Mobile payment: tutte le tutele

A partire dal mese di aprile gli utenti che si affidano al mobile payment potranno avere maggiori tutele grazie all’intervento del Garante della Privacy: i consumatori potranno quindi sentirsi più sicuri e non avranno rischi, ma anche le società che operano in questo ambito dovranno adeguarsi alle decisioni dell’Autorità.

Introdotte nuove norme a tutela del consumatore che utilizza il mobile payment

In Italia il mobile payment, ovvero il pagamento attraverso dispositivi mobili, è una pratica che si sta diffondendo sempre di più grazie ai moderni smartphone, anche se c’è chi è ancora piuttosto scettico non ritenendo di ricevere le tutele necessarie da questo modo di agire. Da aprile 2015, però, è stato il Garante della Privacy a intervenire in un ambito così spinoso introducendo nuove misure e obblighi che dovranno essere rispettati dalle società che operano nel settore e che faranno sentire i consumatori più sicuri.

Le compagnie telefoniche che forniscono il servizio di pagamento attraverso il cellulare, le società che realizzano l’interfaccia tecnologica, le aziende che offrono contenuti digitali e servizi e tutti i soggetti che sono coinvolti nella transazione (come quelli che consentono, anche tramite app, l’accesso al mercato digitale) quindi  dovranno essere in regola con il provvedimento generale varato dal Garante della Privacy nel maggio 2014.

Grazie alle nuove regole, chi usufruisce dei servizi di pagamento da remoto, utilizzando smartphone, tablet e pc potrà acquistare senza alcun rischio prodotti e servizi digitali, abbonarsi a quotidiani online, comprare e-book, video e giochi.

Gli obblighi da rispettare

Gli operatori del settore dovranno quindi mettere in atto alcuni comportamenti: secondo quanto indicato dall’Autorità, infatti, sarà fondamentale che gli utenti che acquistano beni digitali siano informati sulle modalità di trattamento dei loro dati personali già dal momento della sottoscrizione o adesione al servizio di pagamento da remoto. I loro dati potranno essere conservati al massimo per 6 mesi e non potranno essere usati per altre finalità, come l’invio di pubblicità o analisi delle abitudini senza che ognuno abbia dato un consenso specifico. L’indirizzo IP degli utenti dovrà essere cancellato dal venditore una volta terminata la procedura di acquisto.

In Italia ancora troppi scettici

Il commercio online è una pratica che si sta diffondendo nel nostro Paese, ma sono ancora tante le persone che, pur riconoscendone la comodità (il mobile payment permette infatti di acquistare in ogni momento e ovunque ci si trovi), ritengono ancora poco sicura questa modalità di pagamento.

Intesa Sanpaolo, uno dei player coinvolti, con milioni di clienti in tutta la Penisola, ha tenuto a sottolineare come sia fondamentale che il focus passi dalla tecnologia alla persona in modo tale che ogni utente abbia la percezione di usufruire di un servizio che davvero semplifica le azioni quotidiane in totale sicurezza. Si tratta di un aspetto che non può essere trascurato  soprattutto perché a essere coinvolto è il  conto corrente ed è importante quindi che non vengano commessi errori.

A dare una spinta a questo modo di agire è stato certamente l’arrivo di Apple Play, il sistema di pagamento dedicato ai clienti della “Mela morsicata” per l’acquisto di prodotti direttamente tramite iPhone utilizzando carte di credito registrate.

Smentite anche le voci che si erano diffuse in merito a una presunta scarsa sicurezza: il sistema, infatti, è ritenuto adatto per compiere senza rischi anche le operazioni con carta di credito. A confermare questa ipotesi ci sono le caratteristiche di Apple Pay: i dati registrati dai consumatori al momento del pagamento, infatti, non possono essere memorizzati dai rivenditori mettendo un blocco sul nascere e impedendo ogni tipo di operazione fraudolenta.

La nuova normativa, che punta a ridurre le trafile burocratiche, può quindi essere un incentivo per diffondere il mobile payment: attualmente per mettere in atto questa pratica è ancora necessario che il dispositivo sia dotato di una sim che supporti la tecnologia NFC, ma sapere di poter contare su una serie di tutele che devono essere rispettate è certamente confortante.
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