Nuova riforma condomini, ecco le principali novità

Da ieri è entrata in vigore la riforma del condominio disciplinata dalla Legge 220/2012. Le principali novità includono l’amministratore professionista, obbligatorio per i palazzi dove sono presenti più di 8 proprietari, l’obbligo del conto corrente condominiale, e chi vuole si può staccare dalla climatizzazione centralizzata. Ecco le principali novità incluse nella nuova riforma sui condomini.

Da ieri è in vigore l’ultima riforma sui condomini. Vi segnaliamo brevemente le principali novità che prevede la suddetta riforma:

  • Obbligo di tenere un conto corrente condominiale. Gli amministratori di condomini dunque, per gestire le spese di importi superiori ai 1.000 euro dovranno servirsi di bonifici e assegni non trasferibili e intestati alla persona giuridica “condominio”, ad esempio per pagare fornitori di beni o servizi oppure per riscuotere dai condomini le quote per le spese.
  • Chi vuole potrà staccarsi dall’impianto di climatizzazione centralizzata (riscaldamento o raffreddamento) se non vi sono aggravi per gli altri condomini.
  • La carica dell’amministratore si proroga di anno in anno.
  • L’amministratore potrà agire verso i condomini morosi (con un decreto ingiuntivo) di sua iniziativa, anche senza autorizzazione dell’assemblea.
  • I condomini morosi potranno essere perseguiti entro 6 mesi dall’approvazione del rendiconto annuale definitivo.
  • I creditori del condominio non potranno rivolgersi ai condomini in regola con i pagamenti, senza prima tentare di riscuotere dai condomini morosi i loro crediti, con le dovute procedure esecutive di legge.
  • Il regolamento di condominio votato dall’assemblea non potrà più vietare la tenuta di animali domestici.

Con questa riforma però, non tutti sembrano essere d’accordo. Ad esempio, l’Aduc ha spiegato che “questa riforma è anche soprattutto un’occasione mancata: nessun effettivo miglioramento per le questioni relative ai creditori dei condomini e molta confusione sulla così detta anagrafe condominiale. Per non parlare della formazione degli amministratori e della mancanza di norme transitorie che, vista l’importanza e la consistenza delle modifiche, sarebbe stato meglio inserire”.

 

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