Nuova legge sulle carte di pagamento: cambiano le commissioni per le transazioni

Un nuovo provvedimento entrerà in vigore il 29 luglio 2014 ed è stato pubblicato a fine marzo in Gazzetta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze: commissioni distinte per ciascuna tipologia di carte di pagamento (di debito, di credito, prepagate), importi differenziati per le commissioni applicate agli esercenti e revisione periodica delle stesse. Che effetti avrà e cosa cambierà rispetto ad oggi?

La nuova legge cerca la trasparenza ma aumenta le voci di costo

Questo regolamento stabilisce le regole per assicurare una riduzione delle commissioni a carico degli esercenti per i pagamenti con carte.

In particolare, la legge è volta ad un aumento della trasparenza dell’informazione verso gli esercenti con l’obiettivo di rendere le diverse offerte di conto corrente quanto più possibile confrontabili.

Tra le altre cose il regolamento stabilisce che gli “acquirer” (cioè il gestore di servizi di pagamento che sottoscrive gli accordi contrattuali anche in qualità di intermediario per l’accettazione, da parte degli esercenti, di carte di pagamento) hanno l’obbligo di distinguere le commissioni da applicare per ciascuna tipologia di carte di pagamento (di debito, di credito, prepagate ecc.), considerando i diversi circuiti di riferimento, le specifiche caratteristiche funzionali delle carte. Ma entriamo nel dettaglio.

Cosa propone la nuova legge

  • Due livelli di commissioni: per transazioni di importo sotto i 30 euro e normali;
  • Ridurre gli accorpamenti attuali e specificare ancora maggiormente le commissioni per ciascun circuito;
  • Introdurre altri livelli di aggiustamento dei prezzi come la “anzianità” del cliente e il volume di transazioni.

Le banche che convenzionano l’esercente per il pagamento elettronico dovranno:

  •   Distinguere le commissioni da applicare alle diverse tipologie di carte (debito, credito, prepagate);
  •   Informare l’esercente sui costi e sulle caratteristiche del servizio, in modo da rendere confrontabili i servizi offerti.

Inoltre le commissioni saranno definite tenendo conto delle economie di scala, dei volumi delle transazioni eseguite e dovranno essere riviste almeno annualmente;

  • i circuiti e le banche devono rendere noto, in modo trasparente, le commissioni da retrocedere alla banca che ha emesso la carta di pagamento (interchange fee);
  • per i pagamenti di importo non superiore ai 30 € si applicheranno commissioni inferiori a quelle generalmente applicate alle transazioni con carte e la gratuità delle commissioni per pagamenti con carta di importo inferiore ai 100 euro presso gli impianti di distribuzione carburanti non avrà più effetto.

Confronta i conti correnti

Inoltre le regole sulla pubblicità delle commissioni di interscambio cambiano.

La legge stabilisce che i gestori dei circuiti di carte di pagamento accettate in Italia devono pubblicare – e aggiornare regolarmente – sul proprio sito internet, in maniera chiara, completa, trasparente e facilmente accessibile, le eventuali commissioni d’interscambio applicate alle operazioni di pagamento eseguite sul territorio italiano, con adeguata informativa degli eventuali provvedimenti adottati dalle Autorità europee e nazionali preposte alla tutela della concorrenza.

Anche l’acquirer è tenuto ad informare l’esercente in merito all’entità delle eventuali commissioni di interscambio, al momento del convenzionamento e, successivamente, almeno una volta l’anno; questa modifica sembra in funzione di una riduzione di costi dei pagamenti elettronici

Cosa cambia rispetto ad oggi?

Mettiamo nero su bianco la situazione attuale per comprendere le differenze in arrivo.

Oggi esistono:

    1. 5 tipologie di costi, ovvero il costo di installazione, canone mensile, spese di gestione ordinaria (e.g. invio estratto conto cartaceo), costo commissionale e spese per chargeback;
    2. 9 circuiti di pagamento come PagoBancomat, VISA, Mastercard, Vpay, Maestro, AMEX,  JCB, Unionpay e Diners;
    3. 31 tipologie di Interchange fees per circuito a seconda del tipo di carta e di transazione.

La modifica della legge porterà le voci di costo ad oltre 600 in quanto chiede di ridurre gli accorpamenti, un numero esagerato rispetto alle circa 80 di oggi.

 

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