Notebook: guida all’acquisto

Acquistare un computer portatile invece di un desktop è una scelta quasi obbligata per milioni di persone, che privilegiano soprattutto la facilità di portarsi dietro il proprio strumento di lavoro e di studio. Ma è necessario analizzare con cura i pro e i contro per comprare in modo corretto, e soprattutto valutare le proprie specifiche necessità.

Portabilità e prestazioni, ecco come trovare il compromesso migliore

Notebook, laptop, ultrabook…

Un po’ di nomenclatura, prima di tutto. Posto che alcune denominazioni rispondono più a necessità di marketing che a reali differenze, ci sono diversi nomi che vengono utilizzati per identificare i computer portatili. In sostanza, a cambiare è la dimensione, e di conseguenza la portabilità.

I netbook (e non notebook, attenzione) andavano per la maggiore qualche anno fa, con schermi da 9-10 pollici e un costo medio che si aggirava intorno ai 200 euro. Ci sono ancora, ma i limiti di questi dispositivi oggi li rendono una via di mezzo poco popolare tra un tablet (spesso più veloce) e un computer vero e proprio.

Diverso il discorso per gli ultrabook, che sono, in soldoni, i più piccoli tra i notebook. Sottilissimi e leggeri, hanno come capostipite il MacBook Air di Apple, sono spesso senza ventole e dotati di memoria SSD, silenziosa e rapidissima: ne fanno parte computer come il Dell XPS, l’Acer Aspire S, il Lenovo Yoga, l’HP EliteBook Folio e così via. Di solito le porte USB a disposizione sono limitate e mancano lettori DVD, anche per ridurre le parti mobili. Il costo però è piuttosto elevato.

Tra notebook e laptop – cioè i computer portatili con uno schermo tra gli 11 e i 15 pollici, ma a volte anche oltre – la differenza è molto più sfumata. “Laptop” è qualsiasi computer dal peso contenuto adatto a essere utilizzato anche in posizione semisdraiata o seduta, tenendolo in grembo (“lap”). A rigore, anche se ormai i due termini sono quasi intercambiabili, un notebook è la più grande sottocategoria dei laptop, e sta a indicare i computer caratterizzati dalla classica formula a conchiglia, con due blocchi hardware uniti da una cerniera.

Di che cosa si ha bisogno

Quando si valuta la tipologia di notebook da acquistare, prima di tutto è necessario capire bene di che cosa si ha bisogno. Se si è scelto un PC di questo tipo, è chiaro che si avrà bisogno di portarlo con sé in più di un’occasione, visto che mediamente, a parità di prestazioni, un notebook costa di più di un desktop PC.

La prima variabile da prendere in considerazione è dunque la portabilità, e quindi la dimensione: più piccolo e leggero è un notebook più semplice sarà portarselo dietro, in ufficio, in università o da qualunque altra parte. Anche se oggi i produttori si sono industriati nel “rosicchiare” più schermo possibile nella metà superiore del notebook, un computer più piccolo significherà di norma una risoluzione più bassa (o, a parità di risoluzione, più fatica per gli occhi). In altre parole, il rischio è quello di trovarsi con un’area di lavoro troppo ridotta, soprattutto se non ci si limita a usare Office ma anche applicativi che richiedono più spazio.

Il problema naturalmente non sussiste qualora si abbia a disposizione, in una o più delle sedi solite in cui si lavora o si studia, un monitor esterno da connettere al notebook. Attenzione perché non sempre si può collegare come se niente fosse un notebook da 11 pollici a un monitor 5K e sperare che tutto funzioni a dovere: in molti casi il computer “non ce la fa” a gestire queste risoluzioni e l’unica possibilità è quella di uno schermo con una scheda grafica integrata.

Questo perché le prestazioni del notebook sono in relazione, oltre che ovviamente con il costo della componentistica, con le dimensioni del computer. Nel tentativo di rendere il più possibile sottile e leggero un PC devono essere fatte delle rinunce: uno degli esempi più chiari è quello degli smartphone, ormai sottilissimi ma con una durata della batteria limitata, proprio perché oltre un certo limite non si può andare (e quando si cerca di farlo a tutti i costi, possono capitare disastri come quello del Galaxy Note 7).

Insomma, se si cerca un computer dalle performance notevoli è bene non scendere sotto un certo limite per quanto riguarda le dimensioni. Ad esempio, per anni l’ammiraglia dei computer portatili targati Apple è stato il MacBook Pro da 17 pollici, oggi è quello da 15, che presenta caratteristiche superiori al modello da 13 (ad esempio il processore Intel i7 di serie su tutte le varianti, contro l’i5 dei MacBook Pro da 13).

Inutile ricordare come il prezzo giochi un ruolo di grande importanza, visto che notebook di dimensioni ridotte ma con prestazioni eccellenti sono più che possibili, ma si superano tranquillamente i 1.000 euro, e a volte molto di più; un discreto notebook da 13 pollici, invece, si aggira intorno ai 500 euro. Quello che non può mancare è la connettività: potersi collegare a Internet con la propria ADSL o la fibra ottica, con porta Ethernet in wireless, è ormai indispensabile.
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A che cosa stare attenti

Da un punto di vista delle caratteristiche hardware (ammesso che l’utente abbia già fatto la propria scelta per quanto riguarda il sistema operativo), per un notebook bisogna guardare:

  • Dimensioni dello schermo, di cui si è già parlato, e sua risoluzione.
  • Durata della batteria, anche questa in relazione alle prestazioni del notebook.
  • CPU: dagli Intel Core i3, i5 e i7 ai processori Intel Atom, il cervello del notebook è forse il suo componente più importante, e determina la potenza dell’apparecchio.
  • RAM: ormai sotto i 4 GB (molto meglio 8 GB, però) non si scende, a meno che non si parli di netbook.
  • Scheda grafica: le schede video integrate possono andare più che bene per l’uso di tutti i giorni, ma se si vuole fare grafica 3D o giocare a un livello decente non si scappa, scheda video dedicata, come Nvidia o AMD.
  • Spazio interno su disco: meglio SSD, più veloce e silenzioso anche se meno capiente e più costoso, soprattutto perché i notebook sono destinati a una vita un po’ movimentata che può essere deleteria per gli hard disk meccanici. Per un uso più “stanziale”, gli HDD da 7200 rpm vanno più che bene.
  • Tipo e numero di porte: un hub USB portatile è sempre comodo, ma il rischio è quello di sacrificare di molto la comodità dell’utente (soprattutto se l’hub deve essere alimentato esternamente). Meglio accertarsi, quindi, che le porte in dotazioni siano sufficienti per le proprie necessità.

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