Niente più password

Tutto ciò che è basato sulla sicurezza biometrica ci permetterà di avere una nuova visione delle password. Le infinite chiavi di accesso che regolano la nostra “sicurezza digitale” sono sempre di più a portata di “violazione”. Come tanti sono gli hackers che trovano svariate soluzioni per poter irrompere nella nostra vita, tante sono le soluzioni a portata di mano che l’umanità possiede per affrontare una battaglia chiamata privacy, cerchiamo di capirne meglio alcune sfumature.

Il futuro delle nostre password

Tanti ormai sono i software e di conseguenza le start up che sfidano la questione password attraverso la sensorialità del corpo umano. E come fanno? In realtà pare essere più semplice di quanto possa sembrare costruire sistemi di riconoscimento del battito cardiaco, dell’iride, dell’odore e del reticolo delle vene. Per avviare un pc e pagare online queste tecniche di riconoscimento potranno quindi cambiare il nostro rapporto con le ormai infinite credenziali per accedere a tutti i nostri suppelletili digitali.

In realtà i segnali biometrici non consentiranno una maggiore privacy per coloro che ne trarranno beneficio, sono infatti sistemi captabilissimi e potenzialmente vulnerabili. Non è infatti impossibile simulare un battito cardiaco del corpo umano con tutta la mole incredibile di tecnologia sviluppatasi in questi anni, saranno soltanto dispositivi, quelli barometrici più precisi e decisamente più personalizzati.

In pratica non sarà più tanto una questione di privacy ma di user experience. Non dovremmo probabilmente più preoccuparci di prendere appunti su file e foglietti riguardo ai nostri infiniti dati d’accesso, bensì avremmo le porte spalancate di ogni device semplicemente grazie alla nostra sensorialità.

Facebanx in Uk è un esempio concreto di come ormai tantissimi esempi di piccole e media aziende stanno credendo in quest’opportunità. L’azienda inglese ha infatti un sistema integrato di riconoscimento di volto, voce, documento di identità e carta di credito in un’unica soluzione. Se proprio si volesse parlare di sicurezza, gli esperti tra le altre cose vedono di buon occhio questi sistemi per così dire integrati.

Le funzioni di riconoscimento infatti, qualora doveessero “intrecciarsi” fra loro, sempre seguendo la chimera biometrica, darebbero comunque più sicurezza e offrirebbero una maggior tutela per quanto riguarda le frodi. Troppi infatti sarebbero i codici da dover manipolare per poter irrompere nei dati della vittima.

E mentre a Berkley c’è chi sogna un mondo dove le nostre password possano essere inserite con il pensiero, ci sono ancora le garanzie di una volta come ha voluto sottolineare il direttore Sviluppo Business di Facebanks, rassicurando che se per caso qualcosa dovesse incepparsi nel riconoscimento dei nostri lineamenti, vi è comunque e sempre vi sarà, la possibilità di ricorrere alle vecchie password.

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