere autocertificati, fino a quando il nuovo ISEE non entrerà a pieno regime, quando sarà l’Anagrafe tributaria a comunicare i dati all’Amministrazione interessata. In generale l’autodichiarazione sarà limitata solo ad alcune parti, rispetto alla precedente versione, mentre per il resto è prevista l’automatizzazione dell’acquisizione dei dati.

I dati dei conti correnti verranno acquisiti direttamente, tramite sistema automatizzato, dall’Anagrafe dei conti correnti.

Scatta, infine, l’obbligo di comunicare il possesso di imbarcazioni e motocicli di grossa cilindrata (superiore a 500 cc). In caso di omissione scattano i controlli mirati.

Aggiornamento dei dati in tempo reale

In caso di variazioni sostanziali della situazione economica sarà possibile aggiornare i dati in tempo reale. I mutamenti potranno ad esempio consistere nella perdita del un posto di lavoro da parte di uno dei componenti del nucleo familiare, nella cessazione dell’erogazione di una pensione di invalidità, nel mutamento del numero della qualità dei componenti familiari, ecc..

Un particolare ipotesi che da luogo alla possibilità di aggiornare i dati ISEE riguarda la riduzione del reddito pari ad almeno il 25%. Per questo si parla di “ISEE corrente”.

Come ottenere il nuovo ISEE?

Per ottenere il nuovo ISEE occorre innanzitutto aver compilato e presentato la “dichiarazione sostitutiva unica” (DSU) dell’anno in corso, il cui modulo è disponibile presso i CAF ed il Comune di residenza. In alternativa la DSU può essere compilata accedendo ai servizi online del portale dell’INPS.

La DSU contiene tutti i dati necessari per avere l’ISEE. Sulla base di essa l’INPS, dopo aver effettuato i controlli previsti, se l’esito sarà positivo la DSU sarà inviata al sistema informativo dell’ISEE entro 4 giorni lavorativi dalla presentazione della domanda.
Il calcolo dell’ISEE avverrà entro nuovi 4 giorni da parte dello stesso ente previdenziale.

Controlli sulle dichiarazioni

I controlli saranno potenziati grazie a sistemi automatizzati e incrociati.

In caso di omissioni o difformità tra i dati inseriti nella dichiarazione ISEE e quelli registrati nel Sistema informativo dell’Anagrafe tributaria, l’Agenzia delle Entrate effettuerà la segnalazione all’INPS.

Sono previsti anche controlli incrociati tra Comuni ed enti erogatori di prestazioni, finanziamenti, e quant’altro.

Nel caso in cui non venga dichiarata la titolarità di nemmeno un conto corrente, i controlli partiranno in automatico.

Le Pubbliche Amministrazioni potranno consultare in tempo reale i dati dell’Anagrafe tributaria e dell’Anagrafe dei conti correnti.

In caso di rilevamento di qualche difformità tra quanto dichiarato e quanto risulta nelle banche dati, verrà inoltrata la segnalazione alla Guardia di Finanza.

Confronto Conti Correnti

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