MISE: nessuna penale di recesso dai contratti telefonia e ADSL

L’attuale bozza del ddl Concorrenza approvata venerdì scorso reintroduce il termine “penale” quando si parla di recedere dai contratti di abbonamento a telefoni fissi e mobili, ADSL o pay tv, creando confusione e scatenando non poche polemiche. Così il Ministero dello Sviluppo Economico ha dovuto chiarire che il disegno di legge non prevede la reintroduzione delle penali, ma cerca di regolare le attuali pratiche commerciali in favore dei consumatori.

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Non è prevista la reintroduzione delle penali di recesso per i contratti tlc: il Mise precisa

La proposta del ddl Concorrenza era inizialmente quella di eliminare i costi di recesso dai contratti di telefonia fissa, mobile, Internet o tv. Tuttavia, l’art. 16 recita: “l’eventuale penale deve essere equa e proporzionata al valore del contratto e alla durata residua della promozione offerta”. Così, la reintroduzione della parola “penale” ha scatenato polemiche varie che hanno costretto al Mise a precisare.
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La misure non cambia infatti le disposizioni generali in materia di recesso anticipato dai contratti di telefonia mobile e fissa, ADSL e tv (già regolati dal DL 7/2007) ma regola i costi di disattivazione dalle sole promozioni relativi ai medesimi servizi (ad esempio un servizio di streaming musicale gratuito o l’acquisto di uno smartphone).

In primo luogo, precisa il Mise, la norma fissa un periodo massimo di 24 mesi alla durata delle promozioni stesse. In più, eventuali penali esistenti nelle promozioni (e non nei contratti di abbonamento, dove non possono esistere per legge) devono seguire una serie di norme di trasparenza verso il cliente e verso il regolatore. Nello specifico, il gestore dovrà fornire al consumatore informazione esaustiva in merito all’esistenza e all’entità di costi d’uscita o disattivazione, giustificando inoltre al Garante delle comunicazioni i costi effettivamente sostenuti.

La norma impone, inoltre, che questi costi d’uscita o disattivazione siano proporzionali al valore del contratto e alla durata residua della promozione.

Complessivamente, le norme introdotte a favore dei consumatori vogliono diminuire e comunque rendere più chiari i costi di uscita o disattivazione dalle promozioni, così come promuovere la migrazione tra gestori, migliorando la concorrenza.

In conclusione, sia per telefonia mobile e fissa, abbonamenti pay TV o tariffe ADSL casa, per disdire il contratto le vecchie penali non esistono più sin dalla Legge Bersani, e così continuerà a essere anche dopo l’entrata in vigore della nuova legge sulla concorrenza.

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