Mutui svizzeri, la Polonia prova a rimediare

La forte onerosità dei mutui svizzeri stipulati nei vari Paesi europei, soprattutto dell’est, conseguente alla inaspettata decisione della Banca centrale svizzera (SNB) di abbandonare il regime del cambio minimo tra euro e franco, sta portando i vari Governi a studiare delle soluzioni per contrastare i rischi di default dei mutuatari e la crescita dei crediti in sofferenza.

La Polonia corre ai ripari per i mutui svizzeri
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Ha creato non pochi problemi ad alcuni Paesi, banche e a molte famiglie la decisione storica della Banca centrale svizzera di abbandonare il regime di cambio minimo franco-euro, pari a 1,20.
Come prima conseguenza la moneta svizzera ha guadagnato valore a spese di euro, dollaro e delle altre monete ancora in uso nell’est Europa.
Il franco ha quasi parificato il valore con l’euro, ha guadagnato il 17,4% sul lei rumeno, il 16,9% sullo zloty polacco e il 15,3% sul fiorino ungherese.

Nei Paesi dell’Europa dell’est, soprattutto in Polonia, tra il 2007 il 2008 sono stati aperti numerosi mutui e prestiti in valuta svizzera, grazie ai tassi bassissimi che venivano offerti.

Ma ora le cose sono cambiate e con il rapporto tra queste valute sbilanciato a favore del franco svizzero, le rate dei mutui ancora in corso, stipulati in valuta svizzera, subiranno un forte rincaro.
Il rischio è che molte di queste famiglie non saranno in grado di sostenerne l’aumento, con conseguente crescita i dei casi di default e dei crediti in sofferenza.
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I Paesi colpiti dal fenomeno stanno provando a limitare i danni, soprattutto la Polonia la più penalizzata.

A Varsavia c’è stato incontro tra i rappresentati delle banche maggiormente coinvolte nella vicenda, rappresentanti di Governo e responsabili delle autorità finanziarie. Come prima cosa si è cercato di impedire che le banche chiedessero ai propri clienti, titolari di mutui svizzeri, ulteriori o maggiori garanzie o altre misure gravose.

La Commissione di Supervisione Finanziaria sarebbe intenzionata a presentare una soluzione di mediazione tra banche e famiglie, in modo che la situazione non vada a gravare eccessivamente né sulle famiglie, né sulle banche.

Alle prime verrebbe data la possibilità di convertire i mutui in franchi svizzeri allo stesso tasso di cambio vigente nella data in cui è stato stipulato il contratto, ma le famiglie dovrebbero rimborsare alle banche la differenza tra quanto effettivamente percepito e la somma che avrebbero sostenuto con un mutuo in zloty. Il costo per le banche sarebbe, con questa soluzione, di circa 9,1 miliardi di dollari, una cifra non certo irrisoria.

Se si considera che all’indomani della pubblicazione della decisione della SNB, avvenuta il 15 gennaio, i titoli bancari della Borsa di Varsavia sono scesi del 5,5%, le difficoltà per il sistema economico-finanziario polacco sono particolarmente pesanti.

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