Numero conto corrente da IBAN: come ricavarlo

Come si fa a trovare il numero del conto corrente partendo dall’IBAN? In queste righe vedremo quali sono le informazioni utili per riuscire a ricavarlo, analizzando prima le caratteristiche dell’IBAN italiano. 

Numero conto corrente da IBAN: come ricavarlo

L’IBAN di un conto corrente è l’acronimo con il quale viene indicato l’International Bank Account Number, ovvero il numero del conto corrente bancario valido a livello internazionale. Si tratta del codice che utilizziamo comunemente per ricevere o per effettuare bonifici. 

Nella pratica, è composto da numeri e lettere: quello Italiano, così come quello tedesco, è formato da 27 caratteri, mentre in altri Paesi il totale cambia. Per esempio, l’IBAN francese ha 22 caratteri, quelli di Malta 31. 

Le prime due lettere dell’IBAN sono sempre due lettere che vengono scritte in maiuscolo e si riferiscono al Paese in cui si ha il corrente corrente. Nel caso dell’Italia, dunque, sono proprio IT

Cosa indicano le altre parti dell’IBAN

Dopo le due lettere che indicano lo Stato in cui è stato aperto il conto corrente, l’IBAN è formato da:

  • due numeri, che indicano il codice di controllo regolarità;
  • una lettera, che indica il CIN, ovvero il Control Internal Number;
  • ci sono poi 5 cifre che indicano il codice ABI, con il quale si riesce a comprendere qual è l’istituto bancario al quale appartiene il conto;
  • le altre 5 cifre indicano il codice CAB, cioè il codice di avviamento bancario, il quale si riferisce all’agenzia dove è stato attivato il conto. 

Gli ultimi 12 caratteri rispondono alle domanda iniziale, ovvero come si ricava il numero del conto corrente a partire dall’IBAN. I 12 caratteri collocati alla fine dell’IBAN indicano proprio il numero del conto corrente

Nell’ipotesi in cui fossero presenti anche dei caratteri speciali, come per esempio punti, parentesi o barre, non dovranno essere presi in considerazione. Ovviamente, l’IBAN non è l’unico codice con il quale le banche identificano i propri clienti. Ci sono, infatti, anche altri codici di identificazione, come per esempio il BIC e il BBAN. 

Cosa sono i codici BIC e BBAN

Il BIC, acronimo di Bank Identifier Code, chiamato anche codice swift, veniva sempre richiesto assieme all’IBAN fino a qualche tempo fa. Oggi, invece, lo si utilizza solo nei casi in cui si effettuino dei trasferimenti di denaro presso Paesi che non appartengono all’area SEPA. 

Per quel che riguarda, invece, il codice BBAN, ovvero il Basic Bank Account Number, si tratta della coordinata bancaria nazionale con la quale si identifica il conto corrente, la quale è composta da 23 caratteri. 

Il BBAN è, in pratica, la parte finale dell’IBAN, perché è costituito:

  • dal CIN, indicato con una lettera minuscola;
  • dall’ABI, formato da 5 cifre;
  • dal CAB, formato da altre 5 cifre;
  • dal numero di conto corrente, che è formato da 12 caratteri alfanumerici che possono essere preceduti dal numero di zeri necessario ad arrivare a 12. 

Tornando all’IBAN e al numero di conto corrente, la semplicità nel riuscire a ricavarlo tramite l’IBAN consiste nel fatto di partire da destra e di contare fino a 12: le cifre che si identificheranno in questo modo corrisponderanno al numero del conto corrente. 

A cosa serve l’IBAN

La funzione dell’IBAN è quella di garantire l’identificazione completa e sicura di un conto corrente e, dunque, della persona che ne è titolare. Questa coordinata bancaria segue quanto fissato dall’Ecbs, ovvero l’European Committee for Banking Standards, il quale ha rimpiazzato l’European Bank Authority (abbreviato in Eba).

Dal 2008 tutti i bonifici in Italia possono essere effettuati soltanto tramite IBAN, mentre in passato si utilizzavano i codici ABI (Associazione Bancaria Italiana) e CAB (Codice di Avviamento Bancario). Il momento in cui si verificò tale passaggio ci furono non pochi malumori tra i correntisti che erano abituati a compilare i dati dei bonifici scrivendo a mano ABI e CAB. 

L’IBAN è, infatti, molto più lungo: fortuna vuole che oggi sia possibile inserirlo nei pagamenti online con un semplice copia-incolla. La vera novità dell’IBAN è stata la semplificazione di tutte le operazioni bancarie, che sono diventate molto più veloci. 

Con l’inserimento del solo IBAN è oggi possibile sia ricevere sia effettuare bonifici, quindi utilizzarlo, per esempio, per ricevere lo stipendio mensile. L’IBAN ha permesso di abbattere molti costi presenti in passato, anche se nella vita di tutti i giorni ormai non ce ne rendiamo neanche conto. 

L’IBAN si basa su criteri di uniformazione internazionali: permette, non a caso, ai sistemi informatici dell’area SEPA (acronimo di Single Euro Payments Area, che è l’area unica dei pagamenti in euro) di comunicare tra loro. In tutti i Paesi che rientrano in tale area tutti i trasferimenti di denaro seguono lo stesso protocollo

In altre parole, non sarebbe stato possibile automatizzare i pagamenti mantenendo i vecchi codici nazionali poiché ognuno di basava su un parametro locale differente, con stringhe che avevano significati diversi e nomi delle banche che di tanto in tanto cambiavano. 

Il merito del codice IBAN è dato dall’aver utilizzato i parametri locali che esistevano già, come nel caso dell’Italia il numero di conto e i codici ABI e CAB, facendoli diventare delle coordinate comprensibili a livello continentale. 

A proposito dell’IBAN: come si ricostruisce

Calcolare l’IBAN manualmente non è impossibile se si conoscono i numeri ABI, CAB e quello del conto corrente. Le prime due lettere, come abbiamo visto, sono sempre rappresentate dalle due lettere che indicano il nostro Paese, quindi IT. 

Il CIN è un parametro variabile, ma viene indicato sempre con una lettera con rappresenta il CIN nazionale. Se il numero del conto corrente è inferiore a 12 si dovranno inserire degli zeri subito dopo il codice CAB. Oggi esistono anche tutta una serie di siti che permettono di ricostruire l’IBAN in pochissimo tempo e in modo gratuito. 

Conto corrente Vs carta conto con IBAN

La grande rivoluzione portata dalla nascita dell’IBAN ha portato all’affiancamento dei conti correnti tradizionali e di quelli online delle carta conto con IBAN o delle carte di credito dotate di IBAN

Si tratta di strumenti di pagamento che non devono essere necessariamente collegati a un conto corrente in quanto rappresentano dei veri e propri conti sui quali è possibile, per esempio, accreditare lo stipendio o la pensione. Il vantaggio di una carta con IBAN è rappresentato, in genere, dal costo, che è davvero molto basso. 

Nel caso in cui si volesse dare un’occhiata alle soluzioni disponibili online, si consiglia di fare un salto sul comparatore di carte di SOStariffe.it, che è gratuito e molto semplice da utilizzare. 

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Quali sono le caratteristiche di una carta conto con IBAN? A conti fatti, si potranno effettuare tutte le operazioni tipiche di un conto corrente senza dovere, per forza, aprirne uno. Per esempio, il fatto che le carte siano dotate di IBAN permette di utilizzarle per ricevere bonifici oppure per la domiciliazione delle utenze, come quella di luce e gas, oppure quella di un abbonamento Internet casa. 

Le carte conto si possono poi utilizzare per:

  • effettuare pagamenti online;
  • effettuare pagamenti offline, presso qualsiasi rivenditore che accetti il circuito di pagamento della carta;
  • prelevare denaro contante. 

Possono inoltre essere ricaricate con estrema facilità in modi differenti: online, sul sito Internet della banca, in tabaccheria, presso un qualsiasi ATM. In alcuni casi le carte conto vengono emesse dai vari istituti di credito gratuitamente, mentre in altri è possibile che si richieda un costo per il canone annuo, oppure uno per l’attivazione. I costi delle singole operazioni vengono stabiliti da ogni istituti di credito. 

Nell’ipotesi in cui si volesse invece optare per un conto corrente che permette comunque di risparmiare e di usare l’IBAN per motivazioni quali l’accredito dello stipendio o la domiciliazione di una bolletta, si potrà puntare tutto sull’attivazione di un conto corrente online

A questo proposito, si suggerisce ancora una volta l’utilizzo del comparatore di SOStariffe.it, questa volta quello dedicato ai conti correnti online, dove sarà possibile reperire tutte le informazioni relative alle migliori soluzioni che si possono sottoscrivere via web. 

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