Modem 56k: caratteristiche

Ormai molto difficili da trovare, e inadeguati, anche quando supportati, per la navigazione in Rete di oggi, i vecchi modem 56k sono stati comunque compagni fedeli agli albori di Internet in Italia, e in casi di estrema emergenza o in contesti particolari è ancora possibile utilizzarli. Vediamo le caratteristiche della connessione dial up nel 2016, un autentico pezzo di storia del web.

Una tecnologia obsoleta che però in qualche caso può essere ancora utile

L’era del 56k

Chi ha più di 30 anni si ricorda sicuramente il suono di un modem analogico al momento della connessione: una serie di scampanellii robotici e poi rumore bianco per qualche secondo, simile a un canale televisivo mal sintonizzato, salutavano una connessione effettuata con successo.

Da quel momento in poi, era una corsa contro il tempo: essendo la connessione dial-up in tutto e per tutto simile a una telefonata, si pagava (e ancora oggi si paga, malgrado gran parte delle connessioni locali costino solo lo scatto alla risposta) per la durata della connessione. Anni fa, quando esisteva ancora la distinzione tra telefonate urbane e interurbane, collegarsi a un numero fuori dalla propria città (ad esempio per le banche dati o BBS con server in altre zone) poteva essere un costo davvero rilevante, per cui era necessario industriarsi per far durare le connessioni il meno possibile oppure sfruttare le fasce orarie più convenienti, prima delle otto del mattino.

Preistoria, o addirittura leggenda per chi da sempre è abituato a essere connesso 24 ore su 24, accendere il computer e senza dover neanche premere un tasto essere già online. Eppure l’era dei modem 56k, che ci ha accompagnato per molti anni, era proprio così, tanto che non mancano perfino i nostalgici che si sono scelti come suoneria il rumore di uno di questi vecchi dispositivi, in memoria dei bei tempi andati.

Che cos’è un modem 56k

Fino alla fine degli anni ’90 i modem 56k erano lo standard per quanto riguardava i modem analogici. Quando ancora una buona parte dei siti era un tourbillon di gif animate, sfondi colorati, contatori e mp3 in sottofondo, e il dominio di Google non era ancora iniziato (Yahoo! o Altervista andavano per la maggiore), venivano usati questi dispositivi, sia esterni che interni al computer stesso.

Una volta collegato il modem alla linea telefonica (con il classico cavo del telefono), e fatta partire la chiamata verso il proprio provider di riferimento, con tanto di username e password, era possibile connettersi in modo più o meno stabile a una velocità di navigazione ridicolmente bassa per gli standard di oggi. 56 Kbit/s, infatti, corrispondono a soltanto 7 Kilobyte al secondo, e per scaricare un solo mp3 ci voleva una decina di minuti: basti pensare che oggi un’ADSL da 20 Mega è circa 150 volte più veloce, e l’IperFibra di Vodafone potenzialmente è superiore di 7.500 volte.
Confronta le offerte ADSL e fibra
Il modem analogico venne presto utilizzato anche come fax e addirittura segreteria telefonica. I modem esterni, i primi in circolazione, erano piccole scatole rettangolari, di norma un po’ più ridotti in quanto a dimensioni dei modem odierni. Ben presto quasi tutti i computer cominciarono a integrarli al loro interno, e ancora oggi una buona parte dei PC e dei portatili meno recenti hanno, pubblicizzato o meno, uno di questi componenti dentro di sé.

Dopo il 56k si diffusero i modem ISDN, che però necessitavano di una connessione apposita per velocità di 128 Kbit/s. Finalmente il grande salto avvenne con i modem ADSL, da 640 Kbit/s fino ai consueti 20 Mbit/s attualmente disponibili. Da ricordare che la velocità di 56k è anche quella dei modem GPRS in dotazione ai telefonini più vecchi, che non possono utilizzare 3G o 4G.

Navigare a 56k oggi

Dopo averne analizzato le caratteristiche, è abbastanza chiaro perché un modem 56k oggi non possa essere considerato una buona soluzione per navigare in Rete, anche quando non si hanno particolari pretese. Ormai anche la più semplice delle pagine ha fotografie con definizione tale, senza accennare alle animazioni in Flash e simili, che ci vogliono interi minuti per visualizzare un sito.

Va un po’ meglio per la posta elettronica (a parte che non ci siano allegati troppo voluminosi), ma comunque il 56k è una tecnologia obsoleta da parecchi anni che può essere usata soltanto in caso di estrema emergenza, oppure per le zone in completo digital divide che ancora non possono contare su un’ADSL. In ogni caso, informarsi su come cambiare gestore telefonico è una buona idea, visto che altri potrebbero ora offrire connessioni di qualità superiore. Importante anche sapere come vedere copertura ADSL.

I modem 56k oggi hanno dei prezzi molto bassi, comprensibilmente, e sono dei piccoli commutatori da USB a cavo telefonico, com’è possibile constatare osservando le offerte disponibili su Amazon:

Per fare un esempio concreto, TIM – l’operatore più diffuso in Italia, in quanto ex monopolista – ha ancora oggi un numero per l’accesso a Internet tramite le connessioni dial up con le sue offerte più vecchie: 701 701 7010 (per l’offerta Alice Mail), 701 0187 187 (per l’offerta Alice 1 cent),  702 0187 187 (per l’offerta Teleconomy Internet). Simili situazioni si verificano anche con gli altri operatori, ma contattare il servizio clienti è il modo migliore per conoscere le impostazioni (spesso molto meno immediate di quelle di un’ADSL moderna) per connettersi in Rete con questa tecnologia.

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