Nokia, oltre il Morph con N900 elettrotattile

Morph è il concept che Nokia ha mostrato due anni fa in occasione della mostra Design and The Elastic Mind al MOMA di New York, un prototipo realizzato dal Nokia Research Center in collaborazione con il Cambridge Nanoscience Centre. Due anni dopo, alcuni membri di Nokia Conversations hanno ottenuti il permesso di entrare nel laboratorio di ricerca situato nella cittadina britannica, per conoscere i nuovi progetti Nokia legati alle nanotecnologie.

Nanowire Sensing

Il team di ricerca che si sta dedicando al progetto è impegnato nella realizzazione di una sorta di naso artificiale, attraverso l’impiego di una rete di conduttori su scala nanometrica. I nanofili, posizionati in cima a un chip, agiscono effettivamente come un sensore chimico e riescono a distinguere le differenti sostanze collocate vicino alla superficie di rilevamento. Al momento, il naso artificiale di Nokia riesce a individuare solo le singole molecole, a seconda della sostanza collocata in prossimità del chip. L’obiettivo a lungo termine è l’identificazione di complesse miscele molecolari. C’è ancora molto da lavorare in questo senso, ma già si intravedono le potenziali applicazioni pratiche: questo tipo di tecnologia potrebbe per esempio essere usata per monitorare l’ambiente e misurare una varietà di elementi e situazioni, tra cui i livelli di inquinamento atmosferico.

Stretchable electronic skin

Circuits boards are solid, i circuiti elettronici sono rigidi. Per ora. Perché i ricercatori della Cambridge University e dell’NRS stanno lavorando allo sviluppo di una tecnologia che permetterà di renderli flessibili e modellabili, attraverso quella che è stata definita come una sorta di electronic skin, ovvero una pelle elettronica. Sfruttando come conduttore l’oro evaporato, il team di ricerca ha realizzato un touchpad sul quale agire come se si avesse in mano un elastico. Nello specifico, è stato possibile allungare il dispositivo fino al 20% in più rispetto alla lunghezza originale, senza incorrere nella perdita di alcuna funzionalità del touchpad, che ha mantenuto le prestazioni e le proprietà di partenza.

Una simile tecnologia potrebbe essere impiegata per creare dispositivi indossabili – proprio come il concept Morph di Nokia – oppure diventare persino parte dell’abbigliamento quotidiano.

Electrotactile experience

I ricercatori stanno lavorando allo sviluppo di touchscreen che siano in grado di fornire un migliore feedback tattile e il terzo progetto, dedicato a raggiungere tale obiettivo, viene presentato dai membri di Nokia Conversation come quello più realistico. Perché le idee partorite in seno al Nokia Research Center di Cambridge sono state applicate concretamente a bordo di un Nokia N900, sebbene modificato rispetto allo smartphone attualmente in commercio.

Secondo il report, i ricercatori hanno fatto passi da gigante, grazie all’impiego dell’elettrovibrazione e al contributo dei colleghi del NSR di Pechino, che si sono occupati di miniaturizzare l’hardware da inserire nel Nokia N900 modificato. Un prototipo che sembra aver gettato solide basi per raggiungere un nuovo livello di feedback nell’utilizzo di dispositivi touchscreen.

Andrea Galassi

ph è il concept che Nokia ha mostrato due anni fa in occasione della mostra Design and The Elastic Mind al MOMA di New York, un prototipo realizzato dal Nokia Research Center in collaborazione con il Cambridge Nanoscience Centre. Due anni dopo, alcuni membri di Nokia Conversations hanno ottenuti il permesso di entrare nel laboratorio di ricerca situato nella cittadina britannica, per conoscere i nuovi progetti Nokia legati alle nanotecnologie.

Nanowire Sensing

Il team di ricerca che si sta dedicando al progetto è impegnato nella realizzazione di una sorta di naso artificiale, attraverso l’impiego di una rete di conduttori su scala nanometrica. I nanofili, posizionati in cima a un chip, agiscono effettivamente come un sensore chimico e riescono a distinguere le differenti sostanze collocate vicino alla superficie di rilevamento. Al momento, il naso artificiale di Nokia riesce a individuare solo le singole molecole, a seconda della sostanza collocata in prossimità del chip. L’obiettivo a lungo termine è l’identificazione di complesse miscele molecolari. C’è ancora molto da lavorare in questo senso, ma già si intravedono le potenziali applicazioni pratiche: questo tipo di tecnologia potrebbe per esempio essere usata per monitorare l’ambiente e misurare una varietà di elementi e situazioni, tra cui i livelli di inquinamento atmosferico.

Stretchable electronic skin

Circuits boards are solid, i circuiti elettronici sono rigidi. Per ora. Perché i ricercatori della Cambridge University e dell’NRS stanno lavorando allo sviluppo di una tecnologia che permetterà di renderli flessibili e modellabili, attraverso quella che è stata definita come una sorta di electronic skin, ovvero una pelle elettronica. Sfruttando come conduttore l’oro evaporato, il team di ricerca ha realizzato un touchpad sul quale agire come se si avesse in mano un elastico. Nello specifico, è stato possibile allungare il dispositivo fino al 20% in più rispetto alla lunghezza originale, senza incorrere nella perdita di alcuna funzionalità del touchpad, che ha mantenuto le prestazioni e le proprietà di partenza.

Una simile tecnologia potrebbe essere impiegata per creare dispositivi indossabili – proprio come il concept Morph di Nokia – oppure diventare persino parte dell’abbigliamento quotidiano.

Electrotactile experience

I ricercatori stanno lavorando allo sviluppo di touchscreen che siano in grado di fornire un migliore feedback tattile e il terzo progetto, dedicato a raggiungere tale obiettivo, viene presentato dai membri di Nokia Conversation come quello più realistico. Perché le idee partorite in seno al Nokia Research Center di Cambridge sono state applicate concretamente a bordo di un Nokia N900, sebbene modificato rispetto allo smartphone attualmente in commercio.

Secondo il report, i ricercatori hanno fatto passi da gigante, grazie all’impiego dell’elettrovibrazione e al contributo dei colleghi del NSR di Pechino, che si sono occupati di miniaturizzare l’hardware da inserire nel Nokia N900 modificato. Un prototipo che sembra aver gettato solide basi per raggiungere un nuovo livello di feedback nell’utilizzo di dispositivi touchscreen.

Andrea Galassi

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