Netflix in Italia: cosa cambia per la pay tv

Netflix arriva in Italia e si prospetta una vera e propria rivoluzione per il mondo della televisione e in modo particolare per la pay tv. Lo sbarco della società statunitense che si occupa di streaming online on demand dovrebbe avvenire entro fine anno e sarà accessibile a chi vorrà aderire attraverso un apposito abbonamento, anche se le cifre non sono ancora state rese note.

Netflix arriva in Italia e può cambiare il mercato per le pay tv

Novità importanti per il pubblico televisivo sempre alla ricerca di contenuti diversi rispetto a quelli che la tv generalista è in grado di garantire: Netiflix arriva in Italia con un catalogo di film e serie tv online che saranno disponibili a 7,99 euro e questo genera già grande curiosità da parte degli appassionati.

Non c’è ancora una data definitiva per lo sbarco della società statunitense nel nostro Paese, ma ai prevede che questo possa avvenire entro la fine del 2015 con l’obiettivo di ripetere il successo ottenuto in pochi mesi in Francia.

L’arrivo di Netflix comincia però a fare paura soprattutto per due ragioni:

  • i suoi utenti guardano video e pagano;
  • non è solo la crescita di abbonati e del fatturato della società statunitense a preoccupare, ma soprattutto l’uso di banda. Negli Stati Uniti, infatti, Netflix consuma più di un terzo del traffico Internet in download nelle ore di picco, e fa registrare il più alto volume tra tutti i servizi video a banda larga. I suoi più diretti concorrenti, iTunes e Amazon, sono molto lontani, con quote rispettivamente di 2,8 e 2,6%, mentre YouTube consuma il 14% della banda disponibile.

L’azienda statunitense con base a Los Gatos (California) può guardare inoltre al futuro in modo più che positivo: a suo favore gioca non solo avere il doppio del traffico di YouTube, ma soprattutto la strutturazione di un modello di business più solido. La piattaforma video di Google, infatti, pur essendo presente nel web ormai da anni non è ancora riuscita a stabilizzarsi come dovrebbe e lo conferma l’incapacità di fare utili.

Cos’è Netflix

Nel 1997 era una società specializzata nel noleggio dei DVD che faceva concorrenza a Blockbuster, ma oggi Netflix è una piattaforma statunitense che consente ai suoi utenti di guardare film e serie TV attraverso PC, televisione, PlayStation, smartphone o tablet tramite servizio tv streaming on demand. Negli States è ormai diventata un vero e proprio cult che sta generando una grande rivoluzione: grazie al suo avvento lo streaming è diventato legale e ha permesso di conquistare 30 milioni di utenti solo in America, cui si aggiungono altri 38 milioni sparsi per il mondo.

Dal marzo del 2011 l’azienda produce anche contenuti originali per il suo servizio “Watch Instantly”. Solo per fare l’esempio più eclatante, ‘House Of Cards’, la serie tv con Kevin Spacey come attore protagonista e David Fincher come regista, è proprio una produzione Netflix.

Cosa potrebbe accadere

Il prezzo di ingresso, che potrebbe prevedere una promozione iniziale low cost, sarà più conveniente rispetto ai concorrenti Sky Online e Mediaset Infinity, ma è importante sapere che il catalogo di titoli sarà comunque più limitato: nella filiale statunitense, infatti, si può contare su ben 8.500 film; in Gran Bretagna, dove comunque non c’è bisogno del doppiaggio, si arriva a 3.000 pellicole, mentre nel resto d’Europa si viaggia tra 1.600 e poco più di 2.000. Sky e Mediaset fanno nettamente meglio, con la seconda a quota 5.000

Netflix potrebbe portare qualche sorpresa con qualche anteprima, ma anche per le serie TV di successo dovrà rispettare gli accordi licenziatari stipulati dai concorrenti. Ad esempio ‘House of Cards’, che è una produzione di Netflix stessa, è in mano a Sky almeno fino alla fine dell’anno.

Al momento Telecom Italia sarà il partner tecnico di riferimento del colosso statunitense, ma l’accesso ai servizi sarà possibile con ogni tipo di provider.

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Le pay tv vittime del successo di Netflix

A risentire in modo pesante di questo scenario sono soprattutto le pay tv. Netflix erode la cassa delle grandi piattaforme: HBO di Warner, Fox di News Corp negli USA e poi, attraversando l’Atlantico, Sky, e man mano che entra nei vari mercati tutti gli altri, Canal Plus di Vivendi, Premium di Mediaset, Movistar di Telefonica.

Proprio per questo prima che sia troppo tardi c’è chi sta già cercando di correre ai ripari. La prima a muoversi è stata Sky, che finora ha sempre tenuto le sue strategie sull’online in secondo piano, ma la situazione sta cambiando e lo dimostra  la recente campagna lanciata in alleanza con Telecom. Uno scenario simile si sta verificando anche in Gran Bretagna e in Germania: Sky Online ha iniziato a proporsi con più forza ai “non abbonati Sky” con tre pacchetti, due sono prepagati mensili da 9 euro, uno sui film e uno sulle serie tv, il terzo è un pay-per-view, quindi si paga con la carta di credito l’acquisto di singoli eventi, dalla partita alla gara di Moto Gp o di Formula Uno. E lo stesso sta lanciando HBO negli Usa.

Il problema va comunque al di là dell’imminente sbarco di Netflix: man mano che la banda larga cresce e conquista utenti, sia con la fibra che con le versioni più avanzate di ADSL cresce anche l’offerta perché sui cavi telefonici la barriera d’ingresso dei costi si abbassa di oltre dieci volte. Una conferma di quello che potrebbe accadere presto la possiamo individuare osservando la crescita, maggiore rispetto alle aspettative, del mercato dei video on demand, soprattutto per quanto riguarda la componente in abbonamento, che corrisponde all’offerta che Netflix predispone.

Le ragioni di questo boom sono facili da immaginare. Un canale via digitale terrestre ha un costo di gestione ben sopra il milione di euro l’anno, uno via satellite sui 500 mila, con la banda larga siamo ancora molto più bassi. Questo spiega perché le tv inizino a guardare alla banda larga come una possibilità. L’accordo Sky –  Telecom va in questa direzione: iniziare a presidiare l’online. Sappiamo bene però che l’offerta congiunta Sky – Telecom, non è esclusiva per nessuna delle due parti e per questo la società di telecomunicazioni si sta già guardando intorno per individuare altri partner in modo tale che possa essere l’utente a scegliere quali contenuti vedere. Presto quindi dobbiamo aspettarci anche da Mediaset una mossa in questo ambito.

La nuova tendenza che si sta creando è abbastanza evidente: Netflix non solo prende abbonati alle pay, ma soprattutto conquista nuovi utenti. Lo stiamo già vedendo in Inghilterra, dove Netflix è vicina ai tre milioni di abbonati, ma un terzo di loro ha deciso di aderire solo alla nuova piattaforma rinunciando alla visione di altre concorrenti. Se il trend continuerà a confermarsi le pay tv quasi sicuramente decideranno di concentrare  l’offerta nella fascia alta premium: lo sport, gli eventi e i primi passaggi di film e serie tv.

Riuscire ad affermarsi in Europa sarà però tutt’altro che semplice: qui si parlano 28 lingue e quindi i costi di traduzione e soprattutto di gestione dei diritti a livello nazionale si moltiplicano. Per questo l’arrivo in Italia di Netflix sarà una sfida affascinante, ma da vincere assolutamente.

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