Nel week-end torna l’ora legale: quanto ci fa risparmiare?

Tra il 24 e il 25 marzo torna l’ora legale e accenderemo la luce in casa un po’ più tardi: un beneficio, secondo Terna, che porta decine di milioni di euro di risparmio ogni anno, oltre a una diminuzione delle emissioni potenzialmente nocive dell’atmosfera. C’è però chi non è d’accordo, imputando al cambio dell’ora vari malesseri e una minore concentrazione sul lavoro.

Il risparmio ogni anno è di 110 milioni di euro

Sabato prossimo la lancetta si sposta un’ora avanti

Speriamo davvero che quella del Burian bis sia una meteo-bufala, come in molti sostengono, e non una nuova ondata di freddo siberiano come quella di qualche settimana fa; con il passaggio all’ora legale che avverrà nella notte tra il 24 e il 25 marzo, alle 2, ci aspettiamo temperature più miti, insieme a tramonti nel tardo pomeriggio e, insomma, l’inizio ufficiale della primavera.

Ma l’ora legale non significa soltanto gite e aperitivi all’aperto: la misura è nata per aumentare il risparmio energetico, ritardando l’ora in cui si comincia a utilizzare l’illuminazione artificiale in casa, con la collaborazione di giornate più lunghe e, quindi, dell’alba che arriva prima, tanto che spostare le lancette di un’ora avanti ci permetterà comunque di svegliarci senza vedere buio pesto alle finestre. Assorbiti i lievi malesseri che alcuni accusano al momento del cambio dell’ora (a partire da un’ora di sonno in meno sabato prossimo), torneremo operativi gravando di meno sul consumo elettrico del Paese e risparmiando sulle offerte luce.
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Miliardi di euro di risparmio. Ma c’è chi è contrario

Secondo la società che gestisce la rete elettrica italiana, nel 2017 con l’ora legale si sono risparmiati 567 milioni di kilowattora di energia, l’equivalente del consumo totale annuo di più di 200.000 famiglie. Tutto questo si riflette anche in una diminuzione delle emissioni nocive nell’atmosfera, con circa 320.000 tonnellate di anidride carbonica in meno. Facendo due conti, il risparmio energetico nel 2017 grazie all’ora legale è stato di circa 110 milioni di euro.

Sempre secondo le stime di Terna, dal 2004 fino al 2017 in totale l’Italia ha risparmiato 8 miliardi e 540 milioni di kilowattora, per un risparmio complessivo di 1 miliardo e 453 milioni di euro.

Non tutti, però, sono d’accordo con questa convenzione: ha fatto scalpore nei giorni scorsi l’articolo con cui David Wagner, professore di management all’Università dell’Oregon, ha incrociato vari studi sull’argomento dimostrando che il risparmio – almeno per gli Stati Uniti – ammonta a una percentuale trascurabile mentre i rischi derivati dai 40 minuti di sonno in meno (causati dallo sfasamento circadiano del nostro orologio interno, che ha bisogno di qualche giorno per adattarsi al cambio dell’ora) sono più che concreti, tra incidenti e una produttività più bassa.

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