Nasce FiberCop: verso la rete unica per la banda larga

L'accordo di Tim con Kkr e Fastweb rappresenta un nuovo importante passo in avanti verso la nascita della rete unica, un progetto che dovrebbe contribuire alla diffusione della banda ultra larga in Italia. La nascita di FiberCop, confermata in queste ore, segna l'avvio di un programma di sviluppo che, nel giro di pochi mesi, dovrebbe portare alla creazione della rete unica in Italia. Ecco gli ultimi sviluppi sulla situazione:

Nasce FiberCop: verso la rete unica per la banda larga

Telecom Italia dà il via al progetto di creazione della rete unica nazionale di telecomunicazioni che dovrà velocizzare il programma di sviluppo della banda ultra larga nel nostro Paese. L’azienda ha confermato la creazione di FiberCop, la nuova società che giocherà un ruolo fondamentale nel progetto della rete unica.

TIM trasferirà in Fiber Cop la sua rete telefonica, nella parte che va dagli armadi stradali alle case degli utenti. Il prossimo passo è rappresentato dalla fusione tra FiberCop e Open Fiber con la creazione di un’unica infrastruttura strategica per tutto il Paese. L’ambiziosa operazione prende il via con il supporto di Cassa depositi e prestiti (Cdp).
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La decisione di Telecom Italia dà il via al progetto

Il CdA di Telecom Italia, nella giornata di ieri, ha avviato il programma di creazione della rete unica con l’ok alla nascita di FiberCop (in cui confluirà parte della rete TIM) avviando la cessione del 37,5% della società al fondo americano Kkr per un totale di 1.8 miliardi di Euro. Telecom è l’azionista principale di FiberCop con il 58% mentre Fastweb ha una quota di minoranza (4.5%).

Da notare, inoltre, che il CdA di Telecom ha anche approvato la firma di una lettera d’intenti con Cdp Equity finalizzata alla nascita del progetto di rete unica nazionale. Il progetto prevede la fusione con Open Fiber, controllata da Cdp e Enel. La nuova società che prenderà vita dalla fusione tra FiberCop e Open Fiber vedrà TIM come azionista di riferimento (con almeno il 50.1% delle quote) e un sistema di governance condivisa con Cdpe che dovrà garantire l’indipendenza della società stessa.

I programmi di Telecom Italia sulla nascita della rete unica nazionale sono molto ambiziosi. Secondo l’azienda, infatti, la fusione con Open Fiber si concluderà già nel primo trimestre del 2021 con TIM che cederà a FiberCop anche il controllo della rete primaria funzionale.

I nodi da scogliere

Le previsioni di Telecom Italia in merito alla nascita della rete unica nazionale devono scontrarsi con la realtà del mercato e, in particolare, con la posizione di Enel che detiene il 50% di Open Fiber. Cdp, che ha diritto di prelazione sulle quote di Enel in Open Fiber, potrebbe incrementare la sua presenza nell’azienda, acquistando un ulteriore 10% oppure tutto il restante 50% per velocizzare l’operazione.

Per la nascita della rete unica, denominata AccessCo, è necessario che si completi la riorganizzazione societaria di Open Fiber. Tale passaggio rappresenta un elemento fondamentale per il completamento della fusione tra Fiber Cop e Open Fiber. Le tempistiche, quindi, potrebbero allungarsi ed il termine del primo trimestre del 2021 potrebbe non essere rispettato.

Resta poi da valutare la posizione dell’autorità di vigilanza sull’intera operazione. La nuova operazione che porterà alla formazione della rete unica nazionale, infatti, prevede che la società derivante dalla fusione tra Fiber Cop e Open Fiber sia controllata da un gruppo (Telecom Italia) presente sul mercato anche come operatore di telefonia per i clienti finali. L’Autorità di vigilanza, come da norma, non dà pareri preventivi e sarà necessario attendere la presentazione del progetto per poter conoscere il parere sull’operazione.

Rete unica: quali vantaggi per gli utenti finali?

Cosa cambierà per gli utenti con la nascita della rete unica nazionale? Ci sarà uno sviluppo concreto della diffusione della banda ultra-larga con la possibilità per un numero maggiore di utenti di navigare ad alta velocità? Le tariffe presenti sul mercato registreranno una modifica dei prezzi (in positivo o in negativo? Gli interrogativi sul progetto della rete unica sono davvero numerosi.

La nascita di Open Fiber ha contribuito, negli ultimi anni, ha dare il via ad una decisa accelerazione per quanto riguarda la diffusione della fibra ottica FTTH su base nazionale. L’azienda è diventata, rapidamente, un riferimento importante del mercato della fibra ottica portando la banda ultra-larga in zone precedentemente non coperte dal servizio.

Il processo di fusione tra FiberCop e Open Fiber, in linea teorica, dovrebbe permettere un‘ottimizzazione degli investimenti per lo sviluppo di una rete ancora più capillare. Nel giro di pochi anni, la diffusione della fibra potrebbe registrare un rapido incremento in Italia, raggiungendo anche molte aree che, ad oggi, non sono coperte dal servizio.

Tutti gli aspetti commerciali e le ricadute dell’operazione sui clienti finali sono ancora tutti da valutare. L’autorità di vigilanza analizzerà la questione nei prossimi mesi, dopo la presentazione del progetto definitivo, per esprimere un parere che riguarderà anche e soprattutto questi elementi. Di certo, il progetto di rete unica continuerà ad essere uno dei tempi principali del settore per i prossimi mesi.

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