Nel 2019 il 90% dei router Wi-Fi per la casa sarà fornito dagli ISP

Gli Internet Service Provider, nel 2014, hanno fornito ai loro clienti il 66% dei router Wi-Fi impiegati in casa. La percentuale è destinata a raggiungere il 90% nel 2019, stando alle previsioni formulate dalla società di analisi e ricerca di mercato IHS. Sempre nel 2019, il 70% dei CPE (Customer Premises Equipment) sarà dotato di supporto per lo standard 802.11 ac

Il 90% dei router Wi-Fi per la casa sarà fornito dagli ISP nel 2019
Le previsioni di IHS

La percentuale di router Wi-Fi forniti dagli ISP (Internet Service Provider) ai clienti di servizi di accesso a Internet a banda larga da postazione fissa salirà dal 66% registrato nel 2014 al 90% nel 2019, stando alle previsioni firmate IHS.

Confronta tariffe ADSL

La tecnologia Wi-Fi è diventata un importante elemento strategico per gli ISP, con numerosi clienti degli stessi che si affidano alle soluzioni wireless (senza fili) per distribuire, condividere e instradare connessioni a banda larga fissa tra le pareti domestiche, e accedere da molteplici dispositivi a contenuti e servizi veicolati attraverso la Rete.

 

«Wi-Fi e Internet hanno assunto il medesimo significato per la maggior parte dei consumatori», commenta John Kendall, analista senior in forze a IHS.

«In passato, una rete domestica era piuttosto semplice: un personal computer desktop, un personal computer portatile e forse una stampante, collegati a un modem o a un router, con il personal computer a fungere da centro di controllo principale», prosegue Kendall.

«Oggi, invece, molte famiglie dispongono di molteplici dispositivi, quali smartphone, TV, tablet, set-top box, e sfruttano reti Wi-Fi per accedere a contenuti e servizi, con la conseguenza di pesare in maniera consistente sul gateway per la banda larga», aggiunge l’analista di IHS.

Il numero di dispositivi connessi in casa è destinato ad aumentare nei prossimi anni. Nel Nord America, per esempio, si conteranno in media 13 dispositivi connessi per casa nel 2019, a fronte dei 10 contati nel 2014.

Più dispositivi connessi in casa significa maggiore rischio di imbattersi in situazioni di congestione delle reti e in esperienze utente di qualità non ottimale. La tecnologia Wi-Fi, inoltre, è soggetta alle interferenze generate da strutture metalliche e dispositivi quali forni a microonde e sensori antifurto.

«In passato, il cosiddetto collo di bottiglia era un problema correlato in via principale al cosiddetto ultimo miglio, mentre ora investe la rete Wi-Fi domestica», evidenzia Kendall. E poiché la maggior parte dei dispositivi impiegati in casa accede a Internet tramite Wi-Fi, i giudizi dei clienti degli ISP dipendono in maniera consistente dalle prestazioni wireless.

Se i CPE (Customer Premises Equipment) non sono di qualità, gli sforzi e gli investimenti degli ISP per portare la banda larga e/o la banda ultra larga sino alle case dei clienti diventano vani o, quantomeno, non possono essere premiati appieno.

Confronta offerte ADSL con modem Wi-Fi incluso

Ecco perché i router Wi-Fi e gli altri CPE Wi-Fi rivestiranno un ruolo centrale nelle strategie degli ISP, sostiene IHS. Ed ecco perché il numero di apparati Wi-Fi forniti dagli Internet Service Provider è destinato ad aumentare.

Gli ISP, per così dire, devono poter prendere il controllo anche delle reti Wi-Fi domestiche, per intervenire da remoto con l’obiettivo di migliorare le prestazioni e risolvere eventuali problemi.

In termini di prestazioni, a oggi, ad assicurare le migliori velocità di trasmissione, sono i CPE con supporto per lo standard 802.11 ac. Stando alle previsioni di IHS, nel 2019 il 70% dei CPE impiegati in casa supporterà il Wi-Fi ac

Commenti Facebook: