Monitor PC: guida all’acquisto

Dai modesti schermi sul centinaio di euro ai colossi con definizione a 5K, scheda video integrata e una miriade di funzioni diverse, i monitor sono la periferica più importante di tutte nonché quella che presenta la maggiore varietà di prezzi. Per questo è necessario valutare con attenzione le diverse opportunità a disposizione in modo da non pentirsi poi più avanti di un acquisto troppo affrettato.

Risoluzione, diagonale, resa dei colori, ecco che cosa controllare

Non esiste «il» monitor perfetto

Spesso si dice che quando si vuole acquistare un PC nuovo è bene stabilire prima un budget e poi acquistare il meglio per ogni componente, rimanendo sempre nelle proprie possibilità di spesa. È vero parzialmente anche per il monitor, ma se chiunque può sentire da subito la differenza tra una CPU di scarsa qualità e un i7 di ultima generazione, i difetti di uno schermo economico possono non essere così evidenti.

In altre parole, non è necessario spendere chissà quali cifre se non si hanno particolari pretese, e se il Full HD è considerata una risoluzione sufficiente. Viceversa, per un grafico, un gamer professionista, un programmatore che vuole avere più spazio possibile a disposizione sul monitor o un appassionato di cinema il discorso cambia. In genere comunque il monitor è una periferica piuttosto longeva; con un monitor 4K o UltraHD è ragionevole pensare che non ci sarà bisogno di un aggiornamento dell’hardware per un po’ di anni.

Le dimensioni e la risoluzione

Le dimensioni del monitor, esattamente come per la televisione, si misurano con la diagonale dello schermo; la risoluzione è, invece, il numero di pixel per pollice presenti, e in altre parole un buon modo per misurare la massima definizione possibile dei dettagli.

Dimensioni e risoluzione dello schermo sono collegati, nel senso che più alta è la risoluzione più grande deve essere lo schermo per non finire con un forte mal di testa e un pericoloso affaticamento della vista. In genere, comunque, i produttori non esagerano mai offrendo risoluzioni troppo alte su monitor di dimensioni ridotte.

Al momento le risoluzioni standard sono tre. La più semplice è il classico Full HD, 1920 pixel per 1080 pixel, adatta per schermi che vanno dai canonici 22 pollici a 27 pollici, con rapporto d’aspetto di 16:9. In alternativa c’è il Quad HD, detto anche WQHD o anche 2K, che offre una risoluzione di 2560 x 1440 pixel; in questo caso è meglio scegliere un apparecchio dai 27 pollici in su.

Infine sul mercato sono ormai molto diffusi i monitor Ultra HD o 4K (o anche 5K), con definizioni altissime, intorno ai 3849 x 2160, che devono essere supportate da computer di potenza adeguata (altrimenti si tratta soltanto di uno spreco di soldi) e per i quali è consigliato acquistare uno schermo da almeno 30 pollici.

In genere il Full HD è un buon compromesso per un uso “standard” del computer, mentre le risoluzioni e le dimensioni più alte sono adatte soprattutto a chi fa un uso continuo di foto e video e ai giocatori più hardcore.

La tecnologia

I pannelli dei monitor, ormai tutti a cristalli liquidi (LCD), sono di due diversi tipi, indicati con IPS (In Plane Switching) e TN (Twisted Nematic). I primi sono noti per la qualità nella resa dei colori, ma hanno un tempo di risposta un po’ elevato rispetto ai TN, che invece sono sotto al millisecondo come tempi di risposta.

In genere i TN sono la soluzione migliore per i videogiochi (i tempi di risposta infatti devono essere bassissimi, così come la latenza di ADSL o fibra ottica) e i contenuti 3D, mentre gli IPS sono adatti soprattuto ai grafici professionisti e a chi richiede una resa delle tinte perfetta fino all’ultimo dettaglio.
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Esistono anche i monitor VA, un po’ a metà tra i precedenti modelli, ma sono a rischio effetto “ghosting” ma vanno bene per le attività di tutti i giorni grazie al buon contrasto e al buon angolo di visione.

Da ricordare anche due variabili importanti come il framerate supportato (i FPS, o frame per second, fotogrammi per secondo che possono essere visualizzati dalla scheda grafica) e la frequenza di refresh: in breve, più alti sono questi due numeri e meglio è.

Le finiture

I monitor possono essere opachi o lucidi; nel primo caso la finitura, cioè lo strato messo davanti al pannello, è antiriflesso, ed è possibile in qualche modo risolvere i problemi legati alla presenza di molta luce in un ambiente, ad esempio un ufficio. Al contrario, un monitor con finitura lucida dà il meglio al buio, con un’ottima resa dei colori, più vividi e più luminosi. In una stanza con molte fonti di luce, però, il risultato potrebbe essere quello di avere riflessi continui e molto fastidiosi.

Le porte

Per quanto riguarda le porte o ingressi, è essenziale avere almeno una porta HDMI (meglio due, soprattutto se l’idea è quella di collegarci anche un’altra fonte oltre al PC) e una DVI, e possibilmente anche una DisplayPort. Inutile dire che prima dell’acquisto è necessario sincerarsi che il monitor sia compatibile con le uscite video del computer, visto che le HDMI non sono tutte uguali. Qui di seguito, ecco una selezione di monitor che si possono acquistare a buon prezzo su Amazon:

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