Net Neutrality: Internet è un diritto alla libertà di espressione

È di pochi giorni fa la notizia che la corte costituzionale francese ha deliberato che la Hadopi (L’Alta Autorità per la diffusione delle opere e della protezione su Internet) non potrà mettere in atto la facoltà repressiva di staccare la connessione dopo tre avvertimenti a coloro che fossero scoperti a scaricare file in modo illegale.

Anche il Commissario dell’Unione Europea per la Società dell’Informazione e i Media, Viviane Reding, si è trovata a contestare questa legge per le gravi implicazioni e le implicite violazioni della privacy ( oltre che della libertà della rete) che comporta.

Quello che si sta cercando di evitare è la gestione delle reti in modo da prioritarizzare il traffico degli utenti online con il rischio di arrivare a pratiche anti-competitive come il rallentamento o il blocco del traffico in rete.

Come ha detto uno dei “padri di Internet”, Vint Cerf, “permettere alle imprese che gestiscono la rete di controllare quello che le persone vedono e fanno online potrebbe minare i principi che hanno fatto di Internet un successo a livello mondiale. Sono state date troppe giustificazioni per supportare il controllo delle aziende sulle scelte degli internauti.”

Sono moltissime le multinazionali e i personaggi di spicco del mondo cibernetico che si sono schierati a favore della neutralità della rete: ricordiamo tra i tanti Tim Berners-Lee e aziende come Google, Microsoft, Ebay e Amazon.

In sostanza, quello che è stato ribadito è che Internet è uno strumento per formare e manifestare il pensiero ed accedere alla rete resta, quindi, un diritto fondamentale di ogni cittadino e solo un tribunale può decidere di sanzionarlo se dovesse agire illegalmente.

Il punto fondamentale sta nel comprendere il limite che separa la protezione dei diritti di proprietà intellettuale, da una parte, e il ruolo di Internet nell’esprimere la libertà di espressione e informazione, dall’altra.

Grazie Stefano

giorni fa la notizia che la corte costituzionale francese ha deliberato che la Hadopi (L’Alta Autorità per la diffusione delle opere e della protezione su Internet) non potrà mettere in atto la facoltà repressiva di staccare la connessione dopo tre avvertimenti a coloro che fossero scoperti a scaricare file in modo illegale.

Anche il Commissario dell’Unione Europea per la Società dell’Informazione e i Media, Viviane Reding, si è trovata a contestare questa legge per le gravi implicazioni e le implicite violazioni della privacy ( oltre che della libertà della rete) che comporta.

Quello che si sta cercando di evitare è la gestione delle reti in modo da prioritarizzare il traffico degli utenti online con il rischio di arrivare a pratiche anti-competitive come il rallentamento o il blocco del traffico in rete.

Come ha detto uno dei “padri di Internet”, Vint Cerf, “permettere alle imprese che gestiscono la rete di controllare quello che le persone vedono e fanno online potrebbe minare i principi che hanno fatto di Internet un successo a livello mondiale. Sono state date troppe giustificazioni per supportare il controllo delle aziende sulle scelte degli internauti.”

Sono moltissime le multinazionali e i personaggi di spicco del mondo cibernetico che si sono schierati a favore della neutralità della rete: ricordiamo tra i tanti Tim Berners-Lee e aziende come Google, Microsoft, Ebay e Amazon.

In sostanza, quello che è stato ribadito è che Internet è uno strumento per formare e manifestare il pensiero ed accedere alla rete resta, quindi, un diritto fondamentale di ogni cittadino e solo un tribunale può decidere di sanzionarlo se dovesse agire illegalmente.

Il punto fondamentale sta nel comprendere il limite che separa la protezione dei diritti di proprietà intellettuale, da una parte, e il ruolo di Internet nell’esprimere la libertà di espressione e informazione, dall’altra.

Grazie Stefano

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