Modem libero da gennaio 2019: cosa cambia per utenti e compagnie

Alla fine di questo mese non sarà più obbligatorio per gli utenti il noleggio o l’acquisto del modem offerto dal proprio operatore di riferimento, da Tim HUB al modem FASTGate, passando per la Vodafone Station: la delibera “modem libero” renderà possibile utilizzare anche un dispositivo proprio, senza pagare di più. Qualche ostacolo potrebbe però riguardare l’ambito della fibra FTTH.

Maggiore libertà per l'utente, con qualche dubbio sulla FTTH

Che cosa dice la delibera sul modem libero

Ci siamo: il momento in cui non saremo più costretti ad acquistare e comprare il modem della nostra compagnia telefonica per le connessioni ADSL e fibra ottica è alle porte. Dal 31 dicembre 2018, infatti, con la delibera 348/18/CONS decisa dall’AgCom l’Italia si adeguerà alle normative europee e ogni cliente potrà scegliere il dispositivo per la connessione preferito, senza l’obbligo di rifarsi a quello normalmente legato al proprio abbonamento.

È pratica standard, infatti, che le compagnie facciano pagare l’acquisto o il noleggio del proprio modem, quasi sempre sotto forma di rate mensili di modesta entità, che però moltiplicate per 24, 36 o addirittura 48 mesi costituiscono una spesa aggiuntiva di centinaia di euro, del tutto inutile per chi ha già acquistato un apparecchio perfettamente funzionante in passato oppure vuole funzioni aggiuntive che il dispositivo del fornitore non è in grado di offrire.
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I ricorsi e il caso ONT

Gli operatori telefonici hanno cercato di opporsi alla delibera; finora il ricorso di TIM è stato respinto, e ci sono pochi dubbi che anche quelli di Fastweb e Vodafone andranno incontro allo stesso esito. Non solo: la delibera sul modem libero rende gli operatori obbligati anche a fornire le guide di configurazione del modem router dei vari produttori, così da permettere agli utenti di utilizzare gli apparati delle marche più diffuse senza dover letteralmente impazzire dietro a impostazioni e opzioni poco chiare.

Se è vero che non saremo più obbligati a utilizzare i vari modem FASTGate, Tim Hub, Vodafone Station e così via, c’è anche da registrare il fatto che per la fibra “vera”, la FTTH o Fiber To The Home, si potrà andare incontro a qualche difficoltà in più: riguardano il cosiddetto ONT, ovvero Optical Network Terminal, ovvero il dispositivo integrato all’interno del modem e protetto dall’operatore tramite un codice che secondo la delibera dovrebbe subire la stessa sorte degli altri modem – e cioè essere, di fatto, “sbloccato”. 

Le compagnie telefoniche, però, stanno opponendo resistenza: il nodo della questione è un’eccezione tecnica che gli operatori cercano di opporre riguardo a questo specifico caso, ma poiché anche l’ONT fa a tutti gli effetti parte della categoria di dispositivi oggetto del provvedimento, anche in questa situazione tutto dovrebbe risolversi a favore dell’utente.

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