Multa illegittima: come capire quando lo è

Siamo proprio sicuri che la multa che ci è stata notificata sia legittima? Anche se nella grande stragrande maggioranza dei casi è effettivamente così, non mancano situazioni in cui da parte delle autorità preposte non sono state seguite tutte le procedure corrette, e quindi non siamo tenuti a pagare. Uno di questi casi riguarda la notifica dopo 90 giorni dall’infrazione: qui di seguito, tutte le informazioni relative.

Quando si deve pagare e quando no: la notifica dopo più di 90 giorni

Come calcolare i 90 giorni

Una multa può capitare a tutti: un rosso che ci sembrava ancora arancione, un parcheggio in divieto di sosta, l’assicurazione auto scaduta. In questi casi non possiamo fare altro che pagare (giustamente) e stare più attenti, ma non è sempre questo il caso. In particolare, è illegittima la multa che viene notificata dopo 90 giorni dall’infrazione.

Ma da quando vengono calcolati i 90 giorni? Un orientamento giurisprudenziale molto seguito in passato imponeva che questi decorressero non dall’effettiva violazione della norma, ma dal giorno dell’accertamento da parte dell’organo a ciò deputato; nel caso ad esempio di un autovelox o di un tutor che solo dopo qualche giorno rendono noto il superamento del limite di velocità, dalla materiale osservazione del materiale estrapolato da questi meccanismi elettronici di rilevazione della velocità.

Cosa succede con tutor e autovelox controllati a giorni di distanza

Secondo la sentenza n°140/2018 del 09/04/2018 del Giudice di Pace di Alessandria, i 90 giorni per la notifica del verbale di contravvenzione alla normativa stradale decorrono dal giorno della possibile infrazione e quindi dalla verificazione del fatto contestato. Non ha quindi alcun valore il fatto che gli agenti delle Forze dell’Ordine deputati al controllo abbiano percepito materialmente la violazione anche molti giorni dopo dall’evento a causa di un esame non contestuale e in tempo reale del materiale.
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Gli altri casi i cui la multa è nulla

Più in generale, la multa è illegittima quando ha dei vizi sugli elementi essenziali; tramite ricorso, può quindi essere annullata, con efficacia retroattiva (in altre parole è come se la multa non fosse mai stata emanata). Tra gli elementi essenziali in questione, ci sono le generalità del conducente, l’omessa o errata indicazione della data e dell’ora nella quale è avvenuta l’infrazione, l’indicazione errata della targa e del tipo del veicolo, la mancata o erronea indicazione dell’autorità competente per il ricorso, l’errore sulla norma violata o sulla sanzione da pagare e così via.

Attenzione che non basta la presenza di un errore per annullare la multa; ad esempio, quasi sempre la mancanza del numero civico non è sufficiente per considerare illegittima la contravvenzione, e discorso analogo si può fare su un elemento errato ma che è riportato correttamente da altri dati (ad esempio la data di nascita sbagliata ma il codice fiscale giusto).

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