Nuovi bonus per Partita IVA: tutti i ristori per il blocco attività 

Il DPCM del 25 ottobre ha portato alla sospensione delle attività di migliaia di aziende: il Governo ha già previsto degli incentivi per le partite IVA, che saranno erogati in automatico sui conti corrente entro la metà del mese di novembre. Vediamo di seguito quali saranno i nuovi contributi a fondo perduto che si rivolgono alle partite IVA e i rimborsi in arrivo.

Nuovi bonus per Partita IVA: tutti i ristori per il blocco attività 

Bar, ristoranti, palestre, piscine, cinema e teatri: si tratta delle attività che hanno subito una chiusura totale o anticipata alle 18 a causa delle misure contenute nel DPCM del 25 ottobre 2020. Il decreto novembre, che è stato soprannominato decreto Ristoro, dovrebbe prevedere l’erogazione di una serie di risorse economiche per le aziende in difficoltà. 

Si dovrebbe trattare di contributi a fondo perduto che spetteranno ai beneficiari individuati sulla base del loro codice Ateco e che riceveranno in automatico il contributo sul loro conto corrente, entro la metà del mese di novembre. 

Tale automatismo riguarderà le partite IVA che hanno già ricevuto il bonus previsto dal decreto Rilancio, mentre il resto delle aziende colpite dalle nuove chiusure imposte dovrà presentare un’istanza all’Agenzia delle Entrate e riceverà così il contributo economico previsto entro la fine del 2020. 

MEF e MISE sono al lavoro per definire al meglio quali saranno tutte le misure contenute nel decreto Ristoro: oltre ai contributi a fondo perduto per le partite IVA è stata annunciata anche la proroga della Cassa integrazione. 

Come dovrebbero funzionare i contributi a fondo perduto

I contributi a fondo perduto saranno erogati alle 300-350 mila partite IVA individuate sulla base del codice Ateco dell’attività esercitata, con lo stesso meccanismo che ha caratterizzato le erogazioni precedenti. 

La differenza più importante rispetto ai mesi scorsi consiste nel fatto che è stato eliminato il requisito del fatturato, così come il limite di 5 milioni di volume d’affari e della differenza registrata nello stesso periodo del 2019. Quello che le aziende dovranno fare è presentare una nuova domanda all’Agenzia delle Entrate. 

Con il decreto novembre cambiano anche gli importi del contributo a fondo perduto, che dovrebbero essere superiori alla soglia limite del 20%. Dalle prime ipotesi emerge che gli importi del ristoro cambieranno a seconda che:

  • la propria attività sia stata costretta a chiudere del tutto;
  • la propria attività sia stata costretta a un orario ridotto, come nel caso di bar e ristoranti.

Il monitoraggio del Ministero dell’Economia e delle Finanze ha confermato che il decreto di novembre dovrebbe portare anche allo spostamento delle risorse non utilizzate per il bonus vacanze al fine di coprire tutte le domande non accolte per insufficienza di risorse. Si tratta di una cifra di ben 500 milioni di euro i quali saranno utilizzati per le domande di contributo a fondo perduto che erano rimaste in sospeso a causa della fine dei 6 miliardi erogati con il decreto Rilancio. 

Per far fronte al crescente malcontento di tanti professionisti – del quale sono una prova gli episodi di protesta degli ultimi giorni, sfociati in atti di guerriglia urbana – dovrebbe essere previsto un totale compreso tra gli 1,5 e i 2 miliardi di euro. 

Le dichiarazioni del ministro Gualtieri

Alla cancellazione della seconda rata dell’IMU e al credito d’imposta per gli affitti per le aziende colpite dal nuovo DPCM, si aggiunge dunque la preziosa risorsa del ristoro erogato direttamente sui conti correnti, come confermato dallo stesso ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. 

Le parole del ministro sono state le seguenti Gli indennizzi arriveranno il più presto possibile, pensiamo che l’Agenzia delle Entrate possa erogare questi contributi entro metà novembre, forse già l’11 novembre, perché ci sarà lo stesso meccanismo già autorizzato con il vecchio fondo perduto”.

Il ristoro previsto per i bar dovrebbe essere di circa 2 mila euro, mentre per le attività che sono state obbligate alle chiusura totale, come palestre, piscine, centri benessere, centri termali, teatri, cinema, sale da concerto, discoteche, sale gioco e impianti sciistici, dovrebbe essere di importo superiore. 

Le dichiarazione del ministro Catalfo

Agli incentivi economici si uniscono anche misure lavorative, con la proroga della cassa integrazione, la cui scadenza per i lavoratori che ne hanno fatto ricorso in maniera continuativa è attualmente fissata per metà novembre, e che potrebbe essere estesa fino al 31 dicembre 2020 o al 31 gennaio 2021 (ricordiamo che la data del 31 gennaio 2021 è attualmente quella fissata come termine dello stato di emergenza nazionale). 

Un successivo decreto potrebbe portare all’introduzione di ulteriori settimane di proroga, per un totale di 18, le quali potranno essere utilizzate entro la fine di giugno 2021. 

“Ci sarà un rifinanziamento complessivo di 18 settimane di Cig” – ha detto in merito il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, mentre per quanto riguarda il blocco dei licenziamenti ha confermato la necessità di una riflessione in quanto “c’è un aumento dei contagi e alcune attività non stanno riaprendo”.

Dovrebbe essere prevista anche un’altra mensilità di reddito di emergenza e una misura rivolta ai lavoratori stagionali del turismo, intermittenti, lavoratori dello spettacolo e dello sport, che stanno vivendo un periodo di grandi difficoltà.

“Proteggere la salute e la sicurezza dei cittadini significa tutelare anche la nostra economia. Con questi obiettivi, da ieri sto lavorando con l’Inps a un pacchetto di interventi necessari a garantire il massimo sostegno alle imprese, ai lavoratori e a tutte le categorie più coinvolte dai nuovi provvedimenti restrittivi adottati per tenere sotto controllo i contagi. 

Mai come adesso è fondamentale continuare a garantire il massimo sostegno alle fasce di popolazione che più stanno risentendo degli effetti della pandemia. A ciò si affiancherà, nel decreto che stiamo predisponendo per novembre, una proroga della Cassa integrazione Covid”.

A proposito del decreto Ristoro, la Catalfo ha inoltre aggiunto che : “Ci sono delle restrizioni su alcune attività che, però, nel prossimo decreto, quello che uscirà nelle prossime ore, verranno tutelate con uno stanziamento a fondo perduto e altre misure che cercheranno di ristorare tutti i commercianti che in questo momento stanno subendo delle difficoltà”. 

Dal confronto che si svolgerà prossimamente con i sindacati emergeranno invece le decisioni definitive che riguarderanno i licenziamenti e la manovra di bilancio. 

Aprire un conto corrente online sul quale ricevere il ristoro

Gli indennizzi previsti dal Governo per sostenere le attività in crisi a causa dell’ultimo decreto saranno erogati sia per chi ha subito chiusure totali sia nel caso di riduzione di orario di chiusura o di giorni di apertura. 

Il ristoro si riceverà direttamente sul proprio conto corrente, quindi chi ha già ricevuto degli incentivi in passato sarà il primo a poterne usufruire in quanto l’Agenzia delle Entrate è già in possesso dei suoi dati. 

Gli altri dovranno aspettare di più e saranno tenuti a presentare un’apposita domanda per poter ricevere i nuovi contributi economici previsti dal decreto Ristoro. A questo proposito, potrebbe essere utile valutare l’apertura di un conto corrente online sul quale ricevere l’indennizzo. 

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Si tratta di un conto che ha tutte le caratteristiche del conto corrente tradizionale, quindi permette di eseguire le principali operazioni tipiche di un conto in banca. Le differenze principali consistono nell’assenza di costi di gestione e di filiali fisiche: nella pratica tutte le operazioni, quali bonifici e pagamenti, possono essere svolte online, tramite l’utilizzo dell’home banking o del mobile banking

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