New York Times a pagamento nel 2011

Il New York Times ha annunciato il paywall: dal 2011, il gigante dell’informazione online adotterà un sistema “freemium” ossia permetterà di leggere parte dei contenuti in modo gratuito e parte a pagamento.

Questo è quanto riporta Mauro Munafò oggi su Repubblica rivelando che il colosso di Rupert Murdoch non sarà il solo: anche Abc, L’Express, Le Figaro, El Mundo e Le Monde seguiranno la stessa strada

quotidiani-giornali-a-pagamento

I dubbi tuttavia restano: nonostante solo il 7% dei lettori americani è disposto a pagare per contenuti online l’introduzione del sistema a paywall è necessario: la pubblicità, considerata all’inizio l’unico mezzo di sostentamento possibile, non permette più di mantenere l’economicità e si preferisce puntare ai ricavi generati da quel 5-10% disposti a pagare.

Il paywall può essere però un’arma a doppio taglio: se gli utenti non si convinceranno a pagare i contenuti ci sarà crollo delle visite al sito con le conseguenti perdite pubblicitarie. Ecco perchè solo testate mondiali come il NYT possono permettersi di seguire questa strada, forti della propria credibilità e autorevolezza.

Oltre a questo il punto fondamentale sarà la qualità dei contenuti: il contenuto dovrà essere di valore ed esclusivo ma soprattutto dovrà essere percepito come tale dagli utenti.

Fino ad oggi gli unici casi di successo dei quotidiani a pagamento sono Wall Street Journal (NewsCorp) e il Financial Times.

Times ha annunciato il paywall: dal 2011, il gigante dell’informazione online adotterà un sistema “freemium” ossia permetterà di leggere parte dei contenuti in modo gratuito e parte a pagamento.

Questo è quanto riporta Mauro Munafò oggi su Repubblica rivelando che il colosso di Rupert Murdoch non sarà il solo: anche Abc, L’Express, Le Figaro, El Mundo e Le Monde seguiranno la stessa strada

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I dubbi tuttavia restano: nonostante solo il 7% dei lettori americani è disposto a pagare per contenuti online l’introduzione del sistema a paywall è necessario: la pubblicità, considerata all’inizio l’unico mezzo di sostentamento possibile, non permette più di mantenere l’economicità e si preferisce puntare ai ricavi generati da quel 5-10% disposti a pagare.

Il paywall può essere però un’arma a doppio taglio: se gli utenti non si convinceranno a pagare i contenuti ci sarà crollo delle visite al sito con le conseguenti perdite pubblicitarie. Ecco perchè solo testate mondiali come il NYT possono permettersi di seguire questa strada, forti della propria credibilità e autorevolezza.

Oltre a questo il punto fondamentale sarà la qualità dei contenuti: il contenuto dovrà essere di valore ed esclusivo ma soprattutto dovrà essere percepito come tale dagli utenti.

Fino ad oggi gli unici casi di successo dei quotidiani a pagamento sono Wall Street Journal (NewsCorp) e il Financial Times.

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