Niente più velocità ADSL fasulle

L’Ofcom, l’autorità inglese per le telecomunicazioni, è pronta a mettere alle strette i provider del Regno Unito per garantire trasparenza e competitività nel settore. Da diversi anni, infatti, l’autorità indaga sulle reali performance delle linee a banda larga per controllare che i provider non facciano false promesse sulle velocità delle connessioni ai danni dell’utente.

Nonostante in Inghilterra i provider hanno sottoscritto un codice volontario di condotta ancora dopo un anno gli utenti non hanno avuto un segnale effettivo sulla velocità adsl dichiarata. L’autority inglese Ofcom si trova quindi costretta a minacciare la regolamentazione obbligatoria.

Gli internet service provider (ISP) sono infatti tenuti a fornire ai consumatori una stima accurata della velocità massima in grado di raggiungere ma anche la velocità effettiva che in realtà è inferiore (e in alcuni casi di parecchio).

Gli ISP sono stati reticenti a fornire i dettagli della velocità e i consumatori si stanno sempre più infastidendo delle false promesse sulla velocità della banda larga. L’aumento dei servizi di video on demand, che necessitano di collegamenti rapidi e affidabili, ha mostrato che le connessioni di molti utenti sono più lente di quanto effettivamente si potesse credere: la ricerca di Ofcom dello scorso anno ha mostrato una velocità reale di meno della metà delle velocità pubblicizzate.

SosTariffe ha condotto alcuni mesi fa un’analoga analisi sul mercato italiano evidenziando lo stesso grave problema.

In Inghilterra Ofcom ha introdotto una normativa secondo cui gli operatori devono informare in merito alle reali prestazioni della linea adsl. Moltissime segnalazioni e denuncie all’Autority hanno dimostrato che di fatto il mercato non è ancora chiaro e trasparente.

In Inghilterra Ofcom sta considerando di rendere obbligatoria una clausula contrattuale che permetta ai clienti di annullare il contratto senza incorrere in una sanzione se la velocità della linea è significativamente inferiore alla stima fornita al momento della sottoscrizione.

E’ necessario però adottare un metodo unico ed uniforme per la misurazione della velocità della connessione adsl. La situazione inglese alla luce degli studi della società indipendente Sam Knows ha mostrato una velocità effettiva pari a 3.9Mbps alla pari del quadro italiano.

Nonostante le rilevazioni delle velocità adsl effettive dei singoli provider non è stata fornita ancora un elenco pubblico di tutti gli operatori con le velocità rilevate per permettere di salvare la faccia in extremis.

Ofcom lancia quindi l’ultimo avvertimento, dopo il quale scatteranno i provvedimenti legislativi.  La banda larga è il futuro del Paese e bisogna garantire un tessuto regolamentativo e concorrenziale a tutti i player sul mercato.

In Italia verrà preso un provvedimento simile da Agcom?

autorità inglese per le telecomunicazioni, è pronta a mettere alle strette i provider del Regno Unito per garantire trasparenza e competitività nel settore. Da diversi anni, infatti, l’autorità indaga sulle reali performance delle linee a banda larga per controllare che i provider non facciano false promesse sulle velocità delle connessioni ai danni dell’utente.

Nonostante in Inghilterra i provider hanno sottoscritto un codice volontario di condotta ancora dopo un anno gli utenti non hanno avuto un segnale effettivo sulla velocità adsl dichiarata. L’autority inglese Ofcom si trova quindi costretta a minacciare la regolamentazione obbligatoria.

Gli internet service provider (ISP) sono infatti tenuti a fornire ai consumatori una stima accurata della velocità massima in grado di raggiungere ma anche la velocità effettiva che in realtà è inferiore (e in alcuni casi di parecchio).

Gli ISP sono stati reticenti a fornire i dettagli della velocità e i consumatori si stanno sempre più infastidendo delle false promesse sulla velocità della banda larga. L’aumento dei servizi di video on demand, che necessitano di collegamenti rapidi e affidabili, ha mostrato che le connessioni di molti utenti sono più lente di quanto effettivamente si potesse credere: la ricerca di Ofcom dello scorso anno ha mostrato una velocità reale di meno della metà delle velocità pubblicizzate.

SosTariffe ha condotto alcuni mesi fa un’analoga analisi sul mercato italiano evidenziando lo stesso grave problema.

In Inghilterra Ofcom ha introdotto una normativa secondo cui gli operatori devono informare in merito alle reali prestazioni della linea adsl. Moltissime segnalazioni e denuncie all’Autority hanno dimostrato che di fatto il mercato non è ancora chiaro e trasparente.

In Inghilterra Ofcom sta considerando di rendere obbligatoria una clausula contrattuale che permetta ai clienti di annullare il contratto senza incorrere in una sanzione se la velocità della linea è significativamente inferiore alla stima fornita al momento della sottoscrizione.

E’ necessario però adottare un metodo unico ed uniforme per la misurazione della velocità della connessione adsl. La situazione inglese alla luce degli studi della società indipendente Sam Knows ha mostrato una velocità effettiva pari a 3.9Mbps alla pari del quadro italiano.

Nonostante le rilevazioni delle velocità adsl effettive dei singoli provider non è stata fornita ancora un elenco pubblico di tutti gli operatori con le velocità rilevate per permettere di salvare la faccia in extremis.

Ofcom lancia quindi l’ultimo avvertimento, dopo il quale scatteranno i provvedimenti legislativi.  La banda larga è il futuro del Paese e bisogna garantire un tessuto regolamentativo e concorrenziale a tutti i player sul mercato.

In Italia verrà preso un provvedimento simile da Agcom?

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