Nuovi scioperi in casa Telecom

I dipendenti Telecom Italia del settore informatico hanno incrociato le braccia a causa della riorganizzazione societaria, che determinerà lo spostamento in blocco dei dipendenti IT nella società controllata Shared Service Center (Ssc).

Telecom Italia sottolinea però che il personale passerà in toto nella società controllata: tuttavia la preoccupazione rimane a causa delle notizie trapelate nei mesi scorsi sulla possibile cessione di Shared Service Center poi bloccata dopo aver giudicato strategico il comparto IT.

sciopero-telecom-esternalizzazione

Ma i sindacati affermano che le garanzie non sono sufficienti e premono per avere maggiori sicurezze sul personale che rimarrà in servizio: infatti ci sarebbe un possibile rischio che questo si traduca in nuovi tagli al personale: i dipendenti che rischiano il posto sarebbero circa 800.

Per protestare contro l’esternalizzazione di circa 2200 dipendenti SLC-GGIL, FISTel-CISL e UILCOM-UIL tutti i dipendenti aderenti alle sigle sindacali hanno oggi scioperato nelle diciassette principali sedi del gruppo.

Il segretario di SLC-CGIL sostiene che in Telecom Italia «non esiste il problema del costo del lavoro: è assolutamente marginale e tagliarlo non produrrebbe neanche un rimbalzo in Borsa».

sciopero-telecom

I sindacati Telecom evidenziano che l’iniziativa ha il solo scopo di ridurre il costo del lavoro e i livelli occupazionali senza affrontare i nodi veri che riguardano gli investimenti e il rilancio industriale.

Negli ultimi tre piani industriali ha prevalso solo la logica del risparmio: riduzione degli investimenti, svendita di pezzi, come in Germania e Francia, e tagli al costo del lavoro.

Con il risultato che la rete invecchia e i soldi sono sempre di meno.

i Telecom Italia del settore informatico hanno incrociato le braccia a causa della riorganizzazione societaria, che determinerà lo spostamento in blocco dei dipendenti IT nella società controllata Shared Service Center (Ssc).

Telecom Italia sottolinea però che il personale passerà in toto nella società controllata: tuttavia la preoccupazione rimane a causa delle notizie trapelate nei mesi scorsi sulla possibile cessione di Shared Service Center poi bloccata dopo aver giudicato strategico il comparto IT.

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Ma i sindacati affermano che le garanzie non sono sufficienti e premono per avere maggiori sicurezze sul personale che rimarrà in servizio: infatti ci sarebbe un possibile rischio che questo si traduca in nuovi tagli al personale: i dipendenti che rischiano il posto sarebbero circa 800.

Per protestare contro l’esternalizzazione di circa 2200 dipendenti SLC-GGIL, FISTel-CISL e UILCOM-UIL tutti i dipendenti aderenti alle sigle sindacali hanno oggi scioperato nelle diciassette principali sedi del gruppo.

Il segretario di SLC-CGIL sostiene che in Telecom Italia «non esiste il problema del costo del lavoro: è assolutamente marginale e tagliarlo non produrrebbe neanche un rimbalzo in Borsa».

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I sindacati Telecom evidenziano che l’iniziativa ha il solo scopo di ridurre il costo del lavoro e i livelli occupazionali senza affrontare i nodi veri che riguardano gli investimenti e il rilancio industriale.

Negli ultimi tre piani industriali ha prevalso solo la logica del risparmio: riduzione degli investimenti, svendita di pezzi, come in Germania e Francia, e tagli al costo del lavoro.

Con il risultato che la rete invecchia e i soldi sono sempre di meno.

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